Il porno su Telegram scompare ovunque per volontà di Apple (ma è un’ottima cosa)

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Forse molti di voi non ci avranno mai nemmeno pensato, altri ne avranno fatto la prima ragione di utilizzoe, in questo caso, sappiate che vi siete guadagnati il nostro biasimo – ma da ieri Telegarm ha eliminato dalla ricerca organica dell’applicazione tutti i contenuti di carattere pornografico. E così, il porno su Telegram è diventato molto più difficile da trovare – il tutto grazie ad Apple. Che potrebbe aver fatto un favore a Telegram, indirettamente.

Siete pronti per scoprire in quale modo?

Il porno su Telegram scomprare, su indicazione di Apple

Il porno su Telegram ha sempre avuto una grande diffusione: si tratta probabilmente della naturale conseguenza di una piattaforma che presenta tanti, troppi punti oscuri, e che vede nel laissez-faire e la tolleranza nei confronti di qualsiasi tipo di contenuto una delle chiavi della politica di gestione dell’app.

Soprattutto, uno dei pilastri del pensiero di Pavel Durov – così come più volte testimoniato da alcune sue recenti interviste. Nonostante ciò, più di una volta il fondatore dell’applicazione (e ancora prima del diffusissimo social network VKontakte) è dovuto venire a patti con le proprie convinzioni: è stato il caso delle chiamate VoIP – che Telegram introdusse sulla scia del successo della feature su WhatsApp, uno dei pochi casi in cui l’app di chat verde abbia ispirato il concorrente azzurro, e non il contrario – ma anche del contrasto al terrorismo diffusosi all’interno dell’app, che dovette prendere sul serio dopo le minacce di più di un governo nazionale.

E dopo il terrorismo, anche il porno su Telegram si vede costretto all’oblio dopo l’intervento di un’autorità esterna. Quale? Apple: la società di Cupertino è stata infatti estremamente persuasiva nei confronti del team di Telegram, qualche giorno fa, proprio in concomitanza dell’ufficializzazione di Telegram X e della nuova libreria di sviluppo TDLib – eliminando entrambe le sue app presenti sull’App Store. La motivazione di tale espulsione è stata fornita da Pavel Durov stesso nella forma di un tweet: “contenuti indecenti”, e dunque pornografici – contro i quali Apple si è sempre espressa molto fermamente.

La crisi, naturalmente, si è risolta in poche ore e Telegram è stato ripristinato sull’App Store, dove colleziona ogni giorno 100.000 nuovi download. Ma la contropartita richiesta da Apple è stata severa: l’inserimento di un filtro ai contenuti pornografici che non si applica unicamente alla versione per iOS su Telegram, ma alla stessa ricerca globale di Telegram anche su Android e nella versione desktop dell’app. Effettuando una breve ricerca utilizzando alcune delle più diffuse “parole chiave sensibili”, come potrete notare da voi, non vengono visualizzati più i canali che fino a pochi giorni fa sarebbero balzati tra i primi risultati – e ciò si applica sia ai nomi dei canali, sia agli username. Non solo: anche i canali che provvedono da tempo a fornire contenuti chiaramente porno su Telegram sono stati censurati dalla ricerca

Non tutti, ma una buona parte. Ed è probabile che le parole “filtrate” aumenteranno anche su base linguistica.


Apple ha fatto un favore a Telegram?

Nonostante alcuni potrebbero invocare lo spettro della censura, l’eliminazione della componente NSFW (Not Safe For Work, ossia non fruibile sul posto di lavoro) porno su Telegram – perlomeno dalla ricerca principale, senza un’effettiva cancellazione dei canali dediti alla diffusione di simili materiali – è stata una vera e propria benedizione per l’applicazione.

Con una probabile ICO alle porte, l’arrivo di una valuta virtuale e più generalmente di una “normalizzazione” di Telegram, nascondere la polvere sotto il tappeto contribuirà certamente alla penetrazione dell’app nel segmento giovanile, e soprattutto a modificare l’opinione del grande pubblico e delle famiglie nei suoi confronti. Con l’esclusione dei contenuti pornografici dalla ricerca si renderà inoltre più difficile – ma non impossibile, chiaramente – per i minori riuscire ad accedere a contenuti ritenuti non adatti alla loro età, e dunque aumentare anche la benevolenza delle autorità che vedono in Telegram nient’altro che un covo di “pornografia e terrorismo” – perlomeno, stando alle parole pronunciate dal premier inglese Theresa May al forum di Davos, e che riflette certamente il pensiero anche di certi di capi di Stato mediorientali.

E non è nemmeno detto l’occultamento del porno su Telegram non sia stato desiderato da Durov stesso, che potrebbe aver colto l’occasione per attuare un progetto da tempo rimandato, ma mai applicato per non prestare il fianco a facili accuse di illiberalità e incoerenza – e che ora può tranquillamente riflettere su Apple. Ma dubitiamo che mai qualcuno avrà da lamentarsi di questi cambiamenti.

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