Onavo Protect è sicuro? No: la VPN di Facebook è uno spyware

Sospetti e certezze sull'app di proprietà di Facebook

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Facebook è la piattaforma delle contraddizioni, dove le idee vengono a contatto con i propri opposti senza che nessuno ne colga l’evidente discordanza. Se dunque l’app di Facebook permette di collegarsi al social network tramite Tor per una navigazione anonima, di contro non poteva non palesarsi nella lista delle app collegate anche la succursale locale di Onavo VPN. Dato che, per ora, Onavo rimane un’esclusiva dell’app iOS di Facebook, gli utenti Android dispongono ancora del tempo necessario per chiedersi se Onavo Protect è sicuro, e se la sua installazione è davvero utile alla privacy così come Facebook afferma nei suoi comunicati.

Siete pronti per scoprire tutto ciò che dovreste sapere su Onavo Protect, se è sicuro e se bisogna installarlo?

AGGIORNAMENTO: nell’agosto 2018 Facebook ha rimosso dall’App Store per iPhone e iPad l’app Onavo VPN, procedendo alla sua rimozione dal Play Store nel febbraio 2019. Quanto segue è pertanto un’illustrazione delle pratiche di raccolta dati utilizzate da Facebook dal 2013 al 2019 tramite l’app Onavo VPN.

Onavo VPN, l’occhio di Facebook

Onavo nasce nel 2011 a Tel Aviv, in quell’Israele non solo terra di conflitti regionali ma anche e soprattutto di primati tecnologici: la fiorente valle delle startup attira l’attenzione dei giganti della tecnologia statunitensi che periodicamente calano e predano le più promettenti realtà in via di sviluppo, inglobandole nel proprio tessuto. È successo a Waze, l’alternativa a Google Maps che l’azienda di Mountain View non ha smantellato dopo averla acquistata nel 2011 ma che anzi progetta di trasformare in un servizio di carpooling, ed è capitato anche a Onavo: dopo aver collezionato diversi premi a concorsi del settore (tra cui “Miglior Startup” nel 2011 da parte della rivista tecnologica The Next Web), nel 2013 Facebook acquista Onavo per una cifra mai divulgata ma che viene stimata tra i 100 e 200 milioni di dollari.

onavo protect è sicuro
Il team di Onavo nel 2013 – Crediti foto: Times of Israel

Per gli osservatori di allora non fu immediatamente chiaro comprendere il motivo che aveva indotto Facebook ad acquistare Onavo, divenuta celebre principalmente per la propria VPNVirtual Private Network, tecnologia funzionale per navigare nell’anonimato in rete. Ma Facebook e Mark Zuckerberg con lui avevano capito che Onavo VPN, successivamente rebrandizzata in Onavo Protect, poteva rappresentare la chiave per il proprio successo nel campo delle applicazioni mobili, un mercato che sarebbe vertiginosamente cresciuto negli anni successivi.

Ma la navigazione anonima non è l’unico passatempo dei programmatori di Onavo, che ad un certo punto della propria carriera lanciano anche Onavo Extend, una versione alternativa di Opera Max per il risparmio del traffico dati – seguendo il medesimo principio di filtraggio e compressione dei pacchetti trasmessi da e per lo smartphone sul web – che però non raggiungerà mai la popolarità della creatura di Opera e per questo sarà successivamente smantellata.


Che cos’è Onavo Protect

Se Onavo Protect è sicuro, occorre domandarlo direttamente a chi con le VPN ci lavora quotidianamente: secondo The One Privacy Guy, autorità nel settore ed autore di una complessa, aggiornata e completa analisi dei servizi VPN online e del loro grado di affidabilità, “se non paghi per il prodotto, tu e i tuoi dati siete il prodotto”.

Ed effettivamente Onavo Protect non chiede alcun tipo di pagamento per il servizio che mette a disposizione: permette di porre in sicurezza le proprie connessioni durante il collegamento a reti WiFi pubbliche, impedisce alle app sospette di utilizzare il traffico dati in background, aggiunge un ulteriore livello di sicurezza alla navigazione online. Ma, contrariamente alle VPN più comuni (come Tunnelbear), non offre piani tariffari su base mensile o di quantità di dati navigati – ed il motivo è desumibile dalla sezione finale della descrizione rintracciabile sulla sua scheda sul Play Store.

As part of providing these features, Onavo may collect your mobile data traffic. This helps us improve and operate the Onavo service by analyzing your use of websites, apps and data. Because we’re part of Facebook, we also use this info to improve Facebook products and services, gain insights into the products and services people value, and build better experiences.

Onavo dunque chiarisce in maniera alquanto esplicita che il suo servizio, benché provveda a proteggere i dati personali dei suoi utenti durante la navigazione, non fa altrettanto né davanti agli occhi curiosi dei propri programmatori, né soprattutto a quelli degli analisti di Facebook. I quali si sono serviti di Onavo Protect quale parte dei “Facebook products” per scandagliare per anni cronologia, connessioni online e livelli d’utilizzo delle applicazioni installate negli smartphone in cui veniva ospitata, anche se questi potevano non disporre dell’applicazione di Facebook o persino di un profilo registrato al social network.

Non si trattano di fantasiose congetture o maliziose supposizioni, ma del risultato di un’inchiesta effettuata dal Wall Street Journal che nel 2017 ha scoperto che Onavo Protect è stata fondamentale nell’elaborazione della strategia della campagna acquisti degli ultimi anni dell’azienda. Servendosi infatti dei dati raccolti dalla VPN, Facebook sarebbe stato in grado di prevedere l’exploit di Snapchat ed elaborare così una controffensiva efficace per limitarne, regolarne, castrarne in definitiva l’espansione – attività che prosegue ancora oggi, con discreto successo. Ma Onavo Protect avrebbe giocato un ruolo decisivo anche nella decisione, da parte dell’azienda, di acquistare per 19 miliardi di dollari WhatsApp, sulla cui futura espansione era forse difficile sbagliarsi visti i trend positivi dell’epoca ma che è stata confermata dai report inconsapevoli degli utilizzatori della VPN.

Onavo Protect è sicuro
Non si sa se Onavo Protect è sicuro, ma per alcuni cittadini statunitensi è diventato parte integrante del’app di Facebook – Crediti foto: ExtremeTech

Nonostante ciò però l’espansione di Onavo Protect continua ferma e costante: l’app ha raggiunto le 33 milioni di installazioni attive tra Google Play e App Store, stando ai dati forniti da Sensor Tower a Tech Crunch (di cui il 62% proviene proprio da Android, e da qui forse la decisione di Facebook di incoraggiare le installazioni su iOS inserendo un pulsante di collegamento direttamente nella propria app per iPhone), e non accenna a fermarsi. Anzi, è più probabile che, nel caso in cui il pulsante “Protectdovesse diventare accessibile universalmente dall’applicazione di Facebook, le sue installazioni si moltiplicherebbero.


Dovreste usare Onavo Protect?

Onavo Protect è sicuro? No, decisamente: non si tratta solamente di una VPN, ma di uno spyware – così come definito da molteplici fonti, una definizione che non smentiamo assolutamente.

Per questo Onavo Protect non è sicuro, ma anzi offre a Facebook un’incredibile opportunità di espandere ulteriormente e con maggiore perizia il proprio network, sfruttando una quantità di metadata inaccessibile altrimenti. A ribadirlo è anche l’associazione dei consumatori belgi – Paese nel quale Facebook ha recentemente ricevuto una condanna proprio per violazione della privacy dei propri utenti – che ne sconsigliano l’utilizzo, insieme al CMO di NordVPN, Marty P. Kadmen,

Se state cercando un’alternativa, potete dare un’occhiata a TunnelBear, o ad una delle VPN che consigliamo in QUESTO articolo.

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Fonte WIRED Android Headlines Tech Crunch
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