Le app di trading sono la nuova frontiera delle truffe online

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Le app di trading non sono una possibile fonte di entrate extra, così come vengono spesso sponsorizzate da pubblicità e video promozionali online e su YouTube, ma (quasi) certe truffe digitali: a riportarlo sono i dati di una recente indagine del quotidiano The Indipendent, che ha sottolineato come le applicazioni di trading finanziario ed i portali online collegati siano diventati la nuova frontiera delle truffe nei confronti di anziani, disabili e persone con necessità economiche.

Siete pronti per scoprire tutto ciò che occorre sapere a proposito?

Il trading online e le opzioni binarie

Il mondo del cinema e della letteratura di settore ha sempre più frequentemente ritratto l’ambiente finanziario (e, parallelamente, il mestiere del broker) in termini galvanizzanti e spesso mitici, ma la le notizie di questi giorni hanno subito contribuito a ridimensionare la portata di queste narrazioni.

Stando infatti ad un’indagine condotta dal quotidiano The Indipendent, il trading online sta contribuendo a rovinare la vita di migliaia di persone in tutto il mondo: benchè infatti il reportage si concentri unicamente in aree angolofone quali gli Stati Uniti, la Gran Bretagna ed il Sud Africa, non è sbagliato dedurre che questo tipo di operazioni illegali abbiano luogo anche in Italia.

app di trading truffe
Le app di trading sono le nuove truffe legalizzate?

Il reportage racconta che le vittime sono spesso categorie sensibili o vulnerabili della società, quali anziani e veterani di guerra: gli investitori truffati, venuti a contatto con aziende specializzate nel trading online, raccontano di aver versato migliaia di dollari o sterline nella speranza che le operazioni binarie consigliate dalle società generassero i guadagni tanto attesi e sospirati.

Come spesso accade, non solo non è stato prodotto alcun ricavo, ma gli stessi utenti delle app di trading non sono riusciti ad ottenere indietro il proprio denaro per una serie di ragioni: la principale naturalmente coinvolge le ristrettezze economiche delle vittime – le stesse che le hanno spinte ad affidarsi ad operatori di borsa improvvisati – che non possono permettersi la spesa di un rappresentante legale.

Spesso, l’unica speranza di ottenere nuovamente indietro il denaro risiede nella benevolenza della banca presso il quale è registrato il conto corrente appena depredato, la quale preferirebbe cooperare con i propri clienti congelando ogni movimento (rischiando di essere altrimenti accusata di facilitazione di attività criminali).

Due enti regolatori, la Australian Securities and Investments Commission (ASIC) e la canadese British Columbia Securities Commission hanno avvisato ufficialmente i cittadini di non cedere facilmente alle promesse delle app di trading, citando in particolare l’azienda Binary Uno, ma non solo. La maggior parte di queste piattaforme infatti hanno o avevano sede in Israele, contribuendo a dare vita ad un fenomeno distorto di proporzioni tali da spingere il parlamento israeliano a proporre un disegno di legge che preveda il divieto di lanciare operazioni binarie nel Paese, con penali che prevedono sia il carcere che sanzioni pecuniarie.

Le operazioni binarie sono la chiave delle truffe operate attraverso le app di trading: così come il nome suggerisce, simili operazioni si basano su alti fattori di rischio che conseguentemente possono generare grandi guadagni, ma solamente nel caso in cui l’investimento vada a buon fine. Dato che le operazioni binarie possono avere un risultato o negativo o positivo, molti analisti le hanno ridimensionate dal loro iniziale status di investimenti finanziari, derubricandole alla stessa portata delle scommesse.

Stando all’ASIC, molte delle piattaforme segnalate non erano iscritte ad alcun albo o sottoscrittori di alcun regolamento di settore

Ciò detto, in seguito alle segnalazioni sia dei media online sia di enti come l’ASIC, Google ed Apple hanno provveduto ad analizzare ed espellere le app di trading malevole. Il 63% delle 330 app segnalate promuovevano guadagni irrealizzabili o irrealistici, promettendo di realizzare ricavi del “90% in un’ora”, o altre forme di pubblicità ingannevole.

La strategia utilizzata prevedeva – e continua a farlo – l’uso di forme demo dell’app di trading, funzionali a generare l’illusione nell’utente di avere il pieno controllo dei propri movimenti, spingendolo così al collegamento della propria carta di credito al proprio profilo. La demo inoltre si conclude spesso con la vincita di denaro, confermando l’impressione positiva nelle proprie capacità di broking.

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Fonte The Indipendent The Indipendent
Via 9to5Google
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