#Applefun: Perchè non esiste un motore di ricerca Apple?

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Dopo anni di competizione serrata e senza quartiere, parrebbe che Apple e Google abbiano trovato la propria dimensione nel mondo dei sistemi operativi mobili e fissi, suddividendosi un mercato praticamente duopolistico nel mondo degli smartphone e sotterrando le asce di guerra in tutti gli altri settori d’intervento commerciale. Ciononostante, non è fuori luogo domandarsi per quale motivo non esista un motore di ricerca Apple, o quali furono le ragioni che spinsero la società di Cupertino ad evitare di realizzare una soluzione alternativa che potesse finalmente liberare l’azienda dalla dipendenza nei confronti di Google e del suo prodotto primigenio e di punta.

La soluzione, come sempre, è più semplice di quanto potreste immaginare: siete pronti per scoprire perchè non esiste un motore di ricerca Apple?

È SOLO BUSINESS

Dopo un’iniziale amicizia, Apple e Google – svanito il “pericolo Microsoft” dai propri orizzonti – hanno rapidamente raffreddato i propri rapporti, scivolando in una specie di guerra fredda sin dal primo vagito di Android (segno della volontà della società di Mountain View di entrare nel mercato mobile e di concorrere con Apple al dominio dell’emergente settore degli smartphone).

Nel corso della recente storia di Apple e Google, le due aziende si sono reciprocamente sferrate colpi sotto la cintura al fine di togliere fiato all’avversario e guadagnare terreno a suo discapito; alla fine, Android ne è emerso vincente grazie alle proprie componenti open-source, riducendo Windows Phone all’irrilevanza e confinando iOS in un recinto ben protetto ma sempre più ristretto.

Apple e Google non costituiscono l’uno l’immagine riflessa dell’altro: mentre la prima può contare su una storia più che quarantennale di esperienze, fortune e disgrazie nel settore hardware, la seconda ha solo da poco tentato la strada della commercializzazione in proprio di smartphone senza superare percentuali minoritarie della produzione annuale di telefoni cellulari.

Le percentuali di distribuzione dei principali motori di ricerca aggiornate a luglio 2019, su tutte le piattaforme

Ma seppure la maggioranza degli utenti Android tende ad identificare Google con il sistema operativo mobile – da lei sviluppato ma non ideato, va detto – bisogna ricordare che i principali guadagni dell’azienda derivano dall’originale business della società, l’omonimo motore di ricerca. Google detiene infatti il 92,19% di distribuzione nel mercato dei motori di ricerca, con statistiche di crescita positive da anni e quasi inarrestabili; è possibile dire che la casa di Cupertino avrebbe potuto fermare, o quantomeno rallentare l’ascesa di Google lanciando un motore di ricerca Apple?

Certamente.

Sarebbe plausibile ritenere che Apple abbia mai pensato di combattere Google sul piano della ricerca online?

Assolutamente no.

Google venne fondato infatti nel 1998, lo stesso anno in cui Microsoft lanciò MSN Search, la prima bozza di quello che sarebbe poi diventato Bing, il secondo motore di ricerca al mondo per utilizzo con una percentuale di poco inferiore all’8%. Contemporaneamente, Apple stava vivendo uno dei suoi più complicati passaggi sin dalla sua fondazione, impegnata a trovare una soluzione alternativa al fallimento – poi concretizzatasi nel reintegro di Steve Jobs quale leader e guru mediatico.

Senza iPhone, iPod e con un mercato tutto da recuperare, per Jobs la nemesi dell’azienda era e continuava ad essere Microsoft, che aveva cannibalizzato il mercato dei Personal Computer imitando malamente l’UI del sistema Macintosh. Sarà infatti solamente sette anni dopo che, con l’acquisizione di Android, sarebbe stato evidente per tutti che la lista nera di Jobs si sarebbe allargata ad un altro nome – ma in quel momento le preoccupazioni erano rivolte a tutto tranne che alla possibile realizzazione di un motore di ricerca Apple.

Ma se le difficoltà (sia tecniche che commerciali) che comportano la creazione dal nulla di un motore di ricerca Apple hanno scoraggiato in questi anni qualsiasi, seppur timido, tentativo, esiste anche un vantaggio pratico nel mantenimento dell’attuale status quo che spinge Apple a non alterare lo stato delle cose.

motore di ricerca Apple
I bisogni di supremazia di Google si traducono in profitti per Apple

Mentre Google a buon diritto può permettersi di impostare il proprio motore di ricerca come il canale di navigazione principale dell’Internet, nessun contratto impone alla casa di Cupertino di fare altrettanto; per tale motivo, ogni anno Google è costretta a pagare ad Apple un ammontare di denaro sconosciuto, ma sicuramente non inferiore al miliardo di dollari – cifra già circolata a partire dal 2013.

Se dunque fosse confermato che nel 2019 Google ha pagato 12 miliardi di dollari (corrispondenti al 4,5% dei ricavi totali di Apple del 2018, calcolati a 265,6 miliardi di dollari secondo Statista) perchè il proprio motore di ricerca venga mantenuto quale predefinito negli smartphone iOS, possiamo ben capire perchè non esista un motore di ricerca Apple. Nel caso in cui Google decidesse di non pagare, Microsoft sarebbe pronta a prenderne il posto.

NOTA BENE: i dati riferiti al 2017 (3 miliardi di dollari pagati da Google) sono stati aggiornati alle ultime previsioni disponibili per il 2019.

Prova a leggere QUI invece perchè Telegram e WhatsApp usano le emoji di Apple!

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Fonte Android Headlines
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