Facebook può (e vuole) spiare la cronologia di navigazione anche dopo il logout dal social network

Non è reato d'intercettazione il fatto che Facebook possa seguire la cronologia degli utenti anche al di fuori della piattaforma

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Facebook può e vuole accedere ai dati degli utenti anche quando questi non sono autenticati al social network: a riportarlo è un giudice californiano che, in risposta ad un’azione legale intrapresa contro il gigante di Menlo Park, ha confermato quanto contenuto nelle motivazioni dell’accusa, dando però torto proprio a quest’ultima.

Siete pronti per scoprire come e perchè Facebook può accedere alla vostra cronologia anche quando non siete più autenticati nel social network?

Il Grande Facebrother

Facebook è in grado di accedere alla cronologia degli utenti anche quando questi si sono disconnessi dal social network, e non vi risultano più autenticati: questo è il contenuto di una sentenza emessa dal giudice californiano Jose Davila, il quale ha respinto un caso intentato appunto contro Facebook per violazione della privacy ed intercettazione della cronologia di navigazione.

Il funzionamento del servizio, secondo Davila, risulta legittimo in quanto i querelanti possiedono già numerosi strumenti per porre fine al tracciamento, da tool esterni (come quello messo a punto dalla Digital Advertising Alliance) sino ad opzioni contenute all’interno della stessa piattaforma accusata, anche se forse un po’ troppo nascoste.

Facebook infatti provvede a tracciare la cronologia web di ogni account iscritto al social network servendosi dei pulsanti di condivisione presenti nei siti e nelle pagine web visitate; essendo il più popolare servizio di interazione sociale, ogni sito web integra al proprio interno almeno un bottone o icona che consenta di mettere “Mi Piace”, e dunque di condividere un contenuto ospitato al suo interno direttamente sulla propria bacheca. Non è necessario che però l’utente esegua materialmente l’opzione di condivisione, ma semplicemente che sia prevista dalla struttura del sito web.

Grazie a questi servizi, i cookies di Facebook persistono nel mantenimento della “scia lasciata dall’account anche in seguito al logout dal sito principale. Paradossalmente, questa funzionalità venne sviluppata con intenti di protezione della sicurezza dell’account – impedendo così ad altri utenti di accedervi senza permesso, perlomeno stando alle parole dell’ingegnere Gregg Stefancik in risposta allo sviluppatore australiano Nik Cubrilovic, che per primo si rese conto del tracciamento in atto.

The fact that a user’s web browser automatically sends the same information to both parties does not establish that one party intercepted the user’s communication with the other.

Jose Davila

Con la scoperta, nel 2014, del valore commerciale che tali informazioni potevano avere, Facebook cominciò a servirsi della cronologia degli utenti per fornire pubblicità più mirate: i querelanti del social network hanno però fallito nel dimostrare che tale opzione danneggi la privacy o si costituisca come “intercettazionedei dati personali dell’utente o che persino abbia causato loro danni morali o materiali. Tuttavia, Davila suggerisce che una nuova causa per violazione del contratto d’uso della piattaforma sarebbe ancora intentabile.

Naturalmente si tratta di un’opzione disattivabile direttamente dalle Impostazioni del social network, anche se non è facile scoprire in quale modo: vi sarà fortunatamente sufficiente accedere a QUESTO indirizzo e impostare su “No” le voci “Mostra le inserzioni basate sugli interessi online” e “Vedi le inserzioni in base alle mie preferenze relative alle inserzioni di Facebook su app e siti Web fuori dalle aziende di Facebook”.

L’invadenza di Facebook ti preoccupa? Scopri QUI tutte le impostazioni da settare per proteggere la privacy!

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Fonte The Guardian
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