Smartphone modulari: cosa sono, come funzionano e dove comprarli – GNU

Gli smartphone modulari non sono morti: ecco dove sono, e come comprarli

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Non tutti sanno cosa sono gli smartphone modulari, ma molti ne hanno sentito parlare – spesso in coincidenza della notizia dell’abbandono, da parte di Google, della progettazione del Project Ara – ed ancor più utenti gradirebbero vedere il loro arrivo sul mercato.

Perchè? La risposta è semplice: uno smartphone modulare permette di ottimizzare i costi, abbattere i consumi e diminuire, se non azzerare la produzione di nuovi modelli di device, concentrandosi piuttosto sulla componentistica – e sono proprio i motivi per cui non vedremo arrivare tanto presto gli smartphone modulari sul mercato Android.

Ma siete pronti per scoprire tutto quello che occorre sapere a riguardo?

Tanti moduli, un solo corpo - Smartphone modulari: la storia

Gli smartphone modulari potrebbero sembrare, all’apparenza, un prodotto tecnologico d’avanguardia: effettivamente si tratta della verità raccontata dai fatti, poichè gli smartphone modulari vennero per la prima volta elaborati nel 2013 da un designer olandese, Dave Hakkens, sotto le ali protettive del progetto Phoneblocks.

Ciononostante le radici della modularità degli accessori portatili risale a qualche anno prima, precisamente all’epoca dei palmare portatili: quando il touchscreen era ancora ritenuto un’esclusiva delle stylus-pen, la società americana Handspring mise in commercio una serie di palmari compatibili con un sistema di cartucce. A metà strada tra applicazioni antesignane e moduli per l’espansione delle funzionalità del device, le Springboard Expansion Slot permettevano di installare nuovi giochi o software interni così come di aggiungere il supporto alle reti Bluetooth e wireless, registratori vocali o lettori MP3.

Il Porject Ara di Google spiega cosa sono gli smartphone modulari

Dagli anni ’90 la storia degli smartphone modulari compie un balzo sino al 2011, anno in cui la società israeliana Modu presenta uno smartphone modulare: le vendite non sono entusiasmanti e l’azienda chiude i battenti, ma Google percepisce le potenzialità del progetto e ne acquista i brevetti per 5 milioni di dollari. Due anni dopo, insieme al Phoneblock, viene eseguita anche la presentazione del Project Ara da parte di Motorola Mobility, i cui bozzetti verranno mantenuti da Mountian View quando questa venderà Motorola a Lenovo. Con l’annuncio prima del PuzzlePhone da parte dell’azienda finlandese Circular Devices Oy nel 2014, poi con la messa in vendita del FairPhone 2 per conto della società etica olandese omonima l’anno dopo, l’attesa per un device modulare sale alle stelle.

Sempre nel 2015 Google annuncia al meeting annuale che una Developer Edition del Project Ara sarebbe stata distribuita agli sviluppatori; nel frattempo LG anticipa la rivale lanciando nel 2016 LG G5, un device dotato di batteria intercambiabile. Nonostante lo smartphone della casa coreana venga seguito dal Moto Z che introduce le Moto Modscase modulari che consentono di apportare ulteriori features e supporti al telefono – Google smantella definitivamente il Project Ara nel tardo 2016, annunciando la chiusura degli sviluppi sul progetto.

Potete trovare QUI tutte le immagini ed i dettagli del fu Project Ara, così come osservato da alcuni blogger americani al momento della chiusura del progetto.

Smonta, incolla, sostituisci - Smartphone modulari: cosa sono, e perchè hanno fallito (per ora)

Gli smartphone modulari, sulla carta, sembrano essere la soluzione vincente per le dissestate finanze degli utenti Android, costretti ogni anno a combattere contro specifiche e release dai prezzi decisamente proibitivi: costituiti, a seconda dei progetti, da un case in plastica e circuiti, ripongono tutta l’attrattiva nei moduli, ossia nelle componenti di cui si costituisce normalmente un device.

In poche parole

Schermo, processore, fotocamera: quando questi diventano troppo vecchi, usurati o persino si rompono, usualmente si rende necessaria la sostituzione con un modello più recente o tutt’al più si deve ricorrere all’assistenza tecnica del produttore o di negozi collegati. Uno smartphone modulare permette invece di staccare l’elemento da cambiare dal corpo del device e di sostituirlo con uno nuovo senza eliminare l’intero corpo macchina. Come una struttura LEGO, un device modulare possiede componenti che si staccano e che si attaccano rapidamente e facilmente, perlomeno nelle intenzioni di Google che intendeva fornire un device il più possibile user-friendly.

E forse è stato proprio questo il motivo per cui la casa di Mountain View ha dovuto gettare la spugna: troppo complicato da realizzare e da mettere in commercio, specialmente da vendere presso un pubblico che potrebbe rivelarsi troppo refrattario ad un cambiamento rivoluzionario e complicato da mantenere. Uno smartphone modulare è come un PC da assemblare: occorre valutare la compatibilità degli elementi, aggiornarne la struttura senza sovraccaricare il sistema ed acquistare moduli che rientrino negli slot del telefono in proprio possesso. Qualora un utente volesse sostituire uno schermo HD con uno QHD, dovrebbe acquistare di conseguenza sia una nuova batteria che un nuovo processore interno perchè il device sia in grado di sopportare l’impatto energetico e prestazionale di una tecnologia di ultima generazione.

E non tutti sono sicuri che i LEGO siano sufficienti a spiegare agli utenti queste difficoltà tecniche.

I nuovi highlander - Smartphone modulari: dove acquistarli

Nonostante dunque tanto disfattismo da parte di Google, molte società di primo e secondo piano non si sono rassegnate all’idea di lasciare a prender polvere ai progetti di modularità lanciati nel corso degli anni.

Se infatti la popolazione Android non è forse pronta ad un cambiamento tanto radicale quale uno smartphone interamente modulare può rappresentare, l’introduzione progressiva di modelli dotati di aspetti parzialmente aderenti al concept originale può costituire la strada vincente. I modelli attualmente in commercio sono:

Motorola Moto Z2 è ciò che di più si avvicina ad uno smartphone modulare in commercio attualmente – Crediti: CNET

Motorola Moto Z2: schermo da 5,5 pollici Super Amoled HD, Android 7.1 Nougat, dotato di 4GB di memoria RAM, 64GB di memoria interna, processore Qualcomm Snapdragon MSM8953, fotocamera da 12MB con supporto al 4K @30fpsbatteria da 3.000mAh e supporto ad una vasta serie di Moto Mods, dal modello che aggiunge una stampante per le fotografie Polaroid a quello che integra due mega-altoparlanti esterni JBL, è in vendita su Amazon a 252,15€ + 8,90€ di spese di spedizione.

Motorola Moto Z2


LG G5: schermo da 5,3 pollici Ultra HD, dotato di 3GB di memoria RAM, 32GB di memoria di archiviazione interna, processore Qualcomm Snapdragon 625, fotocamera da 16MPixel ma soprattutto di una batteria modulare da 2.800mAh, è in vendita su Amazon a 254,47€.

LG G5


BLOCKS: il primo smartwatch modulare, aveva sbancato su Kickstarter e promesso di iniziare le spedizioni già nell’ultimo trimestre del 2016, ma era stato poi rimandato sino al Q2 del 2017. Grazie ai moduli integrati è possibile ampliare le funzionalità del dispositivo indossabile, ed è ora disponibile al pre-ordine ad un prezzo base di 257$ + 15$ di spese di spedizione.

Mentre attendono ancora di aggredire il mercato:

PhoneBlock: anch’esso ancora in dicitura di arrivo, è uno smartphone dotato di uno schermo da 5 pollici Full HD, processore ARM a 64-bit, 3GB di memoria RAM, memoria sino a 64GB e fotocamera da 5MPixel.

Scopri QUI tutto quello che occorre sapere sulle radiazioni emanate dagli smartphone!

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