Da oggi nessuno potrà più invitarvi a provare Candy Crush o Farmville su Facebook

La strategia accentratrice di Facebook macina vittime illustri, ma ormai dimenticate

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Facebook taglia i ponti con i siti web, aumentando l’impressione – che, alla prova dei fatti, è ormai una certezza – che l’intera piattaforma desideri accentrare (seguendo un trend sempre più aggressivo) l’esperienza utente all’interno dei propri confini, impedendo a qualunque altra fonte esterna di limitarne l’azione. Ecco dunque che quest’azione di repulisti si traduce nell’eliminazione di una vecchia feature, una volta considerata una forma di tortura non legalmente riconosciuta dalla Corte di Giustizia dell’ONU e che tra 90 giorni sparirà definitivamente con l’aggiornamento dell’SDK di Facebook: gli inviti di Facebook alle applicazioni o App Invites.

Ma anche i commenti su siti web, così come molti pulsanti per le app, saranno completamente rimossi: siete pronti per scoprire cosa riserva Facebook agli utenti ed agli sviluppatori?

L’erésau social c’est moi

Facebook come Re Sole: alla pari di Luigi XIV, il favoloso Re di Francia che seppe legare i dignitari del regno alla propria persona elaborando un complesso sistema di dipendenze ed alleanze forzate, così Facebook accentra la propria struttura non a Versaille, ma nella propria piattaformacaput mundi dell’ecosistema sociale moderno.

Dopo i numerosissimi aggiornamenti all’app ufficiale, alle Pagine, ai Gruppi ed a tutti gli elementi di aggregazione sulla piattaforma che hanno visto un rinnovamento contenutistico insperato – dal sistema di raccolta fondi al portale per la prenotazione di pranzi e spuntini, sino all’app Local – Facebook non poteva certamente lasciare ad app e siti web uno spazio di manovra superiore al consentito. E ci stiamo riferendo naturalmente alla nuova – ma che in realtà è sempre la stessa – strategia del social network di drenare utenza e lettori all’interno delle proprie pagine in un turbinio di porte, scatole cinesi e finestre che conducono tutte alla stessa stanza.

Così come gli Instant Articles hanno il compito di aiutare l’utente a leggere gli articoli che desidera senza uscire dall’applicazione (lo stesso concetto che ha portato all’implementazione delle AMP di Google o della Instant View di Telegram), le nuove modifiche agli strumenti per sviluppatori costringeranno editori e sviluppatori a dirottare il proprio pubblico sul social network. E tutto prende luogo con l’ultimo aggiornamento dell’SDK 4.28, ossia delle risorse per programmatori.

Back to the past!

L’eliminato più celebre della corposa lista sono certamente gli inviti alle applicazioni: incubo e dannazione per tutti gli avventori dei primi anni di Facebook, il loro uso è andato lentamente scemando con l’introduzione di nuovi – e decisamente più apprezzati – sistemi di promozione. Tra 90 giorni, limite massimo imposto da Facebook per l’eliminazione o la sostituzione degli elementi falciati dal novero delle feature, il pericolo che una notifica possa in realtà nascondere un invito a giocare a Farmville, Candy Crush o qualche altro simulatore sarà stato vanificato.

Ma l’elenco è ancora lungo: a pagare le spese sono anche i bottoni per i Mi Piace all’interno delle app, che consentivano di seguire gli aggiornamenti di una pagina senza lasciare l’applicazione; addio anche agli App Links, ossia link personalizzati che consentivano di collegarsi direttamente ad un’app installata dal social network. Oltre poi al tool che permetteva di inviare tramite messaggio privato porzioni di testo di articoli o pagine web, gli utenti non saranno più in grado di servirsi del sistema di commenti di Facebook ospitato su piattaforme esterne.

I siti web che dunque si servivano dei commenti di Facebook al posto di soluzioni proprietarie o di tool come Disqus dovranno prendere provvedimenti: tra novanta giorni non sarà più possibile aumentare l’engadgement dei propri post grazie ai commenti lasciati dagli utenti sotto l’articolo, i quali venivano poi ospitati anche sulla relativa pagina Facebook. Che non è più un mezzo, ma il fine. Giustificato?

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Fonte Facebook Developers
Via Tech Crunch
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