Cosa si sa su Gram e il Telegram Open Network (TON), la nuova criptovaluta di Telegram

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Era tutto nato attraverso un video promozionale pubblicato su Facebook da Anton Rozenberg, vecchia conoscenza di AppElmo e soprattutto dei fratelli Durov: in questo breve filmato si mostravano le potenzialità della creazione del Telegram Open Network, o TON, una criptovaluta – che avrebbe poi preso il nome di “Gram” – che avrebbe certamente rivoluzionato l’aspetto di Telegram di fronte alla sua utenza e più in generale alla popolazione mondiale.

Dopo alcune settimane di silenzio, i rumor sono nuovamente ripresi ed esplosi con la pubblicazione, da parte del popolare sito d’informazione tecnologica Tech Crunch, di numerose indiscrezioni in merito al Telegram Open Network: siete pronti per scoprire cosa occorre sapere in merito?

Telegram e le criptovalute, un amore a prima vista

Già negli ultimi tempi del 2017 i segnali di un matrimonio tra la comunità delle criptovalute e Telegram erano nell’aria: allora venne infatti pubblicato un interessante approfondimento sulla piattaforma di blogging Medium che evidenziava il rapporto di preferenza che i creatori di criptovalute avevano sviluppato nei confronti dell’app di chat, arrivando a costruire le proprie comunità di investitori al suo interno al punto da essere possibile osservare la salita o la discesa di prezzo di una moneta digitale in base al numero di utenti presenti nei rispettivi gruppi Telegram.

Tale dato non deve essere sfuggito certamente al fondatore dell’applicazione, Pavel Durov, che già ai tempi della sua fuga dalla Russia aveva provveduto ad accaparrarsi ben 2.000 Bitcoin, quando ancora non si sospettava – ma si sperava – che la criptovaluta avrebbe raggiunto valori superiori ai 15.000 dollari. Ed è proprio per tale motivo che, quando l’ex-CTO di Telegraph  Anton Rozenberg – piattaforma di coordinamento di Telegram situata in Russia ed oggetto di un contenzioso legale con Telegram pochi mesi fa – ha diffuso le prime avvisaglie di quella che sembrava essere la criptovaluta di Telegram, tutti ci hanno subito creduto. Ed a nulla sono valsi gli enigmatici tweet di Durov che invitavano alla calma ed a diffidare da qualsiasi news provenisse da una fonte esterna ai canali ufficiali.

D’altronde, la creazione del Telegram Open Network (TON) rispecchia perfettamente le convinzioni del fondatore dell’applicazione: la creazione di una valuta libera da controlli governativi e capace di fornire ai suoi utenti il sostegno finanziario necessario per proseguire le proprie attività al di fuori della sfera d’influenza dei regimi repressivi – come quello iraniano, russo, cinese – sarebbe stato un vero balsamo anche per la reputazione dell’app, colpita dagli strali di Edward Snowden che, solamente pochi giorni fa, aveva insinuato la connivenza del board di Telegram con le autorità di Teheran.


Che cos’è il Telegram Open Network, come funziona e cosa sono i Gram

La creazione di una criptovaluta all’interno di un’app di chat è una notizia potenzialmente esplosiva, ma a ciò si aggiunge anche la stabilità di una realtà come Telegram che possiede già 180 milioni di utenti e che potrebbe immediatamente imporsi come realtà leader nel settore delle blockchain di terza generazione.

Il Telegram Open Network diventa così la soluzione proposta all’interno di un white paper – di cui il sito Tech Cunch ha potuto esaminarne alcune sezioni – che illustrano il possibile funzionamento di TON e di Gram, il nome assegnato per ora alla valuta. La struttura del Telegram Open Network sarà contemporaneamente centralizzato e decentralizzato, una soluzione ibrida che ben si adatta ai propositi di Telegram che punta ad offrire una criptovaluta flessibile e slegata da meccaniche – e pressioni – nazionali ma che al contempo non rischi di sfuggire al controllo dei suoi stessi creatori e diventi oggetto di speculazioni.

Il sistema di implementazione del TON all’interno della struttura dell’app è ben dimostrato dal white paper di 132 pagine: in esso viene menzionato e spiegato il funzionamento della TON Blockchain, la quale si servirebbe di tecnologie quali l'”Infinite Sharing Paradigm” e l'”Instant Hypercube Routing” per mantenere contemporaneamente prestazioni efficienti al massimo delle possibilità e una scalabilità sempre attuabile, capace di evitare sovraccarichi al sistema. Così facendo la blockchain verrebbe composta da elementi scindibili tra loro, indipendenti ma al contempo connessi – un effetto dell’implementazione anche di una variante proprietaria del protocollo derivato dal “Problema dei Generali Bizantini“.

La blockchain così sarà auto-rigenerante, introdurrà un sistema differente di mining (che comunque non avverrà sulla base dei singoli dispositivi) rispetto a quello adottato ora dai Bitcoin e potrà soprattutto sostenere carichi molto pesanti, nell’ordine del milione di transazioni al secondo.

A ciò poi si aggiungono i TON Services, i TON DNS e i TON Payments, i quali rappresentano rispettivamente i servizi di terze parti, la struttura identificativa e il sistema di pagamenti che andranno a completare la struttura del Telegram Open Network. Gli utenti saranno dotati di un portafogli digitale da utilizzare per scambiarsi la criptovaluta di Telegram e per il pagamento di beni e servizi, senza commissioni di sorta.


La tabella di marcia

Il possibile lancio del Telegram Open Network non sembra così lontano come la parsimonia d’informazioni lascerebbe supporre: secondo le fonti, già a marzo di quest’anno dovrebbe avere luogo la pre-ICO, ossia la raccolta di fondi per il lancio della valuta che coinvolgerà solamente i cosiddetti “whales, ossia i grandi investitori.

La presunta tabella di lancio del Telegram Open Network, o TON

Vista la solidità e la compattezza di Telegram, insieme alla sua diffusione, la pre-ICO di TON dovrebbe portare la piattaforma alla raccolta di almeno 500 milioni di dollari, una cifra che raddoppierebbe l’attuale record, detenuto dalla valuta Filecoin di 257 milioni. L’investimento di base sarà di almeno 20 milioni di dollari, e le cifre in gioco sono alte in ogni analisi: si stima infatti che i Gram potrebbero valutarsi intorno ai 3 e 5 miliardi di dollari in totale, portando Telegram sulla cima del mondo delle criptovalute. Tra gli investitori che avrebbero già dimostrato interesse nei confronti di TON si contano attori istituzionali, dei quali Durov però diffida, e il colosso Mail.ru, il cui proprietario ha acquisito a suo tempo il social network VKontakte quando Durov fu costretto a lasciare la Russia.

Alla pre-ICO dovrebbe poi seguire la ICO, questa volta pubblica e aperta agli investitori medio-piccoli; più in generale, Telegram prevede di aprire al commercio il 52% di tutta la valuta esistente, lasciando in mano all’applicazione sufficiente valuta per mantenerne il controllo ed evitare speculazioni. Un 4% verrà invece distribuito tra i principali collaboratori di Durov.

La carica delle criptovalute su Telegram

Ma il Gram ed il Telegram Open Network non sarà l’unica criptovaluta ad agire su Telegram: a battere sul tempo la stessa app di chat sarà TransCrypt, un servizio che nelle intenzioni del suo CEO aprirà le porte delle monete digitali a tutti gli utenti Telegram grazie alla natura open-source dell’applicazione ed all’alta sicurezza.

TransCrypt permetterebbe lo scambio di criptovalute su Telegram senza il pagamento di commissioni

TransCrypt non creerà una nuova criptovaluta, ma introdurrà un sistema di pagamento tra utenti che si avvalerà sia di valute nazionali che digitali, con costi di transazione nulli; se TransCrypt dovesse avere successo, potrebbe rappresentare un assist insperato a TON, così da abituare gli utenti dell’app di chat all’uso di monete digitali in tempo per il lancio globale, previsto per il 2019, della valuta ufficiale dell’applicazione.

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Fonte La Repubblica Tech Crunch
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