WeWard: guadagnare camminando… con molta fatica e poca privacy

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WeWard: guadagnare camminando è possibile? , stando a quello che dice l’applicazione francese, arrivata da qualche tempo in Italia e subito divenuta popolare per la promessa di permettere a chiunque di guadagnare semplicemente attraverso il movimento fisico.

Ma è davvero così? Dopo qualche giorno di test, ci siamo resi conto che dietro al sistema di gamification impostato dall’applicazione, WeWard impiega numerosi accorgimenti per effettivamente ritardare il più possibile il guadagno della valuta in-app (chiamata ward) necessaria per arrivare all’obiettivo designato. La scoperta dell’acqua calda? Sicuramente guadagnare camminando non può essere realtà senza alcuni accorgimenti che permettono all’app di ricavare profitto dalle sue attività, e non c’è nulla di male in questo; ciò detto, è altrettanto chiaro che gli utenti di WeWard devono essere consapevoli delle difficoltà di raggiungere un effettivo ricavo.

Siete pronti per scoprire quanto spazio bisogna percorrere per riuscire effettivamente a guadagnare camminando con WeWard?

 

COME FUNZIONA WEWARD

WeWard è un’applicazione francese che basa la sua attrattività su un semplice assunto: scaricandola, è possibile generare profitto con il semplice movimento delle proprie gambe. Esatto: WeWard promette di guadagnare camminando.

L’applicazione, che ha debuttato in Italia nel febbraio 2022, ha subito riscosso grande popolarità, al punto che per qualche giorno non è stato possibile iscriversi al servizio poiché erano stati superati i limiti API impostati dall’app per il collegamento con Google Fit. WeWard infatti sincronizza i propri contatori con Google Fit, suite di allenamento ideata da Google e presente all’interno di ogni smartphone Android; in questo modo l’app combina i dati ricevuti dal sensore di geolocalizzazione e (soprattutto) dal giroscopio per contare il numero di passi effettuati dall’utente.

I passi compiuti dall’utente vengono così registrati all’interno dell’applicazione e accumulati in un contatore giornaliero, ben visibile nella Home dell’app. Ogni mille passi l’app conta 1 ward, che rappresenta la moneta virtuale dell’applicazione: una volta accumulati sufficienti ward, si possono scambiare all’interno della sezione “premi” con una serie di vantaggi monetari: non soltanto bonifici diretti, ma anche buoni sconto per l’acquisto su ecommerce molto popolari (Yoox…) o buoni regalo per catene di vario genere – Nintendo, Decathlon solo per citare le più famose.

CON WEWARD SI GUADAGNA DAVVERO?

Guadagnare con WeWard è teoricamente possibile, e alla portata di tutti. Nonostante la paura dei contagi abbia ridotto notevolmente gli spostamenti, sono lontani (fortunatamente) i periodi più bui dei lockdown ed è quindi ragionevole pensare di monetizzare i propri spostamenti utilizzando quest’applicazione.

Qual è quella che potremmo definire la “gabola”, ossia la “fregatura” che rende l’intero meccanismo legnoso, lento e decisamente meno conveniente di quanto WeWard vorrebbe che voi credeste?

Innanzitutto, il meccanismo di guadagno in sé: WeWard consente infatti di accumulare un ward circa ogni mille passi; tuttavia non è detto che riusciate a convertire ogni passo registrato dall’app. L’applicazione elargisce i ward solo al raggiungimento di determinati scaglioni che non sempre corrispondono alla medesima unità di misura:

  • 1W (ward) per 1.500 passi
  • 3W per 3.000 passi
  • 6W per 6.500 passi
  • 10W per 10.000 passi
  • 15W per 15.000 passi
  • 25W per 20.000 passi

Come potete notare, il meccanismo di distribuzione dei ward non è lineare, anzi: è parecchio confusionario. Il primo e il terzo step richiedono di accumulare 500 passi in più rispetto a quanto potrebbe suggerire il generale tasso di conversione, e il design stesso dell’applicazione, che mette in risalto il numero di ward piuttosto che la quantità di passi necessari da fare per raggiungere lo step, facilita la confusione. Un utente potrebbe infatti essere portato a credere che, una volta raggiunti i 6.000 passi, abbia diritto ad altrettanti ward – quando in realtà deve accumularne cinquecento in più.

Non è poco – così come non è poco anche il gradino che separa i tremila passi ai seimilacinquecento. Qualora – come nel nostro caso – compiate una media di quattromila-cinquemila passi al giorno, accumulerete soltanto tre ward. A questo punto dobbiamo introdurre il secondo, e più assurdo meccanismo: la convalida dei passi. WeWard chiede all’utente di registrare ogni giorno i passi accumulati; un fenomeno che non ha alcuna funzione pratica. È anche vero che l’app permette di impostare un reminder per ricordare di convalidare i passi, ma non sarebbe più semplice eliminare tale funzione?

In terzo luogo, ma anche il più importante: qual è la distanza che bisogna percorrere per guadagnare camminando, come recita l’applicazione? La ricompensa più accessibile è il bonifico di 15€, raggiungibile convertendo 3.000W: data la natura variabile del contatore dei passi, non è facile definirne la quantità effettivamente necessaria; basandoci tuttavia a un’analisi del sito DDay.it possiamo calcolare che, camminando ogni giorno 10.000 passi (laddove ogni passo è pari a 70cm), pari a 10W giornalieri, vi occorrerà percorrere 7 chilometri al giorno per 300 giorni, ossia dieci mesi, percorrendo la bellezza di 2.100 chilometri – due volte la stessa distanza che c’è, più o meno, tra Torino e Taranto.

E che dire di uno dei premi più ghiotti, un iPhone nuovo di zecca? Sono richiesti ben 110.000W, pari a 77.000 chilometri – quasi due volte la circonferenza della Terra.

A QUALE PREZZO?

Qual è il prezzo che WeWard chiede per queste supposte ricompense? I vostri dati personali, ovviamente: l’app utilizza i dati derivati dalla posizione e dall’ID pubblicitario per commercializzarli, sia fornendovi delle ricompense che potete sbloccare eseguendo determinate azioni (guardando pubblicità, per esempio), sia indirizzandovi verso certi luoghi, la cui visita può garantire un buon bottino di ward.

L’app è poi piena di ricompense secondarie, che dirottano l’utente all’acquisto su determinati brand in partnership con WeWard; va riconosciuto all’applicazione il merito di aver aggiunto, tra le ricompense secondarie, la possibilità di devolvere i propri ward a una causa filantropica, che vanno ad accumularsi con quelli donati da altri utenti. Forse, unendo gli sforzi, gli utenti WeWard riusciranno davvero a fare la differenza. Dandosi, è il caso di dirlo, una mossa.

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