Siempo Launcher è l’interfaccia che aiuta a combattere la dipendenza da smartphone (forse)

Dalla passione al disimpegno: il nuovo obbiettivo degli sviluppatori (perlomeno presso le grandi multinazionali dell’high-tech) non è più l’invenzione di algoritmi e strutture grafiche che portino l’utente sull’orlo della dipendenza, ma al contrario di nuove soluzioni che limitino la portata dei danni arrecati dalle strategie precedentemente applicate. È il caso dei timer e dei counter che presto o tardi verranno introdotti su Instagram, Facebook, YouTube e nei principali social network, ma anche di launcher che puntano alla disintossicazione nei confronti dello smartphone in generale e non solo di una tipologia particolare di app – come tenta di fare Siempo Launcher, figlio di un progetto più ampio mai andato in porto.

Siete pronti per scoprire come Siempo Launcher dovrebbe aiutarvi a guarire dalla vostra dipendenza da smartphone, e se funziona davvero?

INTERFACCIA UTENTE E PRIMO IMPATTO

Nel 2015 Andrea Gala e Jorge Selva, fondatori e attuali proprietari di Siempo, lanciarono l’idea di uno smartphone… anti-smartphone: Minimum. Questo prototipo si evolse poi in un progetto più concreto: un nuovo device, di nome appunto Siempo, che però nel 2017 – quando venne portato all’attenzione del pubblico – fallì il suo test su Kickstarter, mancando di raggiungere l’obbiettivo. Questo però non scoraggiò (non del tutto) Selva e Gala, che decisero di traslare Siempo da un singolo dispositivo a potenzialmente tutti gli smartphone Android del mondo trasformando l’idea in un launcher.

Curiosamente, Siempo Launcher non ha integrato molte funzionalità dell’originale smartphone Siempo

Questo launcher punta a ridurre la dipendenza dalle necessità digitali presentando un’interfaccia volutamente spoglia e priva di particolare attrattività, ma non per questo scomoda o male disegnata. Alla prima installazione Siempo Launcher (o Siempo, come lo chiameremo d’ora in poi) vi accoglierà con una schermata d’iscrizione alla newsletter del launcher – non particolarmente fastidiosa, dato che in tre e più settimane d’utilizzo non abbiamo ancora ricevuto una comunicazione da parte del team.

Ma la vera esplorazione inizia dopo aver superato questa piccola anticamera: il launcher vi accompagnerà in un tour virtuale delle stanze – alquanto breve, poiché l’intera interfaccia si raccoglie in tre differenti ambienti, più una Home (non convenzionale). Nella prima il launcher mostra i “tools“, ossia delle scorciatoie rapide alle applicazioni più utilizzate che l’utente potrà aggiungere o modificare tramite un tap prolungato su un punto libero della schermata o cliccando sulle icone direttamente.


Nella seconda schermata invece sono mostrate le app più utilizzate – ma dovrete essere voi, sempre attraverso la procedura tap prolungato-selezione manuale, ad aggiungerle e non una qualche intelligenza artificiale (caratteristica che in questo launcher è del tutto assente). Nella terza, volutamente posta in fondo a sinistra e raggiungibile solamente attraverso tre scorrimenti manuali, sono raccolte le “flagged apps, ossia le app di cui si vuole ridurre l’utilizzo. Ma in quale modo?

FUNZIONALITÀ E PERSONALIZZAZIONE

L’obbiettivo di Siempo Launcher è la riduzione del tempo trascorso dall’utente davanti allo smartphone: un obbiettivo che in questi ultimi tempi anche altri giganti del settore – Google con il suo programma Wellbeing in arrivo con Android P, Apple con le nuove feature di iOS 12 – hanno adottato ma che rappresentano la ragion d’essere di questo software, come specificato in apertura alla recensione.

Siempo tenta di disincentivare l’utilizzo di alcune applicazioni selezionate direttamente dall’utente eliminandole dalla barra di ricerca e dall’app drawer, relegandole in una schermata ancora più anonima delle altre e molto scomoda da raggiungere, poiché si rendono necessari tre swipe per accedervi. Il launcher instaura così un rapporto, un dialogo con l’utente/paziente, senza la cui collaborazione e buona volontà non è in grado di raggiungere alcun risultato concreto. D’altra parte, la stessa installazione di questo launcher non può che essere motivata dalla volontà di diminuire la propria dipendenza dal piccolo schermo.

Certo, non si trattano di barriere digitali invalicabili: chi soffre di dipendenza acuta dal proprio device troverà questo launcher poco efficace nel contrasto delle proprie manie, ed è probabilmente il più grande limite di Siempo. Gli ostacoli a volte sono quasi ingenui (la disposizione delle icone nella terza schermata varia ad ogni accesso, per rendere ancor meno prevedibile ed intuitiva l’interazione con le app “proibite“) poiché effettivamente incapaci di imporre una disciplina che non c’è ad un utente che ne ha bisogno.

Altre feature sono invece decisamente più interessanti: la prima la troviamo nella schermata principale, ed è quasi nascosta nell’angolo in alto a destra, sottoforma di una campanella. Una volta tappata, permetterà di regolare (ma non disattivare) le notifiche per intervalli (per una base di 15 minuti) o di impostare un orario al quale riceverle, una volta al giorno. Più naive invece la casella di testo dove inserire la propria mission personale e motivazionale, da intendere come sprono ma anche come monito nella battaglia contro la dipendenza.


Altra funzionalità degna di nota, ma più slegata dal tema principale del launcher è la modalità di scrittura e invio di SMS (o note) direttamente dalla barra di ricerca.

A livello grafico, come già specificato, Siempo è spoglio e poco appagante per l’occhio, riprendendo le forme e l’architettura dei senior launcher, le interfacce per device dedicati agli anziani. Siempo assomiglia sì ad uno smartphone Brondi – ma forse questi dispongono di UI addirittura più elaborate – ma se deciderete di sacrificare molto quanto sull’altare della mission, della liberazione dalla dipendenza da smartphone, allora non avrete di che lamentarvi. Particolarmente scomoda l’assenza dell’app drawer, che costringe a ricorrere troppe volte alla barra di ricerca.

CONCLUSIONI

Dato che Siempo viene messo gratuitamente a disposizione della comunità degli utenti-dipendenti da smartphone, non sarebbe fuori luogo domandarsi quanto effettivamente si possa pretendere da questo launcher.

Forse non dovremmo; ma la decisione degli sviluppatori di sottoporsi al giudizio del pubblico distribuendo la propria creazione ci spinge comunque a fare pochi sconti a Siempo Launcher. L’interfaccia è infatti insufficiente per guarire un utente dalla dipendenza da smartphone, limitandosi ad una forma di resistenza (perlopiù) passiva che sarebbe davvero semplice da implementare con soluzioni attivetimer, password, anche grafici e statistiche sulle percentuali di utilizzo delle app per convincere l’utente dei propri eccessi, e non una banale frase motivazionale.

Siempo Launcher è rimasto, sotto molti aspetti, fermo alle vecchie concezioni di “de-tossificazione” dalla dipendenza da smartphone, davvero sorpassate se confrontate appunto con tecniche più avanzate.

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Datato

Siempo Launcher

Siempo Launcher dimostra di avere notevoli margini di miglioramento, ma anche un'impostazione generale al problema della dipendenza da smartphone inversamente proporzionale all'attualità dell'argomento. Siempo rischia di essere sorpassato dalle innovazioni che i prossimi aggiornamenti di Android introdurranno, ma rimane comunque un'interfaccia utilizzabile e anche utile nel caso di un approccio propositivo e ragionato all'argomento

  • Design
  • Funzionalità
  • Originalità
  • Performance
  • Personalizzazione
Digital WellbeingDipendenza da smartphoneSiempo Launcher
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