Come testare un power bank – Le piccole guide di AppElmo

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Capire come testare un power bank non è semplice, ma è sicuramente utile: il mondo delle batterie esterne è spesso gestito da una serie di aziende che adottano pratiche fumose di autopromozione – quando non proprio al confine con l’etica professionale – e dunque scoprire la capacità effettiva del proprio power bank può aiutare non soltanto a evitare di rimanere improvvisamente senza energia per il proprio smartphone, ma anche a valutare l’affidabilità di un produttore.

Siete pronti per scoprire come testare un power bank?

PASSO 1: SCEGLIERE CON CURA LA MARCA – COME TESTARE UN POWER BANK

Prima di procedere alla fase di testing, occorrerà prima valutare quanto risulti affidabile una società produttrice di power bank: considerando poco attendibili le recensioni degli utenti presso grandi siti di vendita online quali Amazon ed eBay, sarà necessario eseguire una selezione a monte che tenda ad escludere le marche meno conosciute.

I dispositivi RAVPower sono solitamente di ottima fattura e funzionali per capire come testare un power bank

RAVPower, Aukey, EasyAcc, Anker sono solamente alcuni dei nomi che potrete considerare affidabili poichè sinonimi esperienza e ricerca nel campo delle batteri esterne – anche se non sempre tale fiducia viene correttamente ripagata da prodotti altrettanto performanti. Ciò comunque non deve portare ad escludere aziende meno conosciute nè a limitare al marchio la propria selezione: la presenza di celle agli ioni di litio che garantiscano un’ampia autonomia, l’integrazione di tecnologie che consentano di mantenere sotto controllo l’erogazione dell’energia o di funzionalità proprietarie (come la Qualcomm Quick Charge 3.0) sono aspetti che possono mettere in luce la qualità di un prodotto.

È importante sottolineare che negli ulltimi anni stiamo vedendo importanti avanzamenti nelle tecnologie di ricarica rapida, come la suddetta Quick Charge, che ormai è alla versione 4.0 capace di erogare fino a 27W. Ma la vera novità è lo sviluppo della tecnologia Power Delivery, capace di fornire fino a 100W tramite le porte USB type C.

Pertanto, l’arrivo della porta di tipo C è una vera e propria rivoluzione nel settore, permettendoci di ricaricare dispositivi mai immaginati prima e troppo potenti per le porte di tipo microUSB – come i computer portatili, che richiedono di una potenza di ricarica pari o superiore ai 45W (in genere). Questo significa che i power bank non hanno più bisogno di sembrare dei mattoni per essere potenti.

Proprio per questo è importante anche scegliere dei brand affidabili: stiamo parlando di potenze elevate, che richiedono di una costruzione solida e di qualità in modo da non mettere a rischio l’utente.

PASSO 2: CALCOLARNE LA CAPACITÀ TEORICA – COME TESTARE UN POWER BANK

Per calcolare la capacità di un power bank si può operare per via teorica o per modalità pratica: la prima consente di valutare la capacità della batteria esterna prima di procedere all’acquisto, mentre la seconda richiede necessariamente il possesso fisico del prodotto – e non solo.

Sfortunatamente, la capacità dichiarata non è mai pari a quella reale

Innanzitutto va specificato che le batterie esterne non raggiungono quasi mai la capacità dichiarata, ma solitamente possono erogare unenergia pari al 65-85% di quanto riportato per via della minore tensione reale (in Volt) contenuta rispetto a quella necessaria per avviare la fase di ricarica –solitamente 5V. Per tal motivo parte della carica viene spesa per raggiungere artificialmente il voltaggio necessario, abbassando la capacità reale; a ciò poi si sommano le condizioni ambientali – il freddo diminuisce le prestazioni delle batterie, anche di quelle contenute nei device – e la qualità delle celle del power bank (meglio se di litio o ai polimeri di litio).

Conoscendo la capacità in Watt-ora sarà possibile eseguirne il quoziente con il voltaggio di base (nella forma Wh/5V) per ottenere un’indicazione generale della capacità reale del power bank; nel caso in cui si tratti di un’informazione non ottenibile, basterà moltiplicare la carica ufficiale della batteria per 0,7, ossia la capacità reale media (nella forma [carica ufficiale]*0,7 = [carica reale]). Di conseguenza, per esempio, un power bank da 15.000mAh possiederà un’autonomia stimata tra i 10.500mAh e gli 11.250mAh, ma ricordate che si trattano di valori indicativi.

Le tecnologie di ricarica rapida tuttavia hanno fatto diventare questo argomento un po’ più complicato, dato che il voltaggio non è più limitato ai 5V, ma può raggiungere i 9V o 12V. Ma cosa significa questa variazione nei Volt? Che la capacità reale non sarà pari a quella calcolata a 5V. Ed è per questo che i Watt-ora (Wh) sono importanti, perché sono un unità dell’energia che non cambia come invece fanno i mAh, che dipendono direttamente dai Volt.

In definitiva, bisogna sapere che a maggior voltaggio corrisponde una minore capacità reale. Ad esempio: per calcolare la capacità reale di un power bank da 10.000 mAh con un’energia immagazzinata da 37 Wh, la formula è (Wh) x 1000/(V) =(mAh).

(37 Wh) x 1000/(5V) = 7400 mAh

(37 Wh) x 1000/(9V) = 4111 mAh

Questa precisazione è fondamentale perché gli smartphone che si ricaricano a 9V o 12V sono sempre più comuni.

PASSO 3: MISURARNE LA CAPACITÀ REALE – COME TESTARE UN POWER BANK

Per valutare la capacità di un power bank bisognerà possedere un amperometro, un dispositivo acquistabile presso qualunque store online – noi vi consigliamo QUESTO in vendita su Amazon – che permetterà di visualizzare la quantità di energia erogata dal vostro device.

Un amperometro

Per testare la capacità di una batteria esterna dovrete collegare il power bank all’amperomentro e questi ad uno smartphone o accessorio che desiderate ricaricare. Attendete che la batteria sia completamente scarica, dopodichè collegate nuovamente l’amperometro – mantenendolo connesso alla batteria – alla presa di ricarica, e valutate che i dati forniti dal display luminoso siano i medesimi riportati nella confezione.

Questo è proprio una parte del lavoro che realizza lo staff del sito PowerBank20 con i modelli presenti su Amazon, i cui risultati vengono inseriti sul sito web insieme a grafiche semplici da capire che possono aiutarci a confrontare e scegliere il modello più adatto alle nostre necessità.

Le grafiche sono state ideate in modo da poter trovare al volo alcuni dei dati più rilevanti che le aziende non ci forniscono: ad esempio, nell’infografica qui sotto possiamo vedere quali sono i modelli da 10.000 mAh che forniscono la maggior quantità di energia in uscita (scaricandosi a 5V) rispetto a quella che immagazzinano:

Grafica test energia in uscita realizzata da PowerBank20

In questo caso i modelli più efficienti sono stati quello della TeckNet IEP1010, lo Xiaomi Power Bank Pro 2 e due modelli della Ugreen (PB178 e PB108). Questo conferma anche ciò detto nel Passo #1 riguardo all’importanza di scegliere un brand affidabile.

Questo però non significa che i fanalini di coda, ovvero i modelli della Tronsmart (Trim) e Okzu (C1001) non siano di qualità; semplicemente sono meno efficienti nell’erogazione dell’energia.

Esiste anche una seconda modalità di test, molto meno precisa ma che non implica l’uso di un amperometro: dividete la capacità del power bank (divisa per 0,7 secondo quanto riportato nel Passo #2per la capacità della batteria del proprio smartphone e verificate che la batteria esterna ricarichi il device un numero di volte vicino al risultato ottenuto. In caso contrario, il prodotto è difettoso o non possiede la capacità prevista.

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