#Applefun: Perchè Telegram, Signal e WhatsApp (no, non più) usano le emoji di Apple?

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Abbiamo già parlato in passato di emoji, Android ed Apple: nonostante questa rubrica abbia mancato di un solo giorno il World Emoji Day, non ci è sfuggito un dettaglio che in molti avranno notato solamente per pura casualità, e sul quale non si saranno annoiati a riflettervi sopra. Sia WhatsApp che Telegram, così come Slack e Signal, utilizzano l’emoji pack di Apple sia su iOS che su Android. Perchè?

La risposta, come spesso accade su Android, è da cercare nella frammentaria distribuzione delle versioni del sistema operativo: siete pronti per scoprire come e perchè Android ha perso la battaglia delle emoji contro Apple?

AGGIORNAMENTO: Da ottobre 2017 WhatsApp ha modificato il set di emoji di riferimento, che è passato da quello di Apple a quello di Facebook – che ha sostituito anche le emoji su Messenger.

Chi ha ucciso le blob emoji di Google?

WhatsApp, Telegram, Slack, Signal: più di un miliardo di utenti totali si affida ad un unico set di emoji, quello proprietario di Apple. Abbiamo già parlato in un’altra puntata di #Applefun delle conseguenze che comportano l’affidamento, da parte delle suddette app di chat, ad un emoji pack inficiato dalle volubili visioni politiche della società di Cupertino; dopo dunque aver spiegato i sintomi della malattia, ne andiamo ad investigare le cause.

La differenza tra iOS ed Android in termini di emoji supportate

E la ricerca si conclude dopo pochi minuti direttamente sul blog ufficiale di Emojipedia, la piattaforma di riferimento per la catalogazione delle emoji utilizzate in tutto il mondo. Osservando con attenzione le dimensioni dell’elenco dei produttori che dispongono di un proprio set di emoji, ci si può domandare come sia possibile che, a fronte di un mercato mobile dominato da due soli sistemi operativi, così tante aziende si prendano il disturbo di disegnare, implementare e realizzare i proprio set personalizzati piuttosto che affidarsi all’emoji pack messo a disposizione di Google.

La risposta fornita da Jeremy Burge, autore del post e Editor in Chief presso Emojipedia, prende in causa lo stato di frammentazione di Android che, a differenza di iOS, rappresenta da sempre il più cronico dei mali del sistema operativo. Nonostante le statistiche ufficiali segnalino una discesa continua delle versioni antecedenti ad Android Marshmallow, non è una novità che i produttori di smartphone abbandonino al proprio destino, e senza troppe preoccupazioni, i device già in circolazione da qualche tempo (ed i rispettivi proprietari) dopo solamente i primi aggiornamenti, e a volte senza nemmeno raggiungere i due anni di supporto che invece Google garantisce a tutti gli utenti Nexus e Pixel Phone.

La volubilità delle aziende, che ha nel tempo portato gli analisti del settore a sviluppare tabelle comparative sulla velocità di aggiornamento – che lasciano il tempo che trovano, non comporta dunque solamente una più alta esposizione a virus e malware e un ritardo nella consegna delle nuove versioni di Android ma anche un progressivo abbandono delle emoji di Google, a favore di custom set o di pack prelevati da altre aziende, come nel caso di Telegram e WhatsApp.

Ogni anno infatti l’Unicode Consortium, il consorzio preposto alla regolazione delle emoji, provvede a rilasciare aggiornamenti che ampliano il catalogo di emoticon globalmente disponibili. Data l’ampia frammentazione di Android non è dunque difficile capire che, per evitare problemi di compatibilità tra set di emoji nuovi e vecchi, le app di chat (e persino produttori come Samsung e HTC, che paradossalmente sono essi stessi la causa della frammentazione del SO) abbiano preferito affidarsi a set di emoji esterni, proprio perchè vengono visualizzati completamente, dall’ultima alla prima emoticon, indipendentemente dalla versione di Android installata dallo smartphone in uso.

L’evoluzione delle emoji di Google

E questo conflitto ha già prodotto la sua vittima: le blob emoji, ossia le caratteristiche e distintive emoji di Google che, con Android O, saranno sostituite da nuove emoji, molto più standard e simili alle proprie controparti Apple. Con buona pace di quanti preferivano l’originalità al conformismo.

Scopri QUI la nostra guida completa sulle emoji, con tanto di storia e curiosità!

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