WhatsApp Business: novità, aggiornamenti e i 7 possibili utilizzi commerciali di WhatsApp

WhatsApp Business potrebbe rivelarsi una miniera d'oro per Facebook

WhatsApp Business è realtà, ed è bene che la concorrenza prenda atto del fatto che la più popolare app di chat del mondo è in procinto di diventare, forse, la più grande miniera d’oro mai avuta tra le mani da Mark Zuckerberg. Molto più che Messenger, i cui bot faticano a conquistare il mercato – nonostante siano passati due anni dall’annuncio trionfante del loro primo rilascio – WhatsApp punta a diventare la prima app di collegamento commerciale tra aziende e clienti, in una forma semplice e diretta di comunicazione.

Siete pronti per scoprire come funzionerà WhatsApp Business?

WhatsApp for Small and Medium Business

Il nome completo della nuova app in produzione presso il quartier generale di WhatsApp è WhatsApp for Small and Medium Business, e già da questo indizio possiamo subito individuare la clientela alla quale la società intende rivolgersi.

WhatsApp Business si costituisce come un’app separata e distinta dalla principale app di messaggistica – una scelta già operata da Facebook con l’istituzione di Gestore delle Pagine (l’unica app di un più grande paniere che abbia ricevuto un successo tale da consentirle di rimanere in attività, a differenza di Facebook for Groups, per esempio). I nuovi dettagli che ci giungono da WABeta Info – già in passato protagonista di leak rivelatisi poi veritieri sull’applicazione – ci illustrano nuovi particolari sulle feature di cui verrà dotata l’app e che aprono sempre più all’ipotesi che vede la principale destinazione di WhatsApp Business come canale di comunicazione tra clientela e imprese.

I contatti di ciascuna azienda vengono dotati di un badge “Verified”, una spunta verde che in altre piattaforme e social network indica i profili verificati di star, aziende e personaggi di spicco e su WhatsApp che aiuta ad individuare i profili ufficiali di contatto di una realtà commerciale. Ogni contatto Business possiederà poi una scheda-utente differente da quelle normali, poiché dotate anche di una voce relativa all’email ufficiale, al sito web di riferimento e di un bottone che, se premuto, permette di verificarne le credenziali.

Ogni azienda potrà impostare un orario di attività al di fuori del quale gli utenti verranno accolti da un messaggio informativo, pensato presumibilmente per comunicare i periodi di attività giornalieri; sarà possibile poi impostare messaggi automatici che risponderanno alle domande più frequenti, anche se non è chiaro come saranno implementate (tramite chatbot? Tastiere inline?).

Un contatto business potrebbe però cambiare numero, o dismettere la propria attività: ecco che dunque, attraverso una notifica l’app avviserà l’utente che il profilo verificato non è più legato ad un’attività commerciale, spostando così tutta la cronologia dei messaggi nella chat con il nuovo account – nel caso di un semplice trasferimento di numero – e viceversa. Curiosamente, WABeta Info riporta che attualmente WhatsApp for Small and Medium Business è sviluppato unicamente per Android al momento, e che la versione per iOS potrebbe arrivare solo in futuro.

Sette usi per WhatsApp Business

In base alle informazioni che abbiamo ricevuto in queste settimane, siamo in grado di prefigurare sette differenti utilizzi di WhatsApp Business che non devono essere intesi quali usi esclusivi e vicendevolmente escludenti dell’app, ma tutti possibili ed applicabili contemporaneamente.

  • Contatto diretto (utente-azienda): stando ai rumor ogni azienda sarebbe dotata di un nome visibile all’utente anche se il contatto stesso non è presente nella rubrica dello smartphone. Ciò ci porta a ritenere che WhatsApp potrebbe integrare un elenco di ricerca indicizzato nell’app di tutte le realtà commerciali, ricercabili per nome proprio come avviene su Facebook per profili privati e pagine. Questo dunque non qualificherebbe più il numero di cellulare come esclusivo principio di contatto, aprendo agli username.
  • Contatto diretto (azienda-utente): se dunque gli utenti sono in grado di visualizzare l’identità di una società senza possederne il numero salvato tra i contatti, questa non avrebbe problemi a contattare sua sponte un utente con messaggi pubblicitari e promozionali. Si tratta di una forma di SPAM che difficilmente WhatsApp permetterà, soprattutto visti gli sforzi compiuti per combattere il fenomeno, ma mai dire mai.
  • Promozione pubblicitaria diretta: una volta stabilito un contatto, il profilo aziendale WhatsApp potrebbe fornire una forma di newslettering direttamente nella conversazione, comunicando le ultime offerte e fornendo delucidazioni in caso di dubbi da parte dell’utente su durata, prezzo e variazioni.

 

  • Promozione pubblicitaria indiretta: se un contatto aziendale viene salvato nella rubrica, è probabile che questi sia in grado di pubblicare Stati WhatsApp, ipotesi corroborata dalla possibilità di inserire link e testi all’interno degli Stati in seguito agli ultimi aggiornamenti. Gli Stati potrebbero assumere la forma di pubblicità indiretta, visualizzando offerte e comunicazioni ufficiali in base alle quali gli utenti poi potrebbero contattare il profilo in caso di necessità.
  • Pagamenti diretti: la partnership avviata tra WhatsApp e la National Payments Corporations in India ha portato all’introduzione di uno sperimentale sistema di pagamento circoscritto al territorio indiano grazie al quale gli utenti dell’app sono in grado di eseguire acquisti in libertà. Ecco che dunque la combinazione tra pagamenti diretti, Stati pubblicitari e WhatsApp Business potrebbe portare ad una filiera di vendita che non richiederebbe nemmeno l’uscita dall’applicazione.
Telegram e WhatsApp erano finiti nel mirino dei media per una presunta vulnerabilità del sistema d’accesso, basata sugli SMS facilmente intercettabili
  • Sostituzione degli SMS: così come Telegram ha sostituito gli SMS quale forma di autenticazione per i profili già registrati – al momento del login su un secondo dispositivo, viene inviato un messaggio contenente il codice d’accesso al proprio account – così WhatsApp potrebbe fornire ai profili delle aziende che forniscono un servizio di accesso via SMS una rapida (e sicura) alternativa. Dato che gli SMS sono notoriamente la forma più intercettabile di comunicazione scritta, quale modo migliore di aumentare il livello di protezione offerto servendosi di un sistema di login che invii codici di autenticazione tramite WhatsApp? Senza contare che, in tal modo, gli utenti verrebbero immediatamente a contatto con i profili WhatsApp Business delle relative aziende e società.
  • Chatbot: si tratta dell’ipotesi più fantasiosa e, all’attuale stato delle cose, irrealizzabile. WhatsApp non ha mai avuto simpatie per i bot e, soprattutto, con la loro introduzione si rischierebbe di erodere visibilità a Messenger, la principale piattaforma per chatbot in possesso di Facebook. Tuttavia, l’interfaccia grafica di WhatsApp è troppo spartana rispetto a quella di Messenger, che integra animazioni, card e altri abbellimenti e che dunque si rivela molto più malleabile: qualora si verificasse l’arrivo di bot nell’app di chat, è probabile che sfoggino pulsanti di contatto nello stile dei bottoni inline di Telegram.

Ma forse WhatsApp Business potrebbe aver già perso in partenza: scopri QUI per quale motivo!

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