La criptovaluta di Telegram è già un successo di investitori (ma attenzione alle truffe)

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La criptovaluta di Telegram è già un successo nonostante non sia mai stata ufficializzata. A riferirlo sono le fonti d’informazione russe specializzate sulle monete digitali, che segnalano la grandiosa partecipazione alla pre-ICO – momento di finanziamento esclusivamente dedicato ai grandi investitori. Ma contemporaneamente la passione per il Telegram Open Network ed i Gram hanno portato alla proliferazione di decine di piattaforme fasulle che mirano a truffare gli utenti alla ricerca di token e accessi anticipati alla valuta – contenuti falsi, naturalmente, ma pagati molto cari dalle vittime.

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I Gram spopolano, così come le truffe

I Gram non hanno ancora cominciato a circolare pubblicamente, ma spopolano già a tutti i livelli: sia tra l’utenza (com’era prevedibile, viste le immense opportunità che la loro introduzione potrebbe introdurre) ma soprattutto tra gli investitori. Un dettaglio non indifferente, visto che non era scontato che si manifestasse una forma di interessamento anche tra coloro che, inizialmente, ci si aspetta avrebbero fornito i fondi necessari per i primi sviluppi della piattaforma TON.

E così è accaduto, oltrepassando anche le più rosee aspettative: secondo le indiscrezioni, sarebbero stati raggiunti e superati i 500 milioni di dollari di investimenti, nel corso della pre-ICO, immediatamente precedente all’apertura dei finanziamenti da parte di tutta l’utenza – anzi. Pare che infatti Telegram abbia raccolto quasi 800 milioni di dollari in prenotazioni di Gram, affrontando una richiesta tanto grande che avrebbe permesso a Pavel Durov di respingere alcuni affaristi e compagnie di nazionalità russa, che probabilmente avrebbero desiderato barattare i finanziamenti con una forma di controllo – proprio come Anton Rozenberg aveva predetto.

Allo stesso modo, le prime forme di investimento e re-investimento si fanno largo sin già da questi primi momenti: un finanziatore ha riportato che alcuni dei partecipanti alla pre-ICO avrebbero effettuato acquisti di token per procedere poi con la rivendita a prezzo maggiorato del 40%. Proprio per prevenire tali azioni di speculazione, un documento trafugato sul Telegram-Open-Network illustrava le azioni di prevenzione programmate da Telegram tra cui il trattenimento dei token venduti durante la pre-ICO per un periodo compreso tra i quattro ed i dodici mesi.

Ma se i cosiddetti “whales” hanno potuto già soddisfare la propria sete di token tramite investimenti non inferiori ai 20 milioni di dollari, numerosi utenti stanno già cadendo vittime di truffe diffusesi lungo Telegram e non solo. Data infatti l’assenza di comunicati ufficiali o dati reperibili online, numerosi malintenzionati hanno preferito approfittare della sete di Gram per imbastire un commercio di token (falsi, naturalmente). Il fenomeno, non monitorato, ha portato Telegram prima ad invitare a diffidare di qualsiasi comunicato non trasmesso dai canali ufficiali, poi Pavel Durov a menzionare esplicitamente i Gram ed i siti che ne millantano la vendita, ed aprire addirittura un canale di comunicazione ufficiale (@notoscam) per la segnalazione di frodi.

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