WhatsApp tra statistiche, Stati, il futuro nel business e lo scontro (vincente) con Snapchat

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WhatsApp è la più popolare app di messaggistica del mondo. A riferirlo sono i numeri, rilasciati insieme alle ultime statistiche relative alla crescita di Facebook e delle compagnie collegate che Zuckerberg ha diffuso al termine del secondo quadrimestre del 2017. Più di un miliardo di utenti esegue quotidianamente l’accesso all’applicazione, ma non si tratta dell’unica novità che i dati forniti hanno saputo offrirci.

Siete pronti per scoprire tutte le prossime novità di WhatsApp, i suoi segreti per il successo ed il futuro dell’applicazione?

Utenti, accessi, Stati: tutti i numeri di WhatsApp

Con la conclusione in arrivo del Q2 del 2017, Zuckerberg ha ritenuto opportuno diffondere i dati relativi alla crescita delle proprie applicazioni: ha fatto molto parlare lo strabiliante risultato di Facebook (circa due miliardi di utenti, quasi 10 miliardi di ricavi solamente dalle pubblicità visualizzate su smartphone), ma anche il team di sviluppo di WhatsApp ha un miliardo di buone ragioni per ritenere che parte di quegli applausi gli siano riferiti e dovuti.

Certamente, abbiamo spesso puntualizzato che la strategia di aggiornamento di WhatsApp sia lenta, povera di contenuti e di appeal sul piano delle novità, ma a quanto pare all’utenza tutto ciò sembra non interessare. E quando si giunge al momento di trarre le somme e soprattutto di stilare il fatturato, il numero dei profili attivi diventa molto più importante della reputazione, specialmente se non così negativa agli occhi del pubblico (c’è di peggio, chiedete a Uber).

WhatsApp business
Tutti i numeri di WhatsApp

Le statistiche dunque mostrano un presente roseo per WhatsApp ed un futuro maggiormente promettente, se possibile: un miliardo di utenti attivi ogni giorno, numero che sale a 1,3 miliardi se contiamo anche coloro i quali effettuano l’accesso almeno una volta al mese. Con il 76% dei profili registrati che ritornano alla casa madre ogni giorno, e una base d’utenza più che triplicata dal 2014 (anno in cui venne acquisita da Facebook) ad oggi, i 19 miliardi di dollari spesi dall’azienda di Zuckerberg non ci paiono più una cifra tanto spropositata.

Scendendo nel dettaglio poi le quote non calano ma, anzi, lievitano raggiungendo risultati che la concorrenza può solo immaginare: 55 miliardi di messaggi scambiati ogni giorno (che equivalgono a 40 milioni di messaggi al minuto, o 650mila messaggi al secondo), a cui si aggiungono i file multimediali (1 miliardo di video e 5,5 miliardi di foto scambiate quotidianamente).

Gli Stati di WhatsApp vs Snapchat Stories

Nonostante l’antipatia suscitata ad alcuni, gli Stati di WhatsApp hanno raggiunto il proprio obbiettivo: soppiantare Snapchat ed assorbirne quella larga fetta d’utenza ignorata per anni dall’azienda di Venice.

In soli sei mesi, ossia dalla data del loro lancio ad oggi, gli Stati di WhatsApp sono utilizzati ogni giorno da 250 milioni di utenti, il doppio rispetto a quanto registrato tre mesi fa. Il successo di questo nuovo-vecchio clone delle Snapchat Stories rivela quanto la strategia elaborata da Zuckerberg sin dal primo contatto tra Instagram e Snapchat, proseguita in un’attività di copycatting che ha costretto la stessa Snapchat a correre ai ripari, fosse vincente, anche se moralmente molto discutibile.

Il nuovo Stato di WhatsApp ha raggiunto 250 milioni di utilizzatori, quasi 100 milioni in più del totale degli utenti attivi su Snapchat

Anche se WhatsApp dunque non ha fatto molto di più che trasferire una feature già presente in qualsiasi altra app del gruppo Facebook all’interno della propria architettura, qualche responsabilità va attribuita anche a Snapchat. La scarsa dedizione allo sviluppo e miglioramento della propria app per Android – criticata per le basse prestazioni in termini di consumo energetico e stabilità, specialmente in seguito alle discutibili affermazioni del CEO in materia – ha richiesto un prezzo pagato in termini di crescita, ma non solo.

Altre uscite di Spiegel sull’India (un mercato “troppo povero” per valere qualcosa per cui operare) e la corsa ad un’IPO che ha portato forse più danni che benefici hanno segnato gli ultimi sei mesi di storia di Snapchat. L’app resiste in Europa e in Nord America, continua ad essere preferita rispetto alla concorrenza – dato riscontrabile in molte realtà popolate da utenze storiche, presenti sulla piattaforma da molto tempo – ma brucia miliardi e vede i propri numeri salire troppo lentamente.

Se confrontiamo infatti i 160 milioni di utenti attivi ogni giorno su Snapchat con i 250 milioni di profili che quotidianamente si servono del WhatsApp Status, le conclusioni che possono essere evinte sono fin troppo prevedibili.

WhatsApp for Business

L’ultimo capitolo è dedicato a WhatsApp e la sua espansione nel settore business, l’unico percorribile dopo l’abolizione del dazio annuale e la possibilità di condividere metadati.

Le rivelazioni degli ultimi giorni confermano quanto già sentito in forma di rumor nei mesi scorsi: WhatsApp sarebbe in procinto di rilasciare un’app secondaria, chiamata “Small and Medium Business” – nome che probabilmente verrà modificato prima della release – la cui installazione sarà richiesta solo alle aziende che decidano di usufruire dei servizi a pagamento.

WhatsApp Business

Tali servizi si riassumono in un canale di comunicazione diretto tra consumatore e produttore: che sia un’agenzia di viaggi pronta ad avvertire degli ultimi sconti o una società di trasporto pubblico che avvisa degli ultimi scioperi, WhatsApp è pronta a soddisfare ogni richiesta.

Gli utenti potranno però decidere o meno di visualizzare tali contenuti, ottenendo piena libertà in materia. In cambio, le aziende disporranno di statistiche, metriche e altri tool d’analisi per studiare il grado d’interazione con i propri messaggi e strutturare così la strategia d’approccio. Va infatti specificato che, pur rimanendo all’interno della cornice delle normali chat di WhatsApp, questi “Contatti verificati” disporranno degli “Structured messages, ossia messaggi speciali traducibili automaticamente in una varietà di lingue e accompagnabili da immagini, video, link e persino “azioni, anche se non è ancora chiaro a cosa si riferisca questo termine.

Insieme ai profili delle aziende arriverà poi un contatto ufficiale di WhatsApp che, similmente a quanto accade già oggi su Telegram, si preoccuperà di inviare annunci e report ufficiali della piattaforma (e difatti il canal- il profilo prenderà il nome di “Public Service Announcement”). Che questa strategia possa funzionare, è tutto da dimostrare.

Mentre Snapchat affonda, i suoi Hot Dog diventano la star dell’Internet! E noi ti spieghiamo come e perché.

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Fonte Tech Crunch MobileWord
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