Gram e Telegram Open Network: che cos’è, come funziona e cosa sapere sulla criptovaluta di Telegram – GNU

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Che si trattasse di un documento coinvolgente Telegram, lo si poteva intuire solamente da due elementi: il titolo (“Telegram Open Network”), e l’autore (Nikolai Durov, fratello del più famoso Pavel ma comunque co-fondatore dell’app di chat). Per il resto la quantità di riferimenti a Telegram e la sua struttura sono veramente infinitesimali se paragonati alle dimensioni del white paper sul Telegram Open Network ed i Gram, la criptovaluta che Telegram intende lanciare nel corso del 2018 e parte del 2019, leakato proprio ad inizio di quest’anno da parte dei canali russofoni della piattaforma.

Tra rumor, annunci, novità, documenti e tanto altro ancora: siete pronti per scoprire cosa occorre sapere sul Telegram Open Network?

Un po' di storia - Telegram Open Network: cos'è

Nel corso dei giorni scorsi era circolata lungo l’Internet prima una serie di immagini prelevate da un documento, evidentemente più corposo, riguardanti il Telegram Open Network; le acque si erano già agitate quando Anton Rozenberg (chi é?), nei primi giorni del dicembre 2017, aveva pubblicato su Facebook un video d’anteprima che ne illustrava il complesso funzionamento, ma l’annuncio aveva sorpreso (se non proprio spiazzato) tutti gli utenti dell’applicazione. Chi mai avrebbe immaginato che Telegram avrebbe lanciato una propria criptovaluta? E per quale motivo?

In realtà, le connessioni tra Telegram e le criptovalute sono più strette di quanto possiate immaginare: già a novembre avevamo riportato le riflessioni che gli analisti cominciavano a sviluppare sul rapporto tra Telegram, le monete digitali e le relative ICO, o offerte di raccolta pubblica di fondi. Secondo questi esperti, le comunità raccolte dietro ogni criptovaluta (tra supporter, investitori di vario calibro e dimensione e semplici appassionati) si sarebbero progressivamente spostate su Telegram sino ad adottarla come piattaforma di riferimento.

Questi ragionamenti devono avere interessato anche Pavel Durov che già in un’intervista rilasciata a Bloomberg aveva sottolineato di essere sempre stato un supporter delle valute digitali, che d’altronde rientrano nel suo approccio ultralibertario all’economia in termini filosofici. E così, progressivamente, i primi rumor hanno cominciato ad invadere Telegram e la sua comunità a cominciato a scaldarsi, vogliosa di conoscere sempre più dettagli riguardo il Telegram Open Network, i Gram e quanto si nasconde dietro la decisione di realizzare una valuta in un’app di messaggistica.

Gli aspiranti protagonisti di quella che sembra essere la nuova “febbre da criptovaluta”, perlomeno prima che i governi centrali decidano di intervenire per sedare la rivolta e riportare l’ordine nell’economia – sì, anche in quella virtuale – sono comunque più d’uno. Dopo l’esempio negativo di WeChat (la cui decisione di seguire le imposizioni del governo centrale cinese di limitare l’utilizzo di Bictoin e altre criptovalute ha portato i loro supporter appunto su Telegram), l’app Line non sarebbe intenzionata a ripetere lo stesso errore, anzi ipotizzando di lanciare anch’essa una moneta digitale proprietaria.

Ma per lanciare una criptovaluta occorre possedere una struttura tecnica immensa e strutturata: qui entra in gioco il Telegram Open Network.

Una blockchain di blockchain - Telegram Open Network: che cos'è

Nota Bene: questa sezione è frutto degli studi su quello che si presume essere il white paper di spiegazione tecnica della struttura del Telegram Open Network. Essendo un documento di 130 pagine ed oltre, non tutte le informazioni contenute al suo interno sono state ancora raccolte in questo ed altri paragrafi, che verranno aggiornati progressivamente.

Il Telegram Open Network è la blockchain che regolerà la diffusione della criptovaluta di Telegram, i cosiddetti “Gram”, e le transazioni nella piattaforma tra vari attori.

Ma il Telegram Open Network è molto più che una blockchain, o “struttura a blocchi”: come il documento redatto da Nikolai Durov specifica già nelle prime pagine, il TON è una “blockchain di blockchain, l’unica struttura che, grazie alle sue mastodontiche dimensioni, alla sua articolazione orizzontale e verticale assieme e all’implementazione di molte altre tecnologie proprietarie che vi illustreremo più avanti, può permettersi di mantenere la frequenza delle transazioni alla folle cifra di milioni di unità al secondo.

Il TON in particolare identifica tre categorie di collegamenti tra i blocchi che costituiscono l’intera struttura e che vi illustriamo in ordine di gerarchia, dall’elemento più ampio che comprende quelli posti al di sotto:

  • le masterchain, o master blockchainuna TON blockchain contiene esattamente una sola masterchain;
  • le workchain, o working blockchaincompongono nell’insieme le masterchain (sino ad un massimo di 2³² workchain per masterchain) e si occupano della definizione delle regole di funzionamento dei blocchi sottostanti, della loro struttura e delle macchine virtuali a cui fanno riferimento;
  • le shardchain, o shard blockchainformano complessivamente le workchain ma al contrario di queste ultime sono omogenee tra loro, dato che condividono le stesse regole di funzionamento stabilite dalle workchain di cui fanno parte.

La particolare conformazione del Telegram Open Network permette ad ogni singolo blocco che compone una shardchain di essere a sua volta una piccola blockchain, dato che se la struttura verticale della blockchain porta il singolo blocco ad essere la base della piramide, al contempo questa è collegata orizzontalmente ad altre shardchain che vanno a loro volta a formare nuove workchain e così via. È per questo che la TON è definita una blockchain 2D, o a due dimensioni.

Va detto poi che l’elemento più singolare di tutta la struttura sono proprio i corpi intermedi, ossia le workchain, che il documento non identifica come “blockchain vere e proprie” ma come “blockchain virtuali” dato che hanno senso di esistere unicamente quali raggruppamenti di shardchain; le workchain possono essere realizzate virtualmente da “qualunque membro della comunità”, come cita il paragrafo 2.1.7, ma essenzialmente presumiamo che gli interessati non potranno che essere aziende o realtà commerciali. Vengono infatti menzionati “alti costi di transazione della workchain” che si dovranno pagare per portare alla luce una nuova workchain, la cui nuova esistenza viene garantita dal meccanismo dell’Infinite Sharding Paradigm. Quest’ultimo consente la creazione di un nuovo blocco di una shardchain ogni cinque secondi, permettendo l’espansione infinita del TON nell’universo digitale che va ad occupare.

Ogni blocco comunica le informazioni necessarie tramite l’Instant Hypercube Routing al blocco successivo, permettendo una rapidità quasi istantanea delle comunicazioni grazie al meccanismo proprio della tecnologia che consente di aggiungere all’informazione veicolata dal blocco precedente a quello successivo solamente i nuovi dati di cui dispongono, invece che compiere una sovrascrittura di quanto ricevuto.

CONTINUA

Grammi, chili, etti - Gram: che cosa sono

I Gram saranno le monete che gli utenti Telegram potranno scambiarsi. La loro quantità è definita e calcolabile, poiché gli utenti non saranno autorizzati a eseguire il mining della valuta (ossia a sfruttare la potenza del proprio smartphone/PC per risolvere complicati algoritmi matematici al fine di “scavare” nuova quantità di moneta). La quantità di Gram in circolazione sarà stabilità da Telegram, che inizialmente lascerà circolare cinque Gigagram (pari a cinque miliardi di Gram) ma la cui quantità sarà progressivamente aumentata con il passare del tempo, anche se molto lentamente.

Telegram diverrà una banca centrale a tutti gli effetti, con l’istituzione della TON Reserve, controllata dalla TON Foundation; il prezzo iniziale del primo Gram verrà definito a 0,1$, ma è destinato a salire a causa dei rapporti tra domanda/offerta. I Gram verranno indicati con un’emoji specifica: quella del diamante, o ?.

Ma quant’è, esattamente, un Gram? Il documento ci spiega anche questo, dicendoci che esistono numerose quantità in cui un Gram può essere diviso o moltiplicato:

  • un nanogram è la milionesima parte di un Gram, ed è anche l’unità di fondo per definizione della catena di comando;
  • un milligram è la millesima parte di un Gram;
  • un microgram è la centesima parte di un Gram, costituito da un milione di nanogram;
  • un Gram è la base di calcolo della valuta;
  • un kilogram (kGram) è costituito da un insieme di mille Gram;
  • un megagram (MGram) è costituito da un insieme di un milione di Gram;
  • un gigaGram (GGram) è costituito da un insieme di un miliardo di Gram.

I “validators”, ossia coloro che si impegneranno a mantenere in attività la struttura fornendo le giuste componenti hardware per la costruzione di masterchain e shardchain – non necessariamente dei benefattori, ma chiunque si impegni a servirsi della struttura – ed ogni anno si caratterizzi per un comportamento esemplare (per esempio, non avendo mai lasciato cadere offline i propri collegamenti con la struttura online di TON ed essendosi sempre comportato correttamente) otterrà un bonus del 20% offerto da Telegram. Questo bonus causerà un aumento della valuta circolante provocando un’inflazione del 2% annuo che porterà al raddoppiamento della quantità di Gram circolante nell’arco di 35 anni.

Telegram Open Network
Comprerete anche voi una somma di Gram? Fatecelo sapere nei commenti!

Analogamente, un effetto deflazionistico si avrà nel momento in cui un validator sarà sorpreso ad attuare un comportamento scorretto o poco professionale: parte dei profitti verranno sequestrati e la maggior parte di questi “bruciati” (letteralmente), diminuendo l’ammontare complessivo di Gram. Notate che i “delatori” che offriranno prove della colpevolezza saranno ricompensati con una parte dei Gram sequestrati.

Nonostante i complicati calcoli proposti dal documento per il calcolo del prezzo iniziale dei Gram, Tech Crunch stima che il costo iniziale di un Gram equivarrà a 0,97$.

Come sarà distribuita inizialmente la quantità disponibile di Gram? Secondo il documento:

  • un 4% verrà utilizzato come ricompensa per i developer del software open-source di TON, ma verranno distribuiti su una base minima di due anni di impegno e sviluppo;
  • un 10% sarà utilizzato come fondo per incentivare l’espansione della piattaforma TON;
  • un 42% verrà inizialmente trattenuto dalla TON Reserve quale riserva di controllo della distribuzione dei Gram, per evitare che azioni speculative possano minare la stabilità della criptovaluta;
  • un altro 42% sarà poi messo in vendita durante la pre-ICO e l’ICO.

Un mercato comune - Telegram Open Network: prospettive

Dopo aver capito che cosa sono i Gram e che cos’è il Telegram Open Network, giunge quasi naturale domandarsi per quale utilizzo questa criptovaluta verrà introdotta, e quali reali vantaggi i Gram comporteranno per l’utente medio.

A riassumercelo è proprio uno dei due documenti diffusi in anteprima da alcuni insider del progetto, dal quale vengono anche specificati alcuni dati relativi a Telegram e la sua piattaforma che l’applicazione sembra tanto restia dall’annunciare. Le strategie di implementazione sono assolutamente interessanti perchè ci permettono di dare forma ed intravedere quel futuro commerciale che molti, noi per primi, ci eravamo augurati e vediamo quale opportunità di crescita per l’applicazione. In particolare:

  • l’introduzione dei Gram comporterà la nascita di un sistema pubblicitario tra canali Telegram. I proprietari dei canali potranno pagare altri amministratori di canali tramite un versamento in criptovaluta per promuovere i propri contenuti. La specifica menzione di pagamenti sulla base delle interazioni con la pubblicità o il banner pubblicitario – che, lo ricordiamo, servirà unicamente agli amministratori per sponsorizzare i propri canali in altri canali Telegram – ci lascia intuire che verrà creato un centro di visualizzazione delle statistiche dei comportamenti dell’utente (click sui link, sui post, visualizzazioni…) nei confronti dei contenuti pubblicati molto più efficace degli strumenti ad oggi a disposizione. Con oltre 80 milioni di utenti che ogni mese generano 30 miliardi di visualizzazioni in tutti i canali della piattaforma, si tratta di un’ottima notizia per espandere ulteriormente questi numeri;
  • i Gram garantiranno la nascita di un mercato interno a Telegram dove bot, canali e gruppi potranno vendere contenuti esclusivi, abbonamentiverrà introdotta una forma di canali-ad-accesso-limitato?ed altri servizi e beni fisici, grazie al supporto del Telegram Open Network ad ogni valuta e criptovaluta in circolazione;
  • i bot diventeranno fondamentali sia per gli esercizi commerciali – che potranno utilizzare il TON quale nuovo veicolo per incentivare le vendite – sia per i creatori di criptovalute, che potranno aiutare i propri clienti realizzando bot per la conversione di Gram in altre monete digitali, e viceversa.

Ciò va sicuramente a favore degli amministratori di canali e dei creatori di contenuti in generale presenti su Telegram, che saranno incentivati nell’uso dei Gram per convincere gli utenti ad effettuare acquisti, sottoscrizioni o donazioni ed in qualche modo ricavare un sostentamento e finanziamento dalla propria attività. Ma questo vale per tutti gli utenti della piattaforma: oltre alla nascita di un mercato interno, Telegram favorirà anche l’adozione del Telegram Open Network – che, tempo dopo il lancio della struttura, si renderà indipendente dall’app assumendo il nome di The Open Network – presso altre realtà, applicazioni, servizi e anche client di terze parti. Il TON stesso permette la realizzazione di comode interfacce per le transazioni economiche simili a pagine web, dotate di una propria struttura e di un’estensione (ton://) che rende il Telegram Open Network simile a Tor.

Balene e pesci piccoli - Gram: ICO e finanziamenti

Non è ancora chiaro se il Telegram rispetterà la scaletta descritta nel primo documento diffuso alle agenzie di stampa qualche settimana fa, che dichiarava lo sviluppo del TON iniziato già durante il Q2 del 2017, con il lancio dell’ICO durante il 2018 e la pre-ICO nei prossimi mesi. La roadmap vede anche la presentazione di una versione stabile di TON nel Q4 di quest’anno con la contemporanea introduzione del portafogli dell’app, mentre nel Q1 2019 l’economia basata sul TON dovrebbe divenire realtà, seguita dalla messa online dell’intera struttura.

Telegram Open Network
La criptovaluta di Telegram saprà resistere alle fluttuazioni di mercato dei Bitcoin?

A differire con quanto appena riportato è Anton Rozenberg, storico critico di Telegram e l’unica voce disposta a parlare dei meccanismi interni all’applicazione con la stampa. Secondo Rozenberg, lo sviluppo del Telegram Open Network avrebbe preso piede ben dopo il dichiarato Q2 2017 poiché – a meno che qualcuno non avesse voluto tenerlo all’oscuro del progetto appositamente – al momento del suo abbandono di Telegram, nell’aprile di quest’anno, non si era ancora parlato di ICO, criptovalute né altro del genere.

Ad ogni modo, la distribuzione dell’iniziale ammontare di valuta dovrebbe avvenire in due fasi: la pre-ICO, che vedrà protagonisti le cosiddette “whales” – ossia i grandi investitori – succeduta da una ICO, che invece sarà aperta a tutti. Si parla di forti sconti per i grandi finanziatori, sino al 50-70% del prezzo iniziale della valuta e con un investimento non inferiore di 20 milioni di dollari; questi Gram così acquisiti saranno però “bloccati” dal TON Found per un periodo di tempo variabile – si parla dai tre ai diciotto mesi, a seconda dello sconto di cui si è potuto godere, con la possibilità di un parziale rilascio a determinate condizioni – per evitare azioni speculative.

Ma Rozenberg ne ha anche per i grandi investitori: secondo l’ex-dipendente di Telegram, non ne faranno parte i “tradizionali investitori, che pure ci sarebbero – Durov è ancora amico di qualche oligarca russo disposto ad investire sulla piattaforma. Sfortunatamente però questi investitori si aspettano di ricevere in cambio del proprio finanziamento una certa forma di controllo sull’apparato, si aspettano piani di intervento, report mensili, trasparenza, budget – tutti elementi che Telegram non possiede. Per ora sia grandi fondi (che avrebbero scritto a Rozenberg in cerca di informazioni) sia miliardari di ogni angolo del mondo hanno espresso interesse verso l’iniziativa.

La distribuzione di Gram al pubblico degli investitori medio-bassi, invece, sarà inizialmente effettuata su base mensile o settimanale: il documento cita questa prassi per consentire alla “banca centrale” di elaborare la quantità di valuta necessaria per soddisfare la richiesta, mentre con l’acquietarsi delle richieste si procederà con una vendita diretta ed immediata.

Dubbi ed entusiasmi - Telegram Open Network: i commenti della stampa

Nonostante nulla di quanto riportato dal documento non sia ancora stato confermato da alcuna fonte ufficiale, ed anzi lo stesso servizio di informazioni di Telegram si sia affrettato più volte a ricordare che nulla di quanto possa mai essere stato riportato da un sito esterno da quello ufficiale è da considerarsi valido, gli analisti di criptovalute cominciano e continuano a commentare la possibilità di un’ICO.

Ad esprimersi principalmente sono più che altro gli esperti di nazionalità russa: tra gli entusiasti contiamo Josh Olszewich, ricercatore presso Brave New Coin che, intervistato dal sito Ria.ru, ritiene che nel caso in cui il Telegram Open Network venisse realizzato sarebbe “sicuramente un successo. Anche Igor Dogan, analista presso Tokenbox e The Token Fund, si è espresso con ottimismo precisando però che solo la natura open-source del progetto, insieme alle possibilità concesse agli sviluppatori di integrare il servizio nelle proprie applicazioni, permetterà al Telegram Open Network di diffondersi rapidamente.

Anche il fondatore della piattaforma Blockchain.ru, Dmitry Matsuk, ha riconosciuto che Telegram dispone di ogni elemento valido per garantire (o, perlomeno, lasciar presagire) il successo della propria iniziativa: sicurezza, una larga base di utenti, prestazioni ed un forte spirito di innovazione nel team.

Ma c’è anche chi raffredda gli animi in vista di quella che si presume sarà una sfida titanica per l’applicazione: il primo è ancora Anton Rozenberg, che non reputa che il team di Telegram sia grande abbastanza da permettere all’app di gestire in tempi rapidi l’implementazione di un progetto così mastodontico; il direttore del centro universitario “SynergyAndrej Koptelov pensa invece che la diffusione della valuta Gram non andrà oltre la base d’utenza di Telegram, comunque importante. Per Koptelov non è l’open-sourceness, ma la decentralizzazione del controllo della valuta che avvicinerà sviluppatori e contributors all’iniziativa.

Il più pessimista di tutti è però l’accademico Sergei Aleksashenko, ex-membro del board esecutivo della Banca di Russia negli ultimi anni ’90: intervistato da una radio moscovita, il professore ha reputato il progetto di Pavel Durov senza reali prospettive, nonostante stimi le sue qualità di uomo d’affari e confidi nelle sue capacità per riuscire a dare un futuro, e non solo un inizio, al Telegram Open Network.

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Fonte The Next Web Tech Crunch TON Italia
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