La quotazione in borsa di Telegram avverrà nel 2023, secondo i rumor

Iscriviti per ricevere una notifica ogni volta che pubblichiamo un articolo che non puoi davvero perderti! Disturbiamo poco, informiamo molto.

La quotazione in borsa di Telegram sembra farsi sempre più vicina: secondo alcune indiscrezioni del quotidiano russo Vedomosti, il board dell’app Telegram (a partire dal suo proprietario, Pavel Durov) starebbe preparandosi all’IPO che dovrebbe con tutta probabilità avere luogo nel 2023. L’applicazione, quotata tra i trenta e i cinquanta miliardi di dollari, starebbe valutando diverse opzioni di pubblicazione delle azioni, tra Hong Kong e New York.

Siete pronti per scoprire quale futuro attende Telegram, e se e come sarà possibile partecipare alla quotazione di borsa?

PS: sapevi che abbiamo un canale Telegram? Vienici a trovare su @appelmoladg , o vieni a fare due chiacchere con noi sul gruppo ufficiale @appelmeggiando – ti aspettiamo lì, se ti va!

LA QUOTAZIONE DI BORSA DI TELEGRAM È SOLO UNA QUESTIONE DI TEMPO

Che la quotazione in borsa di Telegram fosse nell’aria lo sapevamo da tempo. Solo qualche settimana fa Telegram ha venduto un miliardo di dollari in obbligazioni a un nutrito gruppo di finanziatori, compreso il fondo di investimento del governo degli Emirati Arabi Uniti.

Il quotidiano russo Vedomosti sostiene di aver ricevuto da varie fonti vicine a Telegram la conferma che l’applicazione starebbe considerando con estrema serietà l’IPO della piattaforma – l’unica soluzione per consentire all’app di ottenere i finanziamenti necessari per proseguire la sua scalata verso l’empireo delle applicazioni di messaggistica. Si tratta di una soluzione piuttosto comune, già affrontata da realtà tecnologiche come Snapchat nel 2018 e Slack nel 2019. Le trattative sarebbero ancora in uno stadio embrionale, dato che Pavel Durov, il proprietario dell’applicazione, starebbe considerando varie opzioni per quotazione di Telegram in borsa: oltre all’IPO, sono sul tavolo anche la pubblicazione diretta sul listino di un qualche indice di borsa di primo piano e lo SPAC (uno strumento tuttavia usato soprattutto da piccole aziende, e di conseguenza ritenuto dagli analisti inadatto allo scopo).

La domanda più importante riguarda tuttavia il luogo di piazzamento della quotazione di Telegram in borsa: il Nasdaq sembrerebbe la strada più solida e sicura, anche se le tensioni intercorse tra la SEC (Security Exchange Commission) e l’app a causa del fallimento del lancio della criptovaluta Gram potrebbero spingere Durov a scegliere porti più sicuri. Potete leggere QUI un breve riassunto della vicenda, non priva di colpi di scena. Proprio le leggerezze compiute dall’app in quell’occasione farebbero propendere Telegram verso l’IPO che, a differenza dalla quotazione diretta, coinvolge un vario numero di intermediari che facilita il piazzamento delle azioni. Sembrerebbe l’opzione più sicura, e quella verso cui gli investitori sono più allineati.

Alcuni reputano la borsa di Hong Kong più ideale per l’app, la cui utenza sarebbe in larga parte (40%) residente nell’area asiatica. Secondo il nostro modesto parere tuttavia Hong Kong è fin troppo vicina alla Cina, Paese verso cui dubitiamo Durov voglia avere alcuna affiliazione. L’imprevedibilità del fondatore dell’applicazione potrebbe spingere l’app alla quotazione in un indice terzo e meno allineato politicamente, come la borsa di TokioNikkei ha infatti recentemente manifestato l’ambizione di diventare un polo d’attrazione per nuove realtà imprenditoriali, accogliendo l’IPO della società taiwanese Appier. L’IPO di Appier ha tuttavia raggiunto a malapena 1,5 miliardi di dollari, mentre a Telegram non basterebbero dieci volte tanto quella cifra. D’altronde, c’è tempo: la quotazione in borsa di Telegram non dovrebbe avvenire se non tra un paio di anni.

Anche il valore è molto alto: la valutazione è stata calcolata sulla base di vari fattori, in primo luogo il numero di utenti attivi al mese. Si prevede infatti che entro due anni Telegram godrà di una base d’utenza pari a 1,5 miliardi, per i quali saranno richiesti 50$ portando la valutazione complessiva ad attestarsi tra i 30 e i 50 miliardi di dollari. Una cifra non molto lontana a quella che Facebook spese per l’acquisto di WhatsApp, pari a 43$ a utente, nel 2014.

Come già ribadito più volte in passato, Pavel Durov è deciso a mantenere il controllo dell’applicazione anche in caso di quotazione in borsa di Telegram: pertanto solo una piccola parte delle azioni sarà lasciata libera di circolare tra gli investitori nel mercato secondario; si parla di un minimo del 10% fino a un massimo del 25% del totale. Parte delle azioni sarà poi detenuta da quanti, pochi mesi fa, hanno partecipato alla pre-IPO di Telegram nel corso della quale l’app ha venduto un miliardo di dollari in obbligazioni, convertibili in azioni (con uno sconto del -10%) in caso di quotazione prima del 2024. Non c’è però da preoccuparsi: già nel corso della pre-IPO era stato specificato ai finanziatori che Durov voleva, e vuole tutt’ora rimanere l’unica voce in capitolo nel consiglio di amministrazione dell’app.

La quotazione in borsa non è tuttavia l’unica operazione architettata dall’app per monetizzare la sempre più numerosa base d’utenza: pubblicità nei canali Telegram, donazioni e altre strategie commerciali sono in fase di sviluppo. Potete saperne di più leggendo QUI il nostro approfondimento in materia.

Abbiamo contattato Telegram per chiedere una conferma o una smentita delle indiscrezioni – aggiorneremo l’articolo in caso di novità.

Vorresti scrivere per AppElmo? Mettiti in gioco: stiamo cercando collaboratori! Scrivi a [email protected], e dai un’occhiata QUI per le modalità di contatto. Non essere timido!

Se non volete perdervi nè le prossime News nè gli altri articoli di AppElmo (e sappiamo che non volete), allora potete iscrivervi alla nostra newsletter inserendo il vostro indirizzo email nel form qui in basso (tranquilli, vi assicuriamo che non vi invieremo spazzatura o spam; in caso contrario, vi saremmo immensamente grati se ci segnalaste il problema).

Oppure potete seguirci sulla nostra pagina Facebook, sul nostro account Twitter e sul nostro canale Telegram! Grazie mille!

Fonte Vedomosti
Via Agenzia Nova
Commenti

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. AcceptRead More

//