Le 5 domande aperte che poniamo a Pavel Durov, fondatore di Telegram

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Per festeggiare, sebbene con qualche giorno di ritardo, il compleanno di Pavel Durov – il fondatore dell’app di messaggistica Telegram – abbiamo pubblicato una breve lista di cinque fatti e curiosità che lo hanno visto protagonista dai tempi della fondazione dell’applicazione, ed anche prima. Dato che però la redazione di tali aneddoti ci ha portato ad uno studio approfondito del sistema-Telegram, ci sono sorte alcune domande in merito – che non hanno ancora trovato risposta, naturalmente.

Abbiamo pertanto deciso di esprimere tutte le perplessità maturate nel corso degli anni di utilizzo dell’applicazione nella forma di una lista di cinque domande aperte rivolte direttamente a Pavel Durov; riguardano la sostenibilità economica di Telegram, i suoi rapporti con alcuni personaggi piuttosto discutibili, e così via. Data la trasparenza e l’alto livello di professionalità a cui il signor Durov ci ha sempre abituati, siamo certi che non avrà difficoltà a dare risposta – con le sue azioni, o in forma diretta – a queste cinque domande.

Pronti?

1 – Che fine hanno fatto i canali?

Stando alle stime fornite dal blog ufficiale dell’applicazione, nel febbraio 2016 i canali Telegram registravano ogni giorno più di 400 milioni di visualizzazioni – una cifra che supponiamo sia più che raddoppiata a distanza di oltre un anno. Tali dati vennero pubblicati in occasione dell’ultimo aggiornamento specificatamente dedicato ai canali – avvenuto durante il rilascio della versione di Telegram 3.6, chiamato “Channels 2.0“; da allora, escludendo features collegate (come Telesco.pe) Telegram non ha più rilasciato un update specificatamente dedicato ai canali Telegram, al contrario dei gruppi e dei bot. A causa di questo disinteresse da parte del team di sviluppo, i creatori di contenuti – quelli che non hanno deciso di abbandonare il sistema di broadcasting, e le assicuriamo che non sono molti – hanno dovuto affidarsi a bot e soluzioni di terze parti, nè affidabili nè sicure. Queste infatti non solo si presentano come soluzioni professionali quando in realtà non ne possiedono le caratteristiche per essere reputate tali, ma dato che offrono un servizio ormai indispensabile – al contrario dei bot ufficiali di Telegram – vengono necessariamente nominati amministratori dei canali, con tutti i rischi che questa scelta ne consegue. Dato che i canali Telegram rappresentano uno dei servizi più caratteristici ed innovativi offerti dalla piattaforma (teniamo ogni anno un concorso che promuove i migliori canali italiani in circolazione: può scoprirne di più QUI), ci aspetteremmo maggiore attenzione nei loro confronti: può garantirci che in futuro verrà loro concessa?


2 – Telegram evade le tasse?

Siamo infatti giunti a supporre che la particolare posizione di Telegram a livello legale ed amministrativo la ponga al di fuori del sistema fiscale europeo; siamo infatti giunti in possesso di un documento – che non diffonderemo pubblicamente, ma che saremo ben felici di sottoporle in caso di richiesta – nel quale vengono riportate le affermazioni di alcuni suoi ex o attuali collaboratori in merito alla costruzione di un sistema legale chiamato comunemente “Double Irish with a dutch sandwich”. I profitti di Telegram e quanto collegato alla società vengono registrati fiscalmente? E qualora Telegram al momento non fosse tenuta a pagare alcun tipo di tasse, nel caso di una futura introduzione di “funzionalità non essenziali a pagamento” (presentata come soluzione all’interno delle FAQ dell’applicazione nel caso in cui Telegram necessitasse di finanziamenti), come e dove verrebbero fiscalmente regolate?


3 – Che fine ha fatto il Bot Prize?

Nel novembre 2016, quasi un anno fa, Telegram ha premiato una prima tranche di sviluppatori di bot per la piattaforma con una somma totale di 200.000$ attraverso il concorso Bot Prize, promettendo una continuazione del concorso nei mesi successivi che avrebbe visto l’esaurimento del montepremi di un milione di dollari. Dopo però quasi un anno dalla pubblicazione dell’annuncio, non si ha ancora avuta nessuna notizia in merito.


4 – Quali sono i rapporti tra Telegram Messenger e Telegraph Ltd?

Come probabilmente saprà, abbiamo avuto occasione di incontrare nelle scorse settimane Anton Rozenberg, ex-dipendente presso Telegraph Ltd. Non intendiamo porle domande sulla veridicità delle accuse da lui rivolte nei suoi confronti o di confutare quanto da lui affermato (ma se vorrà farlo, saremo ben felici di pubblicare una risposta in merito), quanto piuttosto sulle tempistiche da lei fornite in merito alla stessa Telegraph Ltd e dei rapporti con Telegram Messenger. Nel suo canale Telegram ha infatti affermato che Telegraph Ltd non aveva più rapporti con Telegram Messenger LLP sin da luglio 2017, quando in seguito alle pressioni da parte delle autorità russe avete deciso di rescindere il contratto. Alexander Stepanov, CEO di Telegraph Ltd, ha però motivato la chiusura delle relazioni tra le due società con lo scontro legale in corso tra Telegraph Ltd e Anton Rozenberg. Quali sono dunque effettivamente i rapporti tra Telegraph Ltd e Telegram Messenger LLP?


5 – Perchè Telegram si affida così tanto al suo supporto?

Attualmente è veramente difficile riuscire a contattare i responsabili dell’ufficio stampa di Telegram; l’unico metodo efficace per prendere contatto con un affiliato alla vostra applicazione è il servizio di assistenza, che però è gestito da volontari – il cui livello di affidabilità non è particolarmente alto, ce lo conceda. Non aiuterebbe a rendere l’immagine di Telegram più trasparente e popolare se questa si aprisse al sistema mediatico, magari riformando il sistema di assistenza ed assumendo professionisti – al posto o a fianco dei volontari – che siano in grado di offrire un servizio puntuale e preciso? Essendo il servizio di assistenza l’unica voce pubblica dell’app – dato che contattare Markus Ra sembra essere molto più difficoltoso di quanto lasciato intendere nelle FAQ del sito ufficiale – ci aspetteremmo un grado di professionalità che non sempre dimostra di possedere, allo stato attuale.


Speriamo comprenda che il tono ed il contenuto delle domande è tale perchè ci preoccupiamo del futuro dell’applicazione, anche se probabilmente non esiste persona più interessata di lei all’argomento. Siamo dunque certi che prossimamente o le sue parole o le sue azioni sapranno rispondere alle nostre domande.

Per ogni contatto:

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