Come guardare YouTube senza pubblicità, gratis e legalmente | Così va meglio!

Per poter godere di un’esperienza su YouTube senza pubblicità gratis, ossia senza pagare l’abbonamento a YouTube Premium, occorre fare davvero poco. No, la soluzione non consiste nell’installazione di un client alternativo per la piattaforma (anche se stiamo lavorando a una classifica sul tema); quanto piuttosto nell’utilizzo di un’opzione di YouTube, che davvero rappresenta la migliore funzionalità di YouTube.

Ed è proprio sotto questa luce che inauguriamo una nuova rubrica informale: “Così va meglio!” sarà uno spazio dove mettere in luce le funzionalità più significative di un’app, una piattaforma, un servizio Google o interno ad Android. Non avrà una cadenza regolare, ma ci permetterà di parlare in maniera diretta e senza troppi giri di parole di un aspetto molto particolare ma molto significativo di un’applicazione, che merita di essere conosciuto (secondo il nostro modesto parere) dal numero più ampio di persone.

Siete pronti per scoprire la miglior funzione di YouTube?

GUARDARE YOUTUBE SENZA PUBBLICITÀ, E SENZA INSTALLARE APP

Per avere un’esperienza utente senza interruzioni pubblicitarie, normalmente, occorrerebbe installare un client di terze parti non disponibile sul Play Store, con tutti i rischi annessi e connessi dal download di app da marketplace non ufficiali di Android. Google, proprietaria di YouTube, vieta infatti la distribuzione di client alternativi per la sua piattaforma video su Google Play – e non solo lì: nel 2022 riuscì per vie legali a interrompere lo sviluppo di YouTube Vanced, uno dei principali client alternativi anti-pubblicità per YouTube distribuito al di fuori del Play Store.

Fortunatamente, esiste un’opzione per guardare YouTube senza pubblicità, gratis, nascosta all’interno di YouTube stessa. Si tratta della riproduzione automatica nel proprio feed YouTube: benché non rappresenti davvero una forma di fruizione dei video YouTube senza pubblicità, è un’opzione ottimale per controllare la qualità di un video senza doversi sorbire almeno venti secondi di spot promozionali.

La funzione di cui stiamo parlando è attivabile accedendo alle “Impostazioni” di YouTube (bisognerà cliccare sull’icona del proprio profilo in alto a destra) e da qui spostarsi su “Generali” > “Riproduzione nei feed”. Se cliccherete su “Sempre attiva”, verrà attivata durante l’uso di YouTube su qualunque rete; se invece volete risparmiare traffico dati, allora cliccate su “Solo Wi-Fi”.

Una volta attivata quest’opzione, potrete guardare YouTube senza pubblicità semplicemente dal vostro feed. Accedendo alla vostra schermata principale di YouTube, eseguendo una ricerca o semplicemente visualizzando una schermata che mostra dei video in primo piano, questi verranno automaticamente riprodotti, a partire da quelli che si trovano più in alto nella schermata visibile e procedendo verso il basso, filtrando però qualunque pubblicità avrebbero mostrato se la riproduzione fosse stata in primo piano. È anche possibile attivare/disattivare audio e sottotitoli, sebbene solo con i video supportati.

La riproduzione non partirà se avete un video in riproduzione ridotto a icona (anche se in pausa), e con certe tipologie di video – che infatti dispongono di un’icona che lo segnala. Ogni video riprodotto con questa modalità finirà nella cronologia del profilo.

Si tratta di una funzionalità fantastica per valutare la fruibilità di un video e persino per riprodurlo, considerando che le dimensioni dell’anteprima sono bene o male quelle della finestra in modalità verticale.

IL PROBLEMA DELLE PUBBLICITÀ

La guerra personale tra YouTube e l’utenza sulla questione delle pubblicità è vecchia quanto la piattaforma stessa – o, meglio, quanto il suo sistema pubblicitario, anche se praticamente le due date coincidono. YouTube nacque infatti nel 2005, ma già a partire dal 2006 vennero introdotte le prime forme di monetizzazione della piattaforma tramite il programma Participatory Video Ads, che nel 2007 portò al lancio della prima pubblicità su YouTube.

Con l’acquisizione da parte di Google nel 2013 e la successiva integrazione di Google Ads su YouTube, le sponsorizzazioni sono diventate la principale fonte di guadagno della piattaforma, che nel 2021 ha raggiunto i 28,8 miliardi di dollari.

Benché le pubblicità siano malviste dalla maggior parte degli utenti, è da sempre presente una certa remora nel promuovere l’utilizzo di sistemi di blocco dei video promozionali, così da garantire una visione di YouTube senza pubblicità gratis. I guadagni derivati dai video sponsorizzati vengono infatti condivisi da YouTube con i loro creatori, i quali riescono in questo modo a trarre un guadagno dal proprio lavoro di content creator – una figura che negli ultimi anni ha raggiunto una dimensione sempre più professionale, vista la dimensione del mercato che vi gira attorno.

Già nel 2012 infatti i responsabili di Adblock Plus, uno dei principali strumenti di blocco delle pubblicità online, avevano introdotto il programma “Acceptable Ads”, che permetteva di filtrare le “pubblicità buone, ossia quelle né intrusive né pericolose, da tutte quelle altre forme promozionali considerate fastidiose oltre il sopportabile, così da garantire un certo guadagno ai creators.

Trovare dunque un punto di equilibrio tra qualità dell’esperienza utente e rispetto di standard etici di consumo dei contenuti non è facile; un nuovo movimento di protesta ha però preso piede quando, all’inizio di settembre 2022, sul social network Reddit sono apparse delle schermate di utenti furiosi e sbalorditi di fronte al numero di pubblicità necessarie da visualizzare per poter accedere al contenuto che si desidera guardare. Dagli screenshot emergeva infatti l’incredibile numero di dieci-undici spot promozionali consecutivi; la stessa YouTube ha confermato che si trattava di un “test” relativo alle “bumper ads”, ossia pubblicità della durata di pochi secondi.

YouTube ha infatti sempre cercato di mantenere la durata delle pubblicità inferiore ai 60 secondi complessivi, evidentemente considerato il limite psicologico massimo che un utente è disposto a sopportare per guardare un video su YouTube. Negli ultimi mesi tuttavia sembra che YouTube abbia “forzato la mano”, introducendo spot pubblicitari della durata di 20 secondi, per poi inanellarli con altre pubblicità più brevi, ma complessivamente mai inferiori ai 30 secondi di durata.

L’aumento dei profitti da parte delle piattaforme di streaming video sembra essere un obiettivo trasversale: recentemente anche Twitch, piattaforma di livestreaming di proprietà di Amazon, ha ridotto le percentuali di divisione dei guadagni date dalle sottoscrizioni a pagamento con i suoi content creator più grandi, citando costi di gestione sempre maggiori per “garantire ovunque, in ogni parte del mondo, un’esperienza video fluida e in alta qualità”. L’azienda ha cercato di mitigare il colpo aumentando le percentuali di guadagno per i creators dalle pubblicità, che però, a detta loro, sono “odiate” dagli utenti, e dunque non rappresentano una vera alternativa agli abbonamenti ai canali.

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