I dati personali di 37 milioni di italiani viaggiano su Telegram (e non solo)

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Siete mai diventati virali? Forse Facebook potrebbe avervi dato l’occasione di diventare famosi, a vostra insaputa e probabilmente non nel senso che sperate: come inizialmente riferito da fonti americane, un database di 533 milioni di dati personali di utenti Facebook è emerso online e attualmente viaggia su praticamente qualsiasi piattaforma disponibile. Il dato più agghiacciante è fornito dalla dimensione del database riferito dai nostri connazionali, più grande di quello statunitense o indiano: nei file ci sarebbero infatti ben 37 milioni di dati personali di utenti Facebook italiani.

Siete pronti per scoprire come ci sono finiti mezzo miliardo di informazioni riservate online, e cosa c’entra Telegram in tutto questo?

IL PIÙ GRANDE DATA BREACH ITALIANO

Ci sono 533 milioni di informazioni personali come numeri di telefono ed email che navigano online, alla mercé di chiunque sia sufficientemente abile da scaricare l’enorme database all’interno del quale sono archiviati. Il report di questa effrazione è stato per primo riportato da Business Insider, il quale è stato in grado di ottenere da un rappresentante di Facebook la conferma che quei dati sono il risultato di una vulnerabilità del social network, già risolta nel 2019. Le informazioni diffuse riguardano i cittadini di circa 106 Paesi, Italia compresa. In particolare, la mole di dati degli utenti Facebook italiani diffusi online – circa 37 milioni – sarebbe addirittura superiore a quelli delle loro controparti statunitensi, “ferme” a 32 milioni, o inglesi, pari a 11 milioni.

Dato che la fonte dell’hackeraggio, la vulnerabilità, è stata risolta già da qualche anno, è più che probabile che il database sia stato già venduto più volte all’interno del forum del dark web prima della distribuzione gratuita avvenuta in questi giorni. La riprova viene da Telegram: i dati personali degli utenti Facebook sarebbero gli stessi che a inizio anno erano stati messi in vendita attraverso un bot attivo sulla piattaforma scoperto da Motherboard intorno a gennaio 2021. All’epoca venne infatti scoperto un bot che, al costo di un credito (pari a 20$), permetteva di ottenere il numero di telefono di qualunque utente Facebook di cui si possedesse l’ID, e viceversa; volendo era possibile anche ottenere 10.000 crediti (e dunque altrettante informazioni) per “soli” 5.000$. Naturalmente il database non era infinito, ma limitato ai 533 milioni di contatti di cui abbiamo parlato più in alto.

Oggi, quello stesso database è disponibile online e chiunque possieda sufficienti capacità tecniche (o conoscenti esperti di informatica: grazie Marco!) può darci un’occhiata – cosa che noi abbiamo fatto.

Quali tipologie di dati degli utenti Facebook sono stati diffusi? Le notizie non sono buone: ci sono nomi e cognomi, numeri di telefono, email, data di nascita, relazione, data di registrazione… Secondo Troy Hunt, creatore del sito Have I Been Pwned, il database italiano è il più grande del gruppo e contiene almeno 440mila indirizzi di posta elettronica. Le connessioni con l’Italia non terminano qui: tutti i file, ognuno dei quali riferito a una nazionalità diversa, sono stati nominati in italiano – fatto che aveva inizialmente tratto in confusione molti ricercatori. C’è dunque da supporre che uno o più hacker italiano sia coinvolto. Ad ogni modo si tratta del più grande furto di dati che abbia mai convolto gli utenti italiani, ed è lecito supporre che il Garante della Privacy prenderà provvedimenti nei confronti del social network.

Un membro del nostro gruppo Telegram @appelmeggiando, Marco, ha realizzato un sito web tramite il quale controllare la presenza del proprio numero di telefono all’interno del database trafugato: potete accedere cliccando QUI.

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