Telegram 4.2 riporta la Bio e le foto a scomparsa (e no, i server di Telegram non si spostano in Iran)

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Con l’approssimarsi della fine di luglio, anche l’aggiornamento di Telegram sarebbe dovuto apparire da un momento all’altro su Google Play: ed ecco che, con Telegram 4.2, l’applicazione introduce diverse funzionalità inedite oltre ad una già apparsa diversi mesi fa, poi successivamente ritirata – nel momento in cui si scoprì come attivarla senza il consenso del team di sviluppo – ed ora nuovamente in pista.

Tra Bio, foto e video a tempo e novità sui server di Telegram, siete pronti per scoprire tutte le novità dell’aggiornamento di Telegram 4.2?

Telegram diventa Snapchat con Telegram 4.2

La possibilità di inviare contenuti affiancati da un countdown non è certamente una novità, né su Telegram né nel mondo dei social network: già Snapchat aveva costruito la propria fortuna e fama proprio con le foto ed i video disponibili unicamente per un limitato periodo di tempo, e Telegram aveva poi saputo distinguersi dalla concorrenza attraverso le chat segrete.

Ma Telegram 4.2 va oltre, uscendo dal vecchio recinto e regalando a tutti gli utenti la possibilità di inviare fotografie e videoa tempo”: la funzionalità precedentemente esclusiva delle chat segrete permetterà di impostare un timer (da 1 a 60 secondi, presente nella forma di un’icona di orologio nella schermata di invio) che, una volta scaduto, causerà la sparizione del file multimediale dalla schermata di chat. Fortunatamente, il countodwn della “foto segreta” viene iniziato dal momento in cui il destinatario vi clicca sopra – e per questo motivo la feature è disponibile solo nelle chat private, non su gruppi e/o canali.

E, sempre rimanendo in tema di elementi multimediali, va notato che anche l’editor fotografico è stato ammodernato, introducendo nuovi strumenti per la personalizzazione delle immagini: all’interno della stessa schermata, basterà tappare sui pulsanti relativi per modificare il livello di esposizione, di contrasto, il colore delle ombre, delle luci e molto altro ancora.

Passando poi dalla customizzazione alla velocità di download, ma sempre rimanendo in tema di fotografie e video, grazie all’introduzione di nuove CDN i canali più grandi – i soli che possiedano più di 100.000 utenti, numeri possibili solamente in luoghi quali Iran e Medio Oriente in generale, ossia dove Telegram è molto più radicato che altrove (e a tal proposito vi suggeriamo di mantenere a mente questa nozione in vista dei contenuti presenti a fine dell’articolo). In questo modo, tali canali potranno godere di una velocità di invio di gran lunga superiore rispetto alla media.

Ma la vera novità l’abbiamo mantenuta per ultima: la Bio. Con Telegram 4.2 tutti gli utenti potranno affiancare al proprio profilo una breve presentazione di sé stessi che non superi però i 70 caratteri totali. Si tratta di un’implementazione di portata superiore di quanto si potrebbe immaginare: con l’introduzione dei bot per i pagamenti con Telegram 4.0, si presume che servizi e negozi decidano di lanciare profili di contatto per aiutare i propri clienti con le fasi di acquisto, di selezione o per la risoluzione di problemi, e la Bio sarà funzionale all’individuazione dei profili ufficiali. Questo, naturalmente, se Telegram disponesse di un servizio di marketing all’altezza.

Inoltre, è stata aumentata la dimensione dello spazio relativo alla selezione degli stickers.

Telegram e la disinformazione

Telegram sposta i propri server in Iran? Sì, no, forse: le notizie, come sempre confuse e poco chiare quando ci si riferisce ad avvenimenti in corso nella mezzaluna mesopotamica, assumono contorni più evidenti grazie al resoconto inviato da Durov nel suo canale personale.

La differenza tra “server” e CDN è chiara agli esperti del settore, molto meno a qualunque altro lettore, utente e giornalista, con l’unica eccezione che mentre i primi due si limitano ad informarsi sulle ultime notizie riguardanti Telegram, il terzo personaggio è incaricato della loro diffusione. Ed è proprio contro questa categoria professionale che Durov si è scagliato, accusandoli di incompetenza nel riportare la notizia del lancio di nuove CDN in Iran e nel resto del Medio Oriente.

Mentre infatti i server di Telegram, contenenti le informazioni sensibili degli utenti, sono al sicuro in Europa dove le leggi in materia di privacy sono tra le migliori nel mondo, in teocrazie autocratiche come appunto la Persia Durov non accetterebbe di ospitare altro se non appunto CDN, ossia nodi che consentono di redirigere con maggiore velocità e sicurezza le comunicazioni degli utenti. Naturalmente, stati autoritari potrebbero tentare di filtrare tali flussi di dati con firewall di vario tipo, così come succede in Cina, ma siamo certi che in tal caso Telegram non ci penserebbe due volte nel segnalarlo alla sua popolazione, considerando poi la vitale importanza della propria base d’utenza araba.

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Fonte Telegram Blog
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