#Applefun: Il manager anti-insider trading di Apple accusato di insider trading

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L’ironia è un’arma facile da usare, di cui pertanto non ci serviremo in questa sede; tuttavia il paradosso che evoca la notizia dell’incriminazione per insider trading di Gene Daniel Levoff, ex-top manager di Apple incaricato di sorvegliare le attività di insider trading dei dipendenti di Cupertino, è sferzante. E merita sicuramente di essere riportata, a margine di una più ampia serie di report riferiti in queste settimane dai più grandi media statunitensi sullo stato claudicante delle vendite degli iPhone di Apple, società a cui la liquidità sicuramente non manca e che sembra decisa ad ampliare la propria presenza nel settore dei media e dell’intrattenimento.

Siete pronti per scoprire cos’è l’insider trading, perché è vietato e quali conseguenze potrebbe avere l’arresto di Gene Daniel Levoff?

L’INSIDER TRADING DA INSIDER TRADER

L’attività di insider trader, ossia di colui che effettua insider trading, è vietata in Italia così come in buona parte del resto del mondo: nonostante negli Stati Uniti non esista una legge specifica che impedisca l’esercizio di una simile professione – contrariamente all’Italia, dove tali pratiche sono espressamente vietate dalla Legge Draghi del 1998, anche chiamato Testo Unico della Finanza (TUF) – è comunque illegale per via di una serie di sentenze.

Ma che cos’è l’insider trading? Si tratta del commercio di azioni di un’azienda sulla base di informazioni privilegiate, segrete e non ufficiali, capaci di influenzare l’andamento del mercato – e, pertanto, il valore delle azioni stesse – se rese pubbliche. Solitamente l’appartenenza o meno alla società coinvolta da tale attività non è importante ai fini della definizione del reato; lo diventa nel caso in cui la vendita e l’acquisto delle azioni sia effettuato da un dipendente della compagnia, ma non sulla base di dati confidenziali e non pubblici. In questo caso la pratica è considerata generalmente legale (e viene chiamata insider dealing), anche se pesantemente regolata e sulla quale la Security and Exchanges Commission (SEC) vigila negli USA.

Ed è stata proprio la SEC ad informare Apple delle possibili attività di insider trading di Gene Daniel Levoff, il quale avrebbe sfruttato le informazioni in suo possesso per via della sua carica di manager di alto livello per effettuare previdenti vendite ed acquisti di azioni della casa di Cupertino, che gli avrebbero generato nel biennio 2011-2012 profitti per 245.000$, mentre tra il 2015 e il 2016 gli avrebbero evitato 382.000$ di perdite. Proprio nel luglio del 2015, venuto a conoscenza del calo registrato nei grafici di vendita dei nuovi modelli di iPhone, Levoff avrebbe strategicamente venduto 10 milioni di dollari di azioni di Apple – quasi il suo intero pacchetto – evitando che la perdita del -4%, segnata dal titolo dell’azienda non appena i dati erano divenuti pubblici, incidesse sul suo pacchetto azionario.

Naturalmente simili informazioni non entravano casualmente in suo possesso: Levoff faceva infatti parte del “disclosure team” della società, incaricato di analizzare e correggere i dati di vendita di Apple prima della loro pubblicazione. Il passato, naturalmente, è d’obbligo: dopo due mesi di vacanze forzate, la casa di Cupertino ha provveduto a interrompere ogni collegamento con il suo ex-legale. Il quale, tuttavia, non si era allontanato di molto dal suo campo di attività per la cui conoscenza era stato assunto.

Gene Daniel Levoff era stato infatti il principale esecutore delle attività di controllo sui dipendenti Apple, affinché questi fossero informati delle norme sull’insider trading promosse da Apple e con il compito non indifferente di verificare che nessun impiegato abusasse della sua posizione per compravendite di titoli dal facile guadagno. L’ironia, come già detto all’inizio dell’articolo, è sferzante e la frequenza aumenta proseguendo con l’approfondimento dei fatti. Come riportato dalla SEC, Levoff non solo era il responsabile delle ispezioni anti-insider trading, avendo contribuito ad un aggiornamento delle policy di Apple in materia nel 2015, ma nel biennio 2010-2011 avrebbe inviato in tre occasioni un’email a tutti i dipendenti della compagnia contenente il seguente testo:

REMEMBER, IS NOT PERMITTED, WHETHER OR NOT IN AN OPEN TRADING WINDOW, IF YOU POSSESS OR HAVE ACCESS TO MATERIAL INFORMATION THAT HAS NOT BEEN DISCLOSED PUBLICLY

Il maiuscolo è anch’esso una fedele riproduzione del contenuto riportato nelle email, due delle quali “immediatamente precedenti” l’inizio delle attività di insider trading ai danni proprio di Apple, secondo quanto riportato dalla SEC.

Levoff, oltre a procurare ad Apple un titolo sicuramente appariscente, rischia un massimo di 5 milioni di dollari di multa e 20 anni di carcere, insieme all’interdizione dalla carica di manager o dirigente di qualsiasi società pubblica così come richiesto dalla SEC. Oltre a ciò, l’organismo di controllo statunitense domanda sia la restituzione del denaro illegalmente guadagnato (o non-perso) durante la sua carriera di insider trader, sia il pagamento di una sanzione pari a tre volte tale cifra.

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Fonte CorriereComunicazioni Ars Technica
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