In Germania la libertà di espressione e crittografia è in pericolo, Instagram copia e chiude (no, non Snapchat) e altre 35 notizie e video della settimana

In Germania non amano particolarmente la privacy, mentre Snapchat la mette in difficoltà (involontariamente?)

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La Germania potrebbe essere il nuovo punto di partenza di una legislazione decisamente restrittiva in materia di sicurezza online? Se prima gli analisti avevano indicato l’Inghilterra come focolare di una nuova, vasta serie di provvedimenti contro la libertà di privacy e di espressione, ora la Germania – nella persona del ministro della giustizia del governo tedesco, Heiko Maas – promuove disegni di legge capaci di minare i più fondamentali diritti in materia di crittografia, comunicazioni, libertà di espressione.

Ma non solo: la Snap Map, le ultime novità di Vodafone e WhatsApp, le analisi sul mobile gaming. Android è questo e molto altro: ogni giorno, nel nostro canale Telegram, riportiamo i principali fatti della giornata, ma sappiamo che non tutti gli utenti Android dispongono di un profilo Telegram o intendono crearne uno.

Per tale motivo ogni domenica la nostra Rassegna Stampa raccoglie tutti gli avvenimenti raccontati e ne aggiunge di nuovi o tralasciati: siete pronti per scoprirli tutti?

Approfondimenti

In Germania la libertà di espressione è in pericolo?

A mettere in dubbio la costituzionalità del nuovo disegno di legge promosso dal ministro della giustizia Heiko Maas sono in molti. Dagli attivisti per i diritti umani passando per avvocati, esperti costituzionalisti e le società direttamente interessate come Facebook e Twitter, tutti rigettano l’opportunità di introdurre una simile legislazione nel campo degli hate speech.

Ma parre che la proposta di Maas abbia più di un supporter nel Bundestag, il parlamento tedesco: non limitato alla propria maggioranza cristiano-democratica, anche i socialisti sarebbero disposti ad inasprire le pene per le compagnie di comunicazioni che non agiscano contro la diffusione di messaggi inneggianti all’odio, alla violenza o ad altri comportamenti o contenuti “chiaramente illegali“.

The point of the proposed legislation is that statements that violate the law must be deleted, […]. These are not examples of freedom of speech. They’re attacks on freedom of speech. The worst danger to freedom of speech is a situation where threats go unpunished.

Heiko Maas, su Deutsche Welle

Per alcuni, si tratta di un provvedimento non necessario: la Germania possiede già le leggi più dure in materia nell’intero continente europeo e le pene previste dal pacchetto chiamato “Social Network Enforcement Law” potrebbero avere conseguenze imprevedibili in tema di libertà di espressione. Le società tecnologiche che non si impegnino a rimuovere entro 24 ore (con un’eventuale delazione sino ad una settimana per i post più controversi) gli elementi contrassegnati come “hate speech” o secondo le categorie sopra descritte, potrebbero infatti dover pagare una multa del costo massimo di 50 milioni di euro.

Maas non ha mai certamente nascosto la propria antipatia per Facebook ed i social network in generale: da tempo vorrebbe che l’azienda venisse riconosciuta come “società di media, così da poter essere ritenuta responsabile di quanto pubblicato dai propri utenti; il supporto ricevuto dal pacchetto di leggi coinvolge anche le ultime statistiche UE che accusano Twitter di aver rimosso solamente l’1% dei contenuti segnalati, mentre Facebook si ferma al 39%.

Così facendo, rispondono però i critici, si rischia di porre nelle mani di un’azienda privata un potere non dovuto e necessario: non solo perchè il disegno di legge non specifica chiaramente quali contenuti siano da ritenersi “illegali, ma anche perchè porrebbe Facebook nell’urgenza di valutare la legalità di un post in sole 24 ore, derogandogli praticamente un compito spettante all’autorità giudiziaria. La stessa società ha esposto praticamente le stesse motivazioni in una lettera di protesta.

Ma Maas è deciso a proseguire: secondo il ministro, “l’unico pericolo per la libertà d’espressione avviene quando i pericoli non vengono puniti”, compresi i post anti-immigrati apparsi nel social network in seguito allo scandalo di Colonia del 2015. Secondo molti, però, si tratta solamente di propaganda in vista delle elezioni di settembre.

Potete leggere di più a proposito:


In Germania la crittografia è in pericolo?

E sempre dalla Germania giunge la notizia che una nuova legge, votata al primo turno ed ora in attesa di sorpassare anche le successive due tornate prima dell’applicazione finale sul territorio nazionale, che potrebbe mettere in pericolo la privacy delle app di chat.

La legislazione attuale tedesca prevede infatti l’intercettazione di SMS e telefonate in caso di indagine su un sospettato di crimini di varia natura, ma qualora dovesse essere approvato il nuovo disegno di legge allora il governo tedesco potrebbe essere autorizzato ad introdurremalware di stato” negli smartphone dei sospettati, così come eseguire ricerche da remoto o richiedere la consegna dell’intera memoria interna.

germania privacy
La privacy delle comunicazioni in Germania è in pericolo?

Il range della legge è molto vasto: dagli smartphone ai PC, dai video alle chat private, i nuovi trojan dovrebbero essere in grado di intercettare ed inviare ai server della polizia i messaggi inviati tramite app come Telegram e WhatsApp prima che questi vengano crittografati dai rispettivi servizi di chat. Stando al quotidiano tedesco Der Spiegel la legge potrebbe essere applicata in caso di indagini su sospettati di evasione fiscale, scommesse clandestine, traffico di droga e presumibilmente terrorismo.

Tutto ciò mentre il Parlamento Europeo propone una modifica all’Articolo 7 della Carta dei Diritti Fondamentali perchè venga inserita anche la menzione alle backdoor nelle app crittografate, rendendole di fatto illegali poiché contrarie al rispetto della privacy del cittadino.

Potete leggere di più a proposito:


Snapchat e la mappa del malandrino

Snapchat ha recentemente acquisito la startup francese Zenly (specializzata in geolocalizzazione) per 200 milioni di dollari: una decisione che ha solamente preceduto di qualche giorno l’introduzione della Snap Map, una feature che consente di registrare la propria posizione all’interno di una mappa interattiva.

La novità di questa funzionalità è data dalla possibilità di visualizzare gli spostamenti dei propri amici, che vengono mostrati nell’itinerario in forma di avatar: ad ogni nuova posizione corrisponde un nuovo clip, ma ciò che gli utenti non sanno è della possibile minaccia alla privacy che la geolocalizzazione mette in atto.

Snap Map privacy
Le Impostazioni della Snap Map da tenere a mente

A meno di non selezionare la voce “Only Me (Ghost Mode)”, ogni qualvolta che lo Snapchatter apra l’applicazione – pur non condividendo alcun contenuto – provvederà ad aggiornare la propria posizione anche nella Snap Map, dando modo a tutti i contatti di seguirne gli spostamenti.

Contattata, Snapchat ha affermato che non rimuoverà la funzionalità, ma ha fornito maggiori dettagli in merito: la posizione viene sì aggiornata ad ogni apertura dell’app, ma questa viene cancellata automaticamente qualora l’utente non acceda più a Snapchat per oltre 8 ore consecutive, e non verrà più aggiunta a meno di un nuovo e volontario utilizzo della Snap Map. Gli utenti non saranno in grado di visualizzare la locazione precisa dopo un certo periodo di tempo, ma saranno comunque autorizzati a notare quando la posizione sia stata aggiornata l’ultima volta – ossia l’ultimo momento in cui è stato eseguito l’accesso all’app.

Potete leggere di più a proposito:

News, rumor e pettegolezzi

Italia ed Europa

  • Presto arriverà in Italia il primo datacenter di Dropbox: posizionato a Milano, vedrà la luce nel Q4 2017 e permetterà gli utenti italiani a godere di una velocità di download e upload decisamente superiore. Si tratta di una scelta quasi obbligata: decidendo di costruire nuovi datacenter per l’Europa (arriveranno anche a Parigi e Madrid nei prossimi mesi) Dropbox viene incontro alla propria utenza, composta per il 75% da utenti extra-USA, e contiene i costi – mossa imprescindibile in vista di una possibile IPO. (Fonte)

Android

  • In arrivo ben 56 nuove emoji: l’Unicode Consortium, l’autorità preposta al rilascio di nuove emoji, ha selezionato tutte le nuove immagini che verranno aggiunte all’aggiornamento Unicode 10.0. Tra le 56 emoji (183, se contiamo tutte le variazioni etniche) troviamo ben 14 personaggi di fantasia (maghi, stregoni, fate…), facce arrabbiate o dotate di monocolo, la raffigurazione di una donna in allattamento e persino il simbolo dei Bitcoin. (Fonte)
  • Hiroshi Lockheimer continua a prendere in giro i suoi seguaci, e tutti gli appassionati di Android: nel suo profilo Twitter lancia un sondaggio citando, tra le varie opzioni, “Orangina”: il nome appartiene ad una bibita gassata francese al gusto d’arancia, commercializzata anche sotto il marchio “Orelia”. Naturalmente, la connessione con Android O ed il suo possibile nome è stato immediato. (Fonte)
  • La società di ricerca Flurry ha diffuso alcune rilevazioni riguardo il mondo del gaming mobile: a quanto pare, in tre anni sono variati notevolmente i gusti degli utenti con i giochi arcade, casual e rompicapo in forte calo (solamente nel 2014 occupavano il 55% di tutte le sessioni di gioco) e con un aumento dei download per quanto riguarda i titoli dedicati allo sport (6%), alle corse automobilistiche (26%) e dei giochi da tavolo (29%). Negli USA poi, dove si concentrano principalmente i giocatori mobili, ogni sessione per cittadino dura circa 33 minuti al giorno: parrebbe esserci una correlazione tra dimensioni dello schermo e la durata media di ogni partita, con i possessori di tablet (623 secondi) che doppiano gli utenti dotati di smartphone di medie dimensioni (383 secondi). (Fonte)
  • Chi non muore poi, si rivede: l’app companion dei Google Glasses, My Glass, ha ricevuto il suo primo aggiornamento dal 2014. Privo di particolari novità, ha tuttavia sorpreso molti proprio per via dello stato di abbandono in cui versa ormai il progetto dei Google Glasses. Che sia in arrivo un ritorno in grande stile? (Fonte)

Applicazioni

  • Il nuovo Humble Mobile Bundle fa strage di roguelike! Grazie alla nuova promozione del mese, ogni utente che spenda almeno un dollaro potrà aggiudicarsi almeno 3 ottimi giochi di ruolo per Android, che variano – a seconda delle dimensioni della donazione – da Desktop Dungeons a Heroes of Loot 2. (Fonte)
  • Cattive notizie per Uber: l’azienda Waymo, di proprietà di Google ed in lotta legale per il furto di 14.000 documenti sensibili da parte dell’ex-dipendente Anthony Levandowsky, ha accusato l’azienda di essere stata consapevole del reato compiuto dall’ex-CEO di Otto, azienda poi acquistata da Uber stessa. Per l’accusa, che si avvale delle confessioni di Levandowsky, sia il dimissionario CEO Kalanick sia altri top manager avrebbero volutamente acquistato la startup Otto per assorbire le tecnologie rubate da Waymo. (Fonte)
  • Spotify lancia le canzoni sponsorizzate: questi brani compariranno all’interno delle playlist degli utenti non abbonati – e dunque proprietari di account gratuiti – e saranno selezionati sulla base dei gusti dimostrati nella selezione delle canzoni. Quest’operazione si posiziona all’interno di un disegno più grande per spingere Spotify ad una capitalizzazione estrema in vista di un’IPO, ossia di una quotazione in borsa. (Fonte)
  • Pokémon GO rivoluziona il proprio gameplay: l’azienda ha deciso di cambiare le regole che governano le Palestre introducendo nuovi sistemi di rotazione dei Pokémon e nuovi Raid Battle, eventi la cui partecipazione garantirà ad ogni Allenatore nuovi strumenti e Pokémon di grande potenza. (Leggi l’articolo)
  • Sad reacts only: Boris Kraut, storica figura di spicco nel board dirigenziale di F-Droid, lascia la sua posizione per via dell’ormai abbandono del mondo Android in cui si è ritrovato. (Fonte)

Facebook

  • Facebook sta testando una nuova modalità di protezione delle foto di profilo: la società sta infatti sperimentando la possibilità di bloccare il download o la condivisione della foto di profilo assegnata all’account, di aggiungere tag o persino di eseguire screenshot della stessa, anche se per ora questa feature è limitata all’app Android. Una volta attive, queste modalità di protezione sono segnalate da un’icona azzurra che dovrebbe diminuire o scoraggiare del 75% la tendenza allo scaricamento delle foto di profilo. (Fonte)
  • Facebook espande la propria mission: il social network ha aggiunto tra le frasi che segnano i propri obbiettivi aziendali il nuovo motto “Give people the power to build community and bring the world closer together.”. Secondo Mark Zuckerberg, questo cambiamento di rotta (o, meglio, aggiustamento) si è reso necessario dall’osservazione dello stato di divisione ancora imperante nelle comunità online, Facebook in primis. (Fonte)
  • Prossimamente Facebook potrebbe alzare il tiro della propria lotta contro YouTube: l’azienda sta infatti sperimentando – sempre in India – una nuova tab relativa ai video condivisi da pagine Facebook seguite dall’utente e da pagine che potrebbero interessargli, in base ai suoi gusti. La sezione si completa di una barra per la navigazione tra i contenuti, formata da una serie di icone indicanti gli argomenti principali in tendenza. (Fonte)

Google

  • Facce buffe e poco piacevoli? Non più: l’ultimo brevetto di Google prevede infatti l’uso dell’intelligenza artificiale per modificare e correggere le fotografie poco riuscite, sfruttando scatti precedenti del volto dell’utente. Questa nuova feature sarà integrata probabilmente su Photos e si servirà dello studio delle immagini già caricate per fornire automaticamente i nuovi tool di correzione. (Fonte)
  • Ma se le preoccupazioni per l’abuso dei controlli sull’hate speeching preoccupano Facebook, non è il caso di Google e YouTube: l’azienda, ripresa più volte da ONG e istituzioni, ha deciso di espandere il proprio programma YouTube Trusted Flaggers affiancando alle già esistenti 63 Organizzazioni Non-Governative altre 50 organizzazioni. Questi attori aiuteranno i moderatori della piattaforma ed il sistema di machine learning a giudicare i video eligibili al ban per “hate speech”, specialmente su contenuti considerati sensibili. (Fonte)
  • Google DeepMind ha raggiunto un nuovo accordo con il NHS (il servizio sanitario britannico) per l’aggiunta di un ospedale in Taounton & Somerset al proprio servizio di prevenzione sanitario Stream. Google continua dunque la propria strategia di espansione del supporto all’app nonostante il processo in corso per violazione dei dati personali clinici degli utenti che avevano aderito al programma, qualche anno fa. (Fonte)
  • Ed il rapporto con l’Inghilterra diventa sempre più stretto grazie alla partnership con l’Università di Cambridge: DeepMind e l’antica istituzione collaboreranno nel campo delle ricerche sul riscaldamento globale – un campo di cui l’azienda si è sempre dimostrata grande interessata. Negli ultimi anni infatti i consumi di energia degli stabilimenti della società sono diminuiti del 40% per ridurre il proprio impatto ambientale. (Fonte)

Instagram

  • Arrivano su Instagram nuove feature improntate alla privacy: l’applicazione introduce infatti la possibilità di restringere il campo di condivisione delle proprie immagini ad un pubblico selezionato di amici. Queste liste non avranno limiti di dimensioni ma saranno totalmente gestibili dal proprietario dell’account: un utente esterno non potrà fare richiesta di inclusione; questa nuova feature rende inutili app di terze parti come Finnstagram. (Fonte)
  • E se Finnstagram viene abbandonato, lo stesso accade a Phhhoto: l’azienda, specializzata nella condivisione online di video e GIF, ha annunciato l’imminente chiusura a causa dei costi insostenibili di mantenimento dei server. I titolari del servizio hanno accusato Instagram di essere la diretta responsabile del fallimento, escludendo il supporto tra la piattaforma e Phhhoto già nel 2014 e lanciando l’anno dopo il clone Boomerang; l’azienda avrebbe segretamente cercato di assumere anche il leader spirituale della compagnia rivale, RON. (Fonte)
  • Ma tutto ciò non sembra importare a Instagram, che ha lanciato nel frattempo nuovi filtri per selfie e video completamente aderenti al viso grazie alle nuove tecnologie di riconoscimento facciale. (Fonte)

Sicurezza e privacy

  • Il governo venezuelano ha accusato Twitter di aver chiuso senza avvertimento circa 180 profili collegati ad altrettante istituzioni del Paese: si tratta dell’ultimo tassello di una guerra ormai aperta tra il social network ed il regime dittatoriale in vigore in Venezuela, che avrebbe pagato hacker per violare gli account Twitter di decine di giornalisti e attivisti. (Fonte)
  • Google ha deciso che non scansionerà più gli account degli utenti Gmail per fini pubblicitari: la decisione è stata presa in seguito all’introduzione di metodi differenti di monetizzazione, oltre ai numerosi processi in corso per violazione della privacy. (Fonte)

Snapchat

  • L’azienda Snap Inc, proprietaria di Snapchat, e Time Warner hanno siglato un accordo del valore di 100 milioni per la produzione di contenuti televisivi e d’intrattenimento; accordi simili erano già stati presi con BBC e ABC da parte dell’azienda di Venice, e segue la moda lanciata da altri colossi del settore come l’app Musical.ly e Facebook. (Fonte)
  • Ma le innovazioni a quanto pare non sono solamente ristrette al campo del mondo dello spettacolo: grazie ad una partnership con la compagnia di crociere Royal Caribbean, Snapchat ha lanciato una versione subacquea dei propri occhiali Spectacles, chiamata “SeaSeekers” e capace di realizzare clip sino a 150 metri di profondità. (Fonte)
  • Le app cassaforte non sono affatto sicure: stando ad un report della società BT, tutte le principali applicazioni del campo sono assolutamente insicure e prive di reali protezioni per le immagini, i video ed i contenuti archiviati al loro interno, mettendo a rischio la privacy di 600 milioni di utenti. (Leggi l’articolo)

Social

  • Periscope ha introdotto un nuovo metodo di guadagno per i creatori di contenuti: i Super Cuori. Questi adesivi potranno essere acquistati all’interno del market in-app al costo di 33, 66 e 111 monete, le quali a loro volta partono da un costo di 0,99€ per 1.050 monete – e qualora i follower di un profilo spendessero più di 175€ in simili contenuti, l’azienda corrisponderà 87€ di guadagno (una volta sottratti il 30% preteso da Google ed il 30% del rimanente assorbito da Periscope). (Fonte)
  • Ma anche YouTube ha di che festeggiare: la società ha fatto sapere che oltre 1,5 miliardi di utenti ogni mese si connettono alla piattaforma, per oltre 1 ora di video visualizzati al giorno solo da device mobili. L’azienda ha riferito che il campo di maggiore crescita è però il formato televisivo. (Fonte)
  • Vodafone lancia Social Pass: le nuove promozioni dell’estate prevedono tre piani distinti che consentono di chattare, visualizzare video in streaming e ascoltare musica dalle proprie piattaforme preferite senza intaccare i GB del proprio piano tariffario principale. Tra i servizi inclusi troviamo social network come Facebook e Twitter, app come Snapchat, Telegram e WhatsApp o servizi quali Spotify e SkyGO. (Leggi l’articolo)

WhatsApp

  • Facebook e WhatsApp condividono informazioni per la lotta al terrorismo: a riportarlo è un documento ufficiale del social network in cui vengono esposte tutte le strategie adottate per la lotta alla cyberjihad – ma non viene specificata la natura dei dati condivisi. (Leggi l’articolo)
  • WhatsApp lancia il supporto per tutti i tipi di file: la nuova versione dell’applicazione sarà in grado di inviare qualsiasi formato ed estensione, ma rispettando stretti parametri relativi alla dimensione dei contenuti stessi (su Android, non potranno essere superiori a 100MB). Nel contempo, però, starebbe organizzando l’arrivo di Stati pubblicitari per aziende e realtà commerciali. (Leggi l’articolo)
  • I vecchi (nel vero senso della parola) utenti Android potranno continuare a chattare ancora per qualche anno: WhatsApp ha deciso di estendere il supporto sino al 2020 per tutti gli smartphone Android 2.3. (Fonte)

Video della settimana: Connected Wopper, ``migliore abuso di tecnologia``

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