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Preparatevi alle pubblicità su Telegram, dice il suo fondatore

GugliElmo da parte di GugliElmo
09/01/2021
in Canali, Messaggistica e chat, Stickers Telegram, Telegram, Tutti i rumor e le novità su Telegram
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VIÙS
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Le pubblicità su Telegram arriveranno. Questa è la promessa del fondatore dell’applicazione, Pavel Durov, che in un post sul suo canale Telegram personale ha spiegato quale sarà il futuro economico della piattaforma. A differenza di molte altre realtà tecnologiche, Telegram ha finora vissuto all’interno di un limbo nel quale ogni spesa veniva adeguatamente finanziata dal patrimonio del suo fondatore, ricavato attraverso la vendita della sua precedente creatura (il social network russo VKontakte).

Era solo questione di tempo prima che la crescita del bacino d’utenza (si parla di oltre 400 milioni di utilizzatori dell’app) rendesse necessario uno sbocco commerciale delle tante e originali funzioni dell’applicazione: la pubblicità su Telegram è la prima di queste opzioni, ma prima che possiate lanciarvi in commenti indignati o pensiate che quell’idillio tra dirigenza e utenza possa essersi infranto proprio sugli scogli del vil denaro, vi suggeriamo di proseguire nella lettura di questo articolo.

Siete pronti per scoprire come e perché la pubblicità su Telegram non sarà effettivamente un problema?

PS: sapevi che abbiamo un canale Telegram? Vienici a trovare su @appelmoladg , o vieni a fare due chiacchere con noi sul gruppo ufficiale @appelmeggiando – ti aspettiamo lì, se ti va!

QUESTA È LA VIA (DI TELEGRAM)

“This is the Telegram way.” Forse è solo suggestione, ma non possiamo non rievocare, nelle parole che concludono il lungo post di Pavel Durov (fondatore di Telegram), una delle citazioni più famose della serie TV The Mandalorian, guardacaso conclusasi proprio nel periodo natalizio.

Un regalo inaspettato (come d’altronde dovrebbero esserlo tutti i doni), forse non del tutto gradito ma sicuramente inevitabile quello che Durov ha lasciato sotto l’albero dei suoi 400 milioni e passa di utenti. Anzi: “quasi 500 milioni“, dice. Non è un caso che il post inizi proprio con un numero di questa portata: Telegram cresce, ma non allo stesso ritmo dei suoi fondi – dato che non ne ha. Telegram ha potuto finora contare sullo smisurato patrimonio del suo fondatore; tuttavia, se prevede di raggiungere “miliardi di utenti” nei prossimi anni, è necessario che diventi finanziariamente indipendente – e per raggiungere un simile risultato, fallita l’opzione della criptovaluta proprietaria, esistono solamente due strade: la vendita, o l’introduzione di forme di guadagno.

La prima, ovviamente, non è un’opzione viabile: senza rinunciare al tradizionale confronto con l’app rivale, Durov cita WhatsApp e l’esperienza dei suoi fondatori come esempio dell’insostenibilità di una filosofia del lavoro come quella di Telegram, che mira alla “perfezione e all’integrità“, nel contesto di una grande multinazionale. Sono lontani i tempi in cui si pensava che Telegram potesse diventare parte di Google (sì, è successo davvero)!

Non rimane che la seconda: benché le opzioni espresse nel post non siano esaustive di tutte le possibilità di monetizzazione che Telegram potrebbe intraprendere (e intraprenderà), dato lo stato di progettazione nella quale ancora probabilmente stagnano, è possibile già ora delineare un profilo di cosa venderà Telegram, e a chi.

Quali infatti saranno i soggetti a cui Telegram si rivolgerà per monetizzare la propria grande base d’utenza? Le aziende ovviamente, ma non solo: nel post Pavel Durov parla anche di “power users“, ossia utenti avanzati che potranno godere di funzionalità “premium“, distinte dalle features finora rilasciate – che, promette Durov, rimarranno gratuite “per sempre“. Non è chiaro a quali funzioni faccia riferimento, o a che tipo di “utente avanzato” si riferisca; tra le nostre previsioni c’è la possibilità che, in futuro, Telegram possa introdurre un limite sulla quantità di contenuti caricabili all’interno della sua piattaforma cloud dalla capacità attualmente illimitata (così come già fatto da Google con il suo Google Foto).

Ciò che è certo, è che queste sono le strategia di vendita che Durov progetta già di introdurre:

  • pubblicità su Telegram: le pubblicità su Telegram esistono già da tempo – è inutile girarci attorno, dice Durov. Data l’assenza di altri metodi di monetizzazione, molti proprietari di canali affittano la popolarità del proprio canale pubblicando post che promuovono o un altro canale, o un sito web esterno. In quest’ultimo caso gli amministratori di canali si servono di piattaforme pubblicitarie di terze parti, spesso “intrusive“; Telegram vuole risolvere questo problema introducendo un proprio servizio di advertising, che sia rispettoso della privacy e user-friendly. Questo tipo di pubblicità su Telegram consentirà all’applicazione di coprire i costi dei server e di mantenere la piattaforma gratuita per tutti gli altri utenti.
  • stickers premium: Telegram prevede di introdurre sticker che possano dare esibizione di “additional expressive features“, ossia funzionalità espressive particolari; tra queste, ci aspettiamo di vedere anche qualche forma di collegamento ipertestuale.

Il tutto ovviamente nel rispetto di chi Telegram lo vive e lo popola. Tutte le funzionalità dedicate alla messaggistica rimarranno gratuite: le conversazioni private come quelle di gruppo. Le pubblicità su Telegram non saranno mai introdotte in questi spazi privati (“la comunicazione tra persone dovrebbe rimanere libera da qualsiasi tipo di advertising”). Gli artisti che realizzeranno gli “stickers premium” godranno di una percentuale dei guadagni; allo stesso tempo, i canali che ospiteranno le pubblicità su Telegram saranno remunerati con “traffico gratuito in proporzione alla loro dimensione“ – esposizione gratuita? La temuta visibilità? Questo è probabilmente l’unico passaggio davvero controverso, poiché sembra precludere a una percentuale dei guadagni delle pubblicità su Telegram – ma speriamo vivamente di sbagliarci. La possibilità di pubblicizzarsi in un contesto dove non esiste un mezzo ufficiale di auto-promozione è sicuramente la benvenuta, tuttavia non deve esaurirsi in una semplice esposizione gratuita.

Durov promette che Telegram rimarrà per “i decenni a venire“, che sarà pronta a ospitare “miliardi di utenti“ e che questi potranno godere di “innumerevoli nuove funzionalità“. Certo, se ci saranno i soldi.

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Tag: Pavel DurovPubblicità su Telegram
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Classe '95, appassionato di Android e tecnologia mobile, ho una laurea in Relazioni Internazionali e un master in Editoria Cartacea e Digitale.

Gestisco AppElmo.com dal 2013: la mia più grande soddisfazione.

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