Come usare lo smartphone come telecamera di sicurezza – Le piccole guide di AppElmo

Non è il caso di buttare quel vecchio Samsung: tutti gli smartphone meritano una seconda occasione!

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Sarà per via dell’obsolescenza programmata, sarà per il numero sempre crescente di device lanciati sul mercato da case produttrici vecchie e nuove, ma sempre più utenti si trovano a che fare con una quantità altrettanto crescente di vecchi telefoni, inadatti alla vendita ed al contempo in condizioni sufficientemente dignitose da essere inadatti anche per le aree ecologiche. Perchè dunque non usare lo smartphone come telecamera di sicurezza?

L’uso di un device come telecamera di sicurezza – qualora lo smartphone sia dotato di una risoluzione sufficientemente adeguata, chiaramente – può evitare la spesa di apparecchiature dedicate e garantire al contempo un sufficiente livello di sorveglianza alla propria abitazione, proprietà o giardino: siete pronti per scoprire tutto ciò che occorre sapere per usare lo smartphone come telecamera di sicurezza?

Passo 0: Equipaggiamenti richiesti – Come usare lo smartphone come telecamera di sicurezza

Per poter utilizzare uno smartphone come una telecamera che controlli e segnali costantemente i movimenti circostanti occorre predisporre di un equipaggiamento adeguato, in assenza del quale questa Piccola Guida risulta pressochè inutile.

Come usare lo smartphone come telecamera di sicurezza
Qualora voleste tenere sotto controllo il mare

Dato che uno smartphone, specialmente se vecchio o datato, difficilmente sarà dotato di una batteria in grado di durare giorni interi senza ricevere una ricarica, consigliamo vivamente di posizionare il device (inserito su un cavalletto per evitare movimenti inavvertiti – potete trovarne a pochi euro direttamente su Amazon) nelle vicinanze di una presa alla quale collegarlo per un’alimentazione costante, altrimenti potrete optare per una batteria di larga capacità.

Secondariamente, lo smartphone richiederà una connessione ad Internet per trasmettere le immagini riprese al telefono dell’utente e notificarlo in caso di movimenti sospetti: provvedete dunque a collegarlo alla rete WiFi di casa, o ad affiancargli un ripetitore del segnale WiFi (in vendita anche questi su Amazon per poche decine di euro) per estendere la portata della prima rete senza fili accessibile nelle vicinanze. In assenza anche di una rete WiFi, dovrete dotare lo smartphone di una scheda dati del gestore più conveniente sul mercato – assicuratevi che siano inclusi nella promozione un numero sufficiente di GB per permettere allo smartphone un’attività continuata.

Passo 1: Scaricare Alfred – Come usare lo smartphone come telecamera di sicurezza

Alfred su Google Play

Sono presenti su Google Play decine di applicazioni che consentono di sfruttare un vecchio device come telecamera di sicurezza, ma la nostra preferita è sicuramente Alfred: potete scaricarla cliccando QUI per accedere alla relativa scheda Google Play.

Passo 2: Eseguire il login – Come usare lo smartphone come telecamera di sicurezza

Dopo aver scaricato l’applicazione, verrete accolti da una serie di schermate tutoriali volte a spiegare il funzionamento dell’applicazione – e che potete tranquillamente saltare sino a giungere all’ultima immagine.

Da qui infatti dovrete tappare sul pulsante “Inizia!” per avviare la fase di login e settaggio delle impostazioni: innanzitutto dovrete stabilire la destinazione dello smartphone in uso – se “Osservatore”, e dunque lo schermo dal quale visualizzare le registrazioni trasmesse dal device-telecamera, o “Telecamera”, e dunque dispositivo trasmittente.

Dopodichè, procedete con il login con il vostro account Google: questo permetterà ad Alfred di sincronizzare dati e movimenti attraverso gli smartphone (dovrete ripetere l’operazione di autenticazione anche sul secondo device, sul quale ovviamente sarà necessario in primo luogo scaricare Alfred per consentirgli di ricevere/trasmettere i filmati).

Passo 3: Verificare il funzionamento e modificare le Impostazioni – Come usare lo smartphone come telecamera di sicurezza

Dopo aver completato tutti i passaggi necessari, occorrerà verificare il funzionamento dell’intero apparato.

Sullo smartphone-telecamera, il device dovrebbe aprirsi direttamente sulla schermata di visualizzazione delle immagini trasmesse – in sovrappressione compariranno alcune informazioni utili (come il sito web a cui collegarsi in caso di mancato accesso allo smartphone-osservatore) e le impostazioni di base. A tal proposito, vi suggeriamo di tappare sul pulsante del menu a comparsa > “Rilevazione di movimento” e da qui procedere all’attivazione switchando il primo bottone. Potrete decidere di ottenere una notifica ad ogni rilevazione, e personalizzare la sensibilità (suddivisa per “Bassa”, “Media”, “Alta”).

Sullo smartphone-osservatore invece accederete all’interfaccia principale dove, nella posizione più superiore, è presente il collegamento in diretta alla telecamera di sorveglianza di cui avete appena eseguito il set-up, a cui si potrà accedere semplicemente con un tap. Sul fianco destro della stessa finestra è presente poi una piccola icona a forma di calendario: vi condurrà alla schermata di visualizzazione delle brevi clip registrate dall’app in caso di rilevazione di qualsiasi movimento.

Come potete notare, Alfred dispone anche di un menu laterale: oltre a collegarvi alle impostazioni ed al proprio profilo, accedendo alla sezione “100 pose” potrete scoprire tutte le ingegnose invenzioni degli utilizzatori di Alfred per posizionare lo smartphone-telecamera (e trarne spunto per la propria situazione), mentre la prima opzione vi collegherà alla schermata di pagamento della modalità Premium, offerta a 32,99€ per 12 mesi per sbloccare la registrazione in alta definizione, lo zoom e 30 giorni di salvataggio dei filmati registrati, oltre all’eliminazione delle pubblicità (un poco fastidiose).

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