Le 3 grandi (e probabili) novità di Telegram di gennaio, tra tab e blockchain

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Quali saranno le novità che Telegram potrebbe introdurre e che Pavel Durov ha incastonato all’interno di un criptico messaggio all’inizio del 2018? Di tutto si parla, ma poco si sa: nonostante infatti le numerose indiscrezioni che in questi giorni si sono succedute in questi giorni, la nebbia è ancora spessa. Tra blockchain, chiamate di gruppo, nuove funzionalità sconosciute ai più e relativi aggiustamenti, non dubitiamo della natura potenzialmente esplosiva delle future dichiarazioni e implementazioni di Telegram.

E proprio per questo motivo abbiamo deciso di tentare una predizione su quali potrebbero essere selezionate, tra le tante proposte, al termine di gennaio ed entrare a fare parte del portfolio dell’applicazione. Naturalmente non tutte le nostre selezioni possiedono lo stesso grado di probabilità – alcune sono quasi certe, altre solamente rumoreggiate – ma… siete pronti per scoprirle?

#1 – Telegram X (ex-Challegram)

Avevamo già parlato, tempo addietrodi Challegram: selezionato all’interno di una rosa dei candidati in occasione di un concorso per client alternativi, è stato anche l’unico – tra quelli infine premiati – a superare l’anno di vita divenendo uno tra i più originali ed apprezzati fork dell’applicazione.

Telegram X su Google Play

L’originalità di Challegram risiedeva nell’utilizzo da parte dello sviluppatore della libreria TDLib, utilizzata già per la versione web di Telegram ed in grado di donare a qualsiasi client ne faccia uso un aspetto completamente differente rispetto a quello dell’applicazione originale. Sfortunatamente, l’adozione di tale soluzione ha rappresentato per Challegram, il suo sviluppatore ed i suoi estimatori la croce e la delizia di ogni giorno della sua esistenza, perlomeno sino ad una settimana fa. La libreria TDLlib è infatti aggiornata meno frequentemente delle risorse necessarie agli altri client per l’implementazione degli aggiornamenti – se possibile, conoscendo le lunghe tempistiche di Telegram in merito – oltre ad essere non del tutto open-source (una particolarità che potrebbe sollevare sospetti nei puristi della trasparenza del codice).

Questi timori sono stati poi dipanati dalla decisione di Telegram di adottare Challegram quale nuovo client ufficiale: una scelta che non ha precedenti ma che, a ben guardare, è più che meritata. E con il nome di Telegram X, un design originale e completamente differente dall’app di Telegram e persino qualche funzionalità in più, l’ormai ex-Challegram si appresta a diventare una delle probabili novità di Telegram di gennaio. Bug permettendo.


#2 – Il Telegram Open Network

Gli utenti di Telegram si attendono un annuncio importante da parte del team di sviluppo, e forse nulla potrebbe essere più importante del Telegram Open Network, la rivoluzionaria idea nata dalla mente di Nikolai Durov e destinata a segnare irrimediabilmente il futuro dell’app di chat.

Sia che l’impresa riesca, sia che fallisca: il Telegram Open Network (la cui natura, funzione e tutto ciò che occorre sapere è spiegato dettagliatamente in QUESTA guida) è infatti la base non soltanto della struttura che consentirà a Telegram di mettersi direttamente in concorrenza con Visa e Mastercard attraverso il lancio di una criptovaluta proprietaria, il Gram, ma anche di una strategia di adattamento alle crescenti crisi globali. La natura oppressiva di governi estremamente impopolari, come quello iraniano o saudita, hanno portato centinaia di migliaia di utenti all’adozione di Telegram quale piattaforma di riferimento per una messaggistica sicura ed al riparo da occhi indiscreti.

Come infatti riferiscono i freschissimi report della società di ricerca Apptopia, Telegram è cresciuto nel 2017 del 116% nelle cinque realtà nazionali più corrotte – oltre a salire del 99% nei Paesi più aperti e democratici, segno che la sua popolarità è slegata da esigenze di pura privacy. Non solo: in Iran Telegram occupa il 40% del traffico Internet mensile di ogni abitante del Paese; ecco che dunque il Telegram Open Network diventa fondamentale per la prossima espansione dell’app.

Un’app di messaggistica che si appoggia alla blockchain diviene infatti virtualmente imprendibile, inattaccabile, incensurabile: un’ottima mossa per Telegram, le cui prime basi fondano già su oltre 600 milioni di dollari di finanziamenti e che ci aspettiamo prendano forma nei prossimi giorni in qualità di annuncio ufficiale.


#3 – Tab dei canali

Come i report sul Telegram Open Network suggeriscono, l’immissione di una valuta nazionale di Telegram dovrebbe comportare anche la nascita di un mercato interno all’applicazione, rivolto soprattutto ai creatori di contenuti, ai commercianti ed alle realtà imprenditoriali.

Queste indiscrezioni ci spingono dunque ad individuare quale terzo, grande annuncio e vera novità di Telegram non le chiamate di gruppo, o la realizzazione di un servizio di livestreaming – che comunque apprezzeremmo sentitamente, ma di cui non se ne è ancora sentito parlare; piuttosto, l’infrangimento di un altro tabù dell’applicazione. Dopo infatti aver negato l’arrivo delle chiamate VoIP per anni – “le chiamate sono morte”, aveva tuonato Durov dall’alto del suo profilo Twitter – Telegram si è risolta ad implementarle sulla scia di WhatsApp; con l’arrivo di un’economia domestica di dimensioni gargantuesche, ci pare irrealistico pensare che l’app possa resistere anche alle pressioni di quanti chiedono le tab, o schede di suddivisione dell’interfaccia.

Non è necessario che questo comporti effettivamente la separazione in due o tre sezioni dell’UI: semplicemente ci aspettiamo che attraverso qualche artificio graficoun menu a tendina, un’opzione d’accesso posta nel pannello a scorrimento laterale, uno stargate – gli utenti dell’app possano consultare l’offerta dei canali. Un’implementazione necessaria per evitare di vedere i propri sforzi affondare nel pantano della ricerca interna dell’app, recentemente migliorata ma ancora lontana da sostituire il passaparola, le sponsorizzazioni tra canali e qualsiasi altra forma di promozione sicuramente più artigianale, ma molto più efficace.

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