Arrivano le Community di WhatsApp, la scommessa delle chat iper-locali

Community di WhatsApp: è questo il nome ufficiale della nuova sorpresa dell’app di chat – una novità veramente originale, o quantomeno non simile a tante altre feature che siamo abituati a vedere un po’ ovunque. Le Community di WhatsApp sono dei gruppi-per-i-gruppi: dei raccoglitori di gruppi che permettono una gestione centralizzata di tante chat comuni interconnesse.

Siete pronti per scoprire come funzionano?

SLACK + DISCORD = COMMUNITY DI WHATSAPP

Organizzare una comunità di persone è tanto gratificante quanto impegnativo. Non importa quale sia il volume dei soggetti coinvolti: dalle poche decine di una festa di compleanno alle centinaia o migliaia di un istituto scolastico o di una parrocchia, sarà sempre difficile riuscire a condividere con tutti una comunicazione importante o un avviso urgente in tempo utile, specie se trasmessa all’ultimo.

Alcuni usano le bacheche fisiche, ma sono ormai un’abitudine retrò: il futuro è rappresentato dalle Community di WhatsApp. O, almeno, questo è il messaggio (ah-ha!) che WhatsApp intende trasmettere con il suo ultimo blogpost, nel quale ha annunciato il prossimo arrivo di una funzione tutta nuova.

Le Community di WhatsApp

Le Community di WhatsApp sono infatti una versione “potenziata” dei gruppi WhatsApp. Vorremmo potervi dare la definizione di “Supergruppi”, ma sarebbe solo fuorviante: non hanno infatti nulla a che fare con l’omonima funzione su Telegram. Le Community di WhatsApp hanno infatti la caratteristica di essere dei gruppi-nei-gruppi o, piuttosto, di centrali gestionali per rassemblement di gruppi.

Non per nulla sono nati per facilitare il coordinamento di comunità locali. Per la creazione di una Community, un amministratore dovrà includere al suo interno uno o più gruppi, i quali devono essere collegati tra loro da un filo conduttore: le chat dei genitori delle singole classi per il preside di un istituto scolastico, o le conversazioni di gruppo delle varie sezioni di un’associazione. Una volta uniti in una Community, i membri dei vari gruppi verranno iscritti automaticamente a un ulteriore gruppo, che avrà la funzione di un canale: solo gli amministratori potranno scrivere e inviare messaggi al suo interno, che idealmente riguarderanno solo comunicazioni importanti.

Come tutti i prodotti WhatsApp, anche le Community non saranno indicizzate, ricercabili all’interno dell’applicazione e saranno crittografate end-to-end; gli amministratori avranno bisogno del vostro numero di cellulare per farvi entrare all’interno di una Community, il che presuppone che siano persone che conoscete o alle quali comunque avete accettato volontariamente di cedere il vostro numero di cellulare.

Una volta membro di un gruppo parte di una Community di WhatsApp, l’utente sarà in grado di visualizzare anche gli altri gruppi, ma non è chiaro se potrà entrarci liberamente o sarà applicata una qualche forma di moderazione agli accessi.

Alcune delle novità introdotte con le Community

Sicuramente saranno presenti altre limitazioni: innanzitutto agli inoltri. Qualsiasi messaggio che sia stato condiviso già più di una volta, non potrà essere condiviso in più di un gruppo alla volta, così da evitare la diffusione simultanea in più gruppi di messaggi potenzialmente spam. Ma le Community di WhatsApp sono caratterizzate da un certo numero di potenziamenti: 2GB di dimensione massima dei file condivisibili in chat; chiamate fino a 32 partecipanti; possibilità da parte degli amministratori di cancellare qualunque messaggio inviato dagli utenti; e infine le reazioni ai messaggi.

Queste funzioni saranno poi estese a tutti i gruppi WhatsApp.

Il team dell’applicazione non intende trasformare le Community in uno strumento per generare guadagni, anche se in un’intervista alla rivista The Verge Will Cathcart, CEO di WhatsApp, non esclude che in futuro le Community possano essere interessate da “funzionalità premium. L’amministratore delegato ha anche aggiunto che le Community saranno testate intensamente nelle prossime settimane, le quali potrebbero ricevere nuove funzionalità (o limitazioni) prima del lancio definitivo.

Di certo però l’applicazione ha un ultimo colpo da sparare: una piccola frecciata diretta alla concorrenza, e apparentemente proprio a Telegram. All’interno del blogpost di annuncio della funzione, si legge, verso il fondo: «mentre altre app stanno realizzando delle chat senza limiti al numero degli utenti, noi abbiamo scelto un approccio improntato all’utilità, supportando i gruppi nella vita quotidiana.» Sembra difficile non leggere, in questa dichiarazione, un riferimento ai gruppi Telegram che, aggiornamento dopo aggiornamento, sono arrivati a contenere centinaia di migliaia di utenti.

Localismo contro ipertrofismo: chi vincerà?

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