Cuffie Google Pixel Buds A-Series: come sono, secondo le recensioni

Le cuffie Google Pixel Buds A-Series sono le cuffie più economiche della linea Pixel Buds, divenute recentemente disponibili all’acquisto anche in Italia due mesi dopo la loro uscita nel territorio statunitense. Le cuffie Google Pixel Buds sono una delle poche linee di dispositivi Pixel che Google commercia nel nostro Paese con soluzione di continuità; i Pixel Phone, gli smartphone di punta di Google, sono infatti latitanti dal Belpaese sin dal 2019 e, secondo le indiscrezioni, continueranno a esserlo anche con le ultime generazioni in prossima uscita – i Pixel Phone 5a e Pixel Phone 6.

Le cuffie Google Pixel Buds A-Series rappresentano una solida alternativa a molti marchi più noti già in circolazione: oltre a un marchio che è garanzia di qualità, possiedono una fascia di prezzo relativamente economica (99€) e caratteristiche hardware e software competitive. Questo, ovviamente sulla carta – le Pixel Buds A-Series manterranno le promesse? Per scoprirlo abbiamo dato un’occhiata alle recensioni che molti siti d’informazione tecnologica hanno già compiuto sui dispositivi al momento della loro uscita negli USA, raccogliendo sia informazioni positive che negative e facendo una media dei pareri dei revisori.

In questo modo potrete farvi un’idea chiara e completa delle impressioni che le Pixel Buds A-Series hanno suscitato nel mondo della tecnologia. Siete pronti?

CUFFIE GOOGLE PIXEL BUDS A-SERIES, L’ALTERNATIVA ECONOMICA CHE SERVIVA

La fascia di prezzo dei 99€ sembra diventata molto popolare tra i produttori di cuffie true wireless – ossia, di cuffie senza fili. Fino a qualche tempo fa infatti era possibile reperire per quella fascia di prezzo generalmente pochi prodotti: la maggior parte delle cuffie davvero valide si attesta al di sopra della fascia dei cento euro, mentre al di sotto si posizionano una miriade di marchi più o meno noti a cui affidarsi non senza un pizzico di timore riguardo la lungimiranza del proprio acquisto.

Ovviamente parliamo di prezzo all’uscita: la svalutazione è un fattore determinante per il costo degli auricolari. Basti pensare che le Galaxy Buds Live, ad esempio, vendute a 180€ nel 2020, oggi costano quasi la metà98€.

La “fascia dei 99€” ora consta di due prodotti di alto profilo: le cuffie Ear (1) di Nothing (attualmente esaurite), società fondata da Carl Pei (ex-CEO di OnePlus) al suo debutto sul mercato; e le cuffie Google Pixel Buds A-Series.

Sulla carta i nuovi auricolari di Google offrono caratteristiche promettenti: un design lucido, senza fronzoli ma riconoscibile; un audio nitido sia per le chiamate che per l’ascolto della musica; integrazione del Google Assistant; controlli touch; impermeabilizzazione IPX4; una batteria capace di raggiungere le 24 ore di riproduzione con una sola ricarica (5 di cuffie + 19 di custodia di ricarica). Mantiene però le sue promesse?

Le cuffie Google Pixel Buds A-Series nella loro colorazione verde oliva

Partiamo dal design: secondo la maggioranza delle fonti da noi consultate, il design è praticamente identico a quello della precedente edizione delle cuffie Google Pixel Buds. Si tratta di una scelta che premia la fedeltà di un look riconoscibile, piuttosto che l’originalità (come possono esserlo invece le cuffie Ear (1) di Nothing, per esempio). Google non deve innovare, ma deve migliorare ciò che non funziona: il design sembra funzionare, pertanto è rimasto uguale al precedente. Le dimensioni sono pressoché identiche: 20,7 x 29,3 x 17,5 mm per 5gr. per cuffia, mentre la basetta di ricarica è di 63 x 47 x 25 mm per 42gr. (senza cuffie all’interno).

La custodia è fatta di plastica lucida; le cuffie sono equipaggiate con un driver da 12 millimetri, un microfono principale e uno secondario (posto sulla cima dell’auricolare) per ridurre passivamente il rumore circostante durante le chiamate e un “braccio in silicone” che tiene la cuffia ancorata all’orecchio. Le cuffie Google Pixel Buds possiedono un design particolare, chiamato “spatial vent” in quanto favoriscono il passaggio dell’aria nell’orecchio per ridurre la sensazione di fastidio che un uso prolungato di un auricolare di solito produce. Secondo Nicola Ligas, di Mobileworld.it, le cuffie sono “tra le più comode in assoluto“, e dello stesso parere sembrano essere tutti i revisori, sia italiani che stranieri.

Cuffie comode? Scomode? A fare la differenza sembra il “braccio in silicone”

Il vero problema è il “braccio in silicone”, unica novità in termini di design. I revisori italiani non sembrano nemmeno averlo notato; per quelli statunitensi è stato invece un elemento di crisi. Benché né Brian Heater di Tech CrunchBilly Steele di Engadget l’abbiano trovato problematico, ritenendolo anzi utile a stabilizzare la cuffia sull’orecchio, Ricky (GSMArena) ha invece avuto l’impressione che nonostante il braccio le cuffie “non stiano davvero dove dovrebbero stare“. Addirittura, Chris Welch (The Verge) l’ha inserito tra gli aspetti negativi degli auricolari. È dunque un fattore personale: è probabile che non vi daranno fastidio, ma se avete le orecchie sensibili fate attenzione a questo particolare.

Le cuffie Pixel Buds di Google vengono gestite attraverso un’applicazione tramite il quale regolare il pairing Bluetooth con lo smartphone. La modalità Fast Pair di Google, “notevolmente veloce” (Engadget) anche nei dispositivi non-Pixel, rende il pairing dunque un problema di altre marche, benché comunque possa capitare che saltuariamente la connessione si disattivi all’improvviso. L’app contiene anche un equalizzatore e varie modalità d’ascolto che dovrebbero migliorare la resa dell’audio – ma le possibilità di sperimentazione sono “limitate, secondo David Carnoy (CNet). La resa audio è comunque molto buona per la sua fascia di prezzo, e tutti i revisori sono concordi su questo punto. Certo, dipende dai gusti: “a seconda del genere, gli acuti possono essere un po’ striduli“, dicono su GSMArena, mentre per Andrea Ferrario, che scrive su Tom’s Harwdare, “abbiamo ascoltato auricolari con un dettaglio maggiore“.

Una resa audio soddisfacente, l’autonomia un po’ meno

Tuttavia la resa è soddisfacenteParker Hall, che le ha recensite su Wired.com, ha definito il suono “molto naturale“, facendo comunque notare che l’esperienza d’ascolto non è acusticamente isolata (una scelta “molto efficace“, per Mobileworld.it, così da rendersi conto dell’ambiente circostante), come succede per le AirPods Pro o le Galaxy Buds Pro che si attestano però su un’altra fascia di prezzo. Per ridurre il costo Google non ha infatti introdotto una cancellazione attiva del rumore, che invece avviene solo in maniera passiva – sufficiente però per chiamate di qualità e senza problemi, a detta di tutti. La funzione Adaptive Sound regola poi automaticamente il volume a seconda del rumore circostante, e funziona “ragionevolmente bene” (The Verge).

L’integrazione con il Google Assistant è la vera killer feature di questi auricolari: i comandi si percepiscono “forti e chiari” (CNet) e l’assistente può essere usato per molteplici scopi, dal prendere un appunto ad aprire un’applicazione. La funzionalità più comoda è sicuramente la traduzione istantanea: chiedendo “Hey Google, aiutami a parlare [lingua straniera]“, tradurrà in tempo reale le parole che gli direte. La funzionalità è “molto veloce“, benché “si perda qualche parola a volte” (GSMArena). I comandi touch sono forse l’unico lato negativo: non sono personalizzabili e benché Google sappia gestirli (vengono disattivati quando gli auricolari non sono indossati) mancano del controllo del volume, che deve per forza essere gestito dal Google Assistant – “fastidiosa“, secondo Mobileworld.

La batteria, infine: mentre la durata stimata da Google è di 24 ore complessive, per i revisori la durata è leggermente inferioreun po’ più di venti ore, secondo i test di GSMArena e di Taylor Kerns per Android Police.


VERDETTO COMPLESSIVO

Le cuffie Google Pixel Buds A-Series hanno ricevuto generalmente votazioni molto alte: si va dall’8,1 di CNet all’8 pieno di Wired.com all’8,4 di Engadget; c’è chi è stato più stretto di manica, come The Verge che ha dato agli auricolari un più basso 7,5 – stesso voto attribuito da Android Police. C’è ovviamente chi è stato più generoso: 8,9 da Mobileworld.it che diventa un 9 pieno su Tom’s Hardware (4,5 su 5).

Tutti i recensori hanno segnalato tra i lati positivi il prezzo (ritenuto contenuto), la qualità dell’audio, l’impermeabilità IPX4, la comodità e la profonda integrazione con il Google Assistant. A ricevere le maggiori critiche sono state la batteria, le cui 5 ore di autonomia per cuffia è stata definita “mediocre (CNet) e “bassa” (Wired.com). Criticata anche l’assenza di una cancellazione attiva del rumore (Android Police), ma soprattutto dei controlli touch per il volume, segnalata praticamente da tutti (Wired.com, The Verge, Endadget, Mobileworld.it) come un difetto notevole. In generale tuttavia ogni recensione ne consiglia l’acquisto – fatto che anche noi vi sentiamo di consigliarvi, data la solidità della proposta.

Le cuffie Google Pixel Buds A-Series sono disponibili su Google Store al prezzo di 99€.

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