Facebook vuole catturare le emozioni degli utenti spiandoli dallo smartphone

Tre nuovi brevetti di Facebook mettono in discussione il rispetto per la privacy degli utenti da parte del social network

Iscriviti per ricevere una notifica ogni volta che pubblichiamo un articolo che non puoi davvero perderti! Disturbiamo poco, informiamo molto.

Avevamo già parlato in passato di brevetti e nuove tecnologie: questa volta non è Apple, bensì Facebook a sollevare numerose perplessità per via della scoperta, da parte dell’agenzia di intelligence CB Insight di una serie di brevetti registrati dal social network di Menlo Park e che metterebbero a serio rischio la privacy degli utenti di tutto il mondo.

La maggior parte dei documenti attestano l’interesse della società per la predizione delle emozioni degli utenti posti davanti a contenuti di varia natura e forma, attraverso le tecnologie di riconoscimento facciale ma orientandosi anche a metodologie alternative, come la pattern recognition. Siete pronti per scoprire quali sono i brevetti attraverso i quali Facebook intende predire le nostre emozioni?

Facebook vuole conoscere le emozioni dei suoi utenti, e non è un bene

Dalla letteratura passando per il linguaggio politico sino al campo della tecnologia, le emozioni sono assurte ad un livello di importanza ben più alto di quanto non avessero mai sperato di raggiungere: grazie infatti alle nuove tecnologie di riconoscimento facciale è possibile scoprire lo stato d’animo di una persona semplicemente osservandone le reazioni, le smorfie o i soli movimenti degli occhi o delle labbra.

Se dunque le forze di polizia inglesi sono riuscite ad arrestare un potenziale criminale servendosi della tecnologia di riconoscimento automatico del volto (AFR), è dunque possibile – anzi, probabile – che le grandi multinazionali dell’hi-tech siano già in possesso di software ed algoritmi in grado di scansionare e prelevare dal volto di un internatua le sue espressioni e reazioni, valutandone lo stato d’animo ed analizzandone i sentimenti manifestati.

E sembra proprio essere il caso di Facebook che ha registrato presso il US Patent and Trademark Office (USPTO) statunitense una serie di brevetti, alcuni dei quali orientati appunto ad indagare lo spettro emotivo dei propri utenti posti davanti ad una pubblicità, un post di un amico, un video di una pagina. Ma non si tratta della prima volta che Facebook viene accusato di servirsi dei sensori degli smartphone per “spiare” i propri utenti: in passato, persino il Vaticano aveva espresso dubbi e preoccupazioni sull’uso del microfono dello smartphone da parte del social network.

La soluzione? Installare uno dei client alternativi del social network (forse).

Riconoscimento facciale

La feature più intrusiva dal punto di vista della privacy – ma non è l’unica, naturalmente – riguarda la possibilità, da parte dell’app ufficiale del social network, di sfruttare la fotocamera frontale di smartphone e computer per osservare, analizzare e tradurre in dati e metadati tutte le informazioni estrapolate dalle smorfie compiute davanti ad un meme, così come ad un annuncio di una società di indumenti.

brevetti Facebook
La tecnologia di riconoscimento facciale applicata da Facebook

Lo scopo, naturalmente, è di far risaltare nel News Feed dell’utente solamente gli elementi più affini ai suoi gusti – intesi come una miscela di emozioni rilevate tramite la Fotocamera, Like assegnati a pagine e post singoli e Reactions – così come di realizzare campagne pubblicitarie maggiormente mirate. Nonostante sia stato accordato nel 2015, il brevetto non è ancora stato applicato poiché – proprio come affermato da un rappresentate di Facebook raggiunto da IBTimes per commentare le rivelazioni – “i brevetti non dovrebbero essere considerati come un’indicazione dei nostri futuri progetti”.


Riconoscimento testuale (o pattern recognition)

Ma Facebook non prevede di affidarsi solamente alle capacità dei propri algoritmi visuali per catturare gli interessi dei propri utenti: il più tradizionale sistema di monitoraggio, quello testuale, se affiancato a rilevazioni non convenzionali – ma più che efficaci – può trasformarsi in un nuovo brevetto da introdurre all’interno delle suite di chat.

Facebook brevetti privacy
La “pattern recognition”

Questo progetto sembrerebbe particolarmente indicato per Messenger. L’azienda infatti si servirebbe delle analisi dei testi inviati in chat, oltre che di altri dati di primaria importanza come la pressione esercitata per la digitazione delle lettere sulla tastiera o il movimento dello smartphone (presumibilmente sfruttando sensori come l’accelerometro) per prevedere le emozioni dei partecipanti alla conversazione. Sulla base di questi moderni auspici, il software sarebbe poi in grado di fornire “features” – ancora non chiaramente definite – per personalizzare la conversazione ed i messaggi stessi.

Non si tratta del primo caso di un utilizzo fraudolento dei sensori dello smartphone: in passato, una ricerca della Newcastle University aveva segnalato come l’accesso alla sensoristica di un device potesse rivelarsi altamente dannoso per la privacy, ma che pochi utenti avessero veramente coscienza del pericolo.


Emoji personalizzate

Sulla scia di Allo, anche Facebook avrebbe già pianificato l’introduzione di emoji o stickers basati sulle emozioni dell’utente: al contrario però dei “selfie stickers”, apparsi nell’app di chat di Google qualche settimana fa, le emoji di Facebook saranno leggermente diverse e più intrusive di quanto potreste aspettarvi.

Niente “selfie stickers”, ma “selfie Reactions”

Facebook non provvederà a trasformare il vostro viso in un’emoticon personalizzata, ma controllerà (ancora!) le reazioni facciali per trasformarle in Reactions istantanee a post e commenti, evitandovi la fatica di dover premere il pulsante del “Mi Piace”, o addirittura di selezionare una reazione adatta al vostro stato d’animo.

Non solo: scopri QUI tutti i Saggi Consigli per proteggere la propria privacy da Facebook!

Vorresti scrivere per AppElmo? Mettiti in gioco: stiamo cercando collaboratori! Scrivi a [email protected], e dai un’occhiata QUI per le modalità di contatto. Non essere timido!

Se non volete perdervi nè le prossime News sulla sicurezza nè gli altri articoli di AppElmo (e sappiamo che non volete), allora potete iscrivervi alla nostra newsletter inserendo il vostro indirizzo email nel form qui in basso (tranquilli, vi assicuriamo che non vi invieremo spazzatura o spam; in caso contrario, vi saremmo immensamente grati se ci segnalaste il problema).

Oppure potete seguirci sulla nostra pagina Facebook, sul nostro account Twitter, sulla nostra pagina Google Plus, sulla nostra rivista Flipboard e sul nostro canale Telegram oppure, in alternativa, potete sempre scaricare la nostra app da Google Play, cliccando QUI o sull’immagine nella sidebar! Grazie mille!

Commenti

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. AcceptRead More

//