Telegram 4.9 introduce ufficialmente il Telegram Passport

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Alla fine le nostre previsioni si sono rivelate decisamente ottimistiche, ma non in misura drammatica: quando, con la beta di Telegram 4.8.10, era stato avvistato il Telegram Passport, molti (noi compresi) avevano ritenuto e sperato che il mese di giugno non si sarebbe concluso con un aggiornamento tutto sommato di proporzioni modeste. E invece. È infatti con Telegram 4.9 che il Telegram Passport arriva a destinazione: un mese di ritardo non è nulla di drammatico – specialmente se il tempo viene impiegato nella cura del codice di sviluppo, che nel caso di una simile funzionalità deve assolutamente essere perfetto visto il materiale sensibile che andrà a custodire.

Già: il Telegram Passport punta a diventare il portafoglio digitale dell’era moderna, specialmente per chi utilizza Telegram come social network di riferimento o di appoggio per il login a piattaforme e siti web. Siete pronti per scoprire che cos’è il Telegram Passport?

TELEGRAM 4.9 E IL TELEGRAM PASSPORT

Il titolo, per quanto corretto, in nome della precisione andrebbe forse modificato con “Telegram 4.9 è Telegram Passport“: il nuovo aggiornamento di Telegram – l’unico per il mese di luglio, secondo la politica di “un aggiornamento al mese” che Telegram ha (quasi) sempre rispettato – contiene il Telegram Passport come unica novità.

Una novità che in fondo non è nemmeno tale per chi ci segue – magari proprio sul nostro canale Telegram, magari altrove – perché già un mese fa il Telegram Passport si era fatto vedere nella beta dell’applicazione, lasciandosi esplorare da cima a fondo senza difficoltà. E la versione che oggi arriva su Google Play sembra essere completamente uguale a quella già vista a giugno: vi invitiamo dunque a visionare l’articolo relativo (“Come funziona il Telegram Passport“) per comprendere i meccanismi di funzionamento del Telegram Passport nel dettaglio.

La video-presentazione del Telegram Passport

In questa sede ci limiteremo infatti ad un’analisi generale della funzionalità in sè. Come scrive il team di sviluppo nel post d’annuncio ufficiale sul blog dell’applicazione, il Telegram Passport è “un sistema di autorizzazione unificato che richiedono un metodo d’identificazione personale“.  Criptovalute, circuiti bancari, persino siti web di enti ed organismi istituzionali o meno sono tutti esempi di piattaforme che necessitano del caricamento di documenti personali come carte d’identità o patenti, e nei casi più specifici di altri materiali come estratti conti, certificati medici e contratti.

E il Telegram Passport punta a diventare il centro di smistamento di tutti questi documenti. Posizionati sotto “Impostazioni” > “Privacy e sicurezza” > “Telegram Passport” e protetti da crittografia end-to-end, richiederanno solamente un aggiornamento da parte dell’utente in caso di rinnovo dei materiali ivi contenuti. E ci potrete caricare davvero di tutto: contratti di locazione, bollette, passaporti e così via; Telegram non dispone naturalmente di alcun accesso su questi dati (il team di sviluppo specifica che in futuro tutte le informazioni saranno spostate su un cloud decentralizzato) e, alla prima attivazione sarà obbligatoriamente richiesta l’impostazione dell’autenticazione a-due-fattori.

A che cosa serve materialmente il Telegram Passport? Come tutti gli standard… a nulla. Per ora: l’unica piattaforma che per adesso supporti il Telegram Passport è l’inglese ePayments, con la quale Telegram ha stretto una partnership; tuttavia i materiali per l’integrazione della nuova tecnologia sono a disposizione di tutti gli sviluppatori. In futuro poi, con l’apertura di quella che probabilmente sarà la “Fase 3” o “Fase 2.5” (il Telegram Passport è considerato la “Fase 2” del progetto Telegram Login), il Telegram Passport si aprirà a servizi di terze parti così da rendere la procedura di autenticazione ancora più rapida. Nel frattempo potete seguire il canale Telegram ufficiale @TelegramPassport per ulteriori novità.

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