Con Telegram 5.5 chiunque può cancellare qualunque messaggio. Anche i tuoi (ma monta la polemica)

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Telegram 5.5 introduce una feature che pensiamo sia inedita nella storia della messaggistica mobile: a partire da questa versione, e aggiornando una feature implementata per la prima volta due anni fa, Telegram permetterà a chiunque di cancellare qualunque messaggio inviato e ricevuto – non solo sul proprio dispositivo, ma anche su quello del proprio interlocutore. La nuova funzione si estende a tutti i messaggi privati mai inviati sulla piattaforma – anche se potreste incontrare qualche problema nella cancellazione delle conversazioni più vecchie; una novità che avremo occasione di commentare in futuro, ma che non deve monopolizzare completamente l’attenzione sulle nuove funzioni introdotte con Telegram 5.5.

L’applicazione ha infatti in serbo altre sorprese per chiunque decida di installare l’aggiornamento: nuove icone, nuove funzioni di ricerca di emoji e stickers, nuove impostazioni per la privacy (che avevamo giustamente predetto) e tanto altro.

Siete pronti per scoprirle tutte nel dettaglio?

TELEGRAM 5.5 PERMETTE DI CANCELLARE QUALUNQUE MESSAGGIO

È una mossa sicuramente a sorpresa quella che lancia Pavel Durov sulla sua applicazione, prendendo in contropiede i propri utenti. Nessuno infatti si sarebbe aspettato che l’app di messaggistica, superando e di molto le aspettative, avrebbe ripreso il proprio attivismo sulla privacy (proprio più del suo fondatore che dell’app stessa, ultimamente votatasi alla socialità) potenziando all’ennesima potenza la funzione “Cancella messaggio introdotta due anni fa.

Prima dell’introduzione di Telegram 5.5, la modalità di cancellazione dei messaggi funzionava allo stesso modo che su altre piattaforme: all’interno di una finestra di tempo piuttosto generosa (48 ore, contro la sola ora concessa da WhatsApp per esempio) era possibile cancellare, e pure senza lasciare alcuna traccia nella chat, ogni messaggio inviato dal proprio account. Due anni e diverse versioni dopo, Telegram va oltre introducendo una nuova modalità di cancellazione, che consente di eliminare ogni contenuto mai inviato dal proprio account e dal proprio interlocutore. È semplice: sarà sufficiente tappare sul messaggio che si desidera cancellare, cliccare su “Elimina” e da qui spuntare la voce “Elimina anche per [@nomeutente]“, per poi confermare l’azione tappando nuovamente su “Elimina“.

E questo è quanto: a partire da Telegram 5.5 questo procedimento sarà applicabile anche ai messaggi della persona con la quale stiamo chattando, che verranno eliminati anche dal suo dispositivo e resi pertanto irreperibili. Una soluzione sicuramente estrema, che ha già provocato quale sollevamento di sopracciglia e soprattutto timori a proposito di un utilizzo improprio della nuova modalità, che però Pavel Durov ha presentato proprio come il rimedio ai timori sulla privacy che egli stesso aveva sperimentato in passato: “Ora mi sento davvero libero e al controllo“, ha pubblicato sul suo canale in un lungo messaggio in cui motiva (e forse un po’ già difende) la scelta della nuova funzione.

Ma non si tratta dell’unico contenuto innovativo di questo aggiornamento, né dell’ultimo che riguarda la privacy: innanzitutto è possibile grazie a Telegram 5.5 impedire che un estraneo possa risalire al proprio profilo attraverso un messaggio inoltrato da un gruppo o da una conversazione privata, accedendo semplicemente a “Impostazioni” > “Privacy e sicurezza” e tappare su “Messaggi inoltrati“, e impostando qui la privacy di chi può accedere al proprio profilo ed eventuali eccezioni per selezionati contatti. All’interno della stessa sezione, e seguendo un percorso del tutto simile, sarà possibile limitare la visibilità della propria foto di profilo cliccando su “Foto profilo.

Ma se Telegram nasconde, Telegram aiuta anche a trovare: è il caso delle Impostazioni, che ricevono un pulsante di ricerca globale che include anche le FAQ (accessibili via Instant View) così come le emoji, le GIF e gli stickers, rintracciabili – finalmente! – attraverso una modalità di ricerca del tutto simile a quella presente da tempo sulla tastiera GBoard. Solo su Android poi le emoji modificano la propria dimensione a seconda della loro quantità all’interno di un messaggio – mentre su entrambi i sistemi operativi è possibile richiamare un’emoji semplicemente scrivendo in formato testuale l’oggetto, la persona o l’animale che rappresenta.

Dando poi seguito ad uno scambio di battute tra un utente Twitter ipovedente e il profilo ufficiale dell’applicazione, Telegram ha introdotto anche il supporto per VoiceOver e TalkBack, i due servizi di Android che garantiscono così l’accesso all’app per le persone prive di vista o dell’udito.

Infine, sono state modificate alcune icone dell’app, da quella relativa alle notifiche all’icona di spunta che compare durante la modifica dei messaggi.

LA NUOVA MODALITÀ DI CANCELLAZIONE DEI MESSAGGI FA DISCUTERE

La novità della modalità di cancellazione dei messaggi fa però discutere e porta una buona porzione degli utenti Telegram presenti su Twitter (esempio, esempio, altro esempio) ad interrogarsi se, in questo modo, non sia più facile per potenziali abuser nascondere le prove delle proprie attività.

A parlarne non sono poi solo i semplici utenti, ma anche giornalisti: su Tech Crunch Natasha Lomas, in un lungo editoriale, ha espresso le sue perplessità a proposito di una funzione che sembra fare di tutto, fuorché assicurare davvero un adeguato livello di sicurezza e privacy sulle conversazioni, e rispondendo apparentemente solo alle richieste ed esigenze dei più paranoici. Lo stesso articolo è stato poi oggetto di un piccato (e indiretto) scambio di battute con il profilo ufficiale di Telegram, che ha accusato la rivista di “non aver studiato abbastanza” precisando che la modalità di cancellazione è valida solo all’interno delle chat private, e non anche nei gruppi. Un equivoco che si è diffuso in fretta, visto che la medesima osservazione è stata fatta al sito d’informazione tecnologica Mashable – ma con toni molto più neutrali.

Dopo un lungo periodo di silenzio (la sua ultima comunicazione ufficiale risaliva al giugno 2018) è entrato Markus Ra, dirigente di Telegram, capo del suo servizio di assistenza e stretto collaboratore di Durov; egli ha pubblicato sul suo canale un post Telegraph che, pur non citandola direttamente, fa espliciti riferimenti alla nuova modalità di cancellazione ironizzando sulle perplessità che sono state sollevate a tal proposito nelle scorse ore. Sostanzialmente, Markus Ra paragona il telefono (inteso come mezzo di comunicazione) a Telegram, cercando di sostenere che se l’utilizzo della sua tecnologia tutt’altro che sicura facile da manipolare, privo di registri delle conversazioni a meno che non vengano registrate… non ha sollevato particolari opposizioni in tutti questi anni, altrettanto non dovrebbe il nuovo aggiornamento di Telegram.

In un’altra conversazione – sulla cui autenticità non ci pronunciamo, ma che segue lo schema di pensiero del post sopra menzionato – Markus paragona le conversazioni su smartphone alle lettere, sulle quali convenzionalmente non si applica alcun principio di possesso da parte del mittente (e la stessa cosa dovrebbe accadere, secondo il ragionamento, per i messaggi via chat).

Tuttavia entrambi i post precedenti sembrano mancare il punto principale della messaggistica via chat – una tecnologia di comunicazione avanzata rispetto alle telefonate e alle lettere il cui successo è dovuto, almeno in parte, proprio alla sua capacità di sopperire alle mancanze di forme più primitive di comunicazione. Come l’assenza di un registro preciso delle informazioni scambiate, che possa servire come prova e, perché no, anche come ricordo.

Per quanto riteniamo del tutto inverosimile che Telegram ritorni sui suoi passi, siamo certi che le polemiche non termineranno oggi.

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