#Applefun: Apple modifica l’algoritmo delle classifiche sull’App Store – e Google?

Nonostante i cambiamenti grafici, le Classifiche di Google Play non sono particolarmente entusiasmanti

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Anche gli store di applicazioni richiedono manutenzione, e non sempre questa coinvolge il comparto grafico: App Store, nelle ultime settimane, avrebbe sperimentato un nuovo metodo di visualizzazione delle migliori app all’interno delle relative classifiche, consentendo di visualizzare nuovi contenuti – differenti dagli ormai classici, per non dire stantii, Pokémon GO, Clash Royale e WhatsApp.

E se anche Google facesse lo stesso? Siete pronti per scoprire i motivi per cui sarebbe – finalmente – necessario?

App Store, un nuovo algoritmo – ma solo per poco tempo

Nelle ultime settimane l’App Store ha rivisitato i propri algoritmi di catalogazione e pubblicazione all’interno della sezione App più Redditizie, una classifica presente anche su Google Play: così come alcuni sviluppatori hanno notato, certe applicazioni – che saldamente mantenevano il controllo della testa della lista – hanno visto il proprio ranking precipitare in una sola notte.

Apple ha cambiato l’algoritmo di gestione del ranking, e gli utenti hanno gradito. E se Google facesse lo stesso nel Play Store?

I developer di Equinux hanno giustamente presupposto che Apple avesse modificato i principi che gestiscono il ranking, favorendo le applicazioni che offrono pagamenti diretti piuttosto che acquisti in-app: nonostante il cambiamento sia durato poche ore – impedendo agli sviluppatori delle app beneficiate di godere effettivamente di un aumento di download – in molti hanno apprezzato il cambiamento. L’accusa mossa alla classifica delle App Più Redditizie dell’App Store è infatti molto familiare: stagnante e noiosa, le stesse app continuano a rimanere, solide e cristallizzate, nelle medesime posizioni giorno dopo giorno.

I benefici sono stati immediati, ma non risolutivi: anche se le app non hanno ottenuto sostanziali guadagni aggiuntivi (forse complice anche la specificità degli argomenti trattati – un’app per le traduzioni venduta a circa 15$, oppure StephMoji, l’app di Steph Curry), gli utenti sono stati contenti di poter finalmente trovare nuove sorprese in una classifica sempre più simile ad una bacheca dei trofei, con tutta la polvere che solitamente vi si deposita sopra. E se Google facesse lo stesso?

Nonostante #Applefun sia nata come classifica di critica e burla nei confronti di Apple – e lo è ancora, per la maggior parte del tempo – non è impossibile trovare nel mondo iOS spunti di confronto costruttivo, e persino esempi positivi da riprendere. Mentre infatti la Homepage del Play Store è dinamica e ricca di nuovi contenuti adattati ai gusti ed alle ricerche degli utenti, le classifiche permangono nella loro immutabilità. Proprio come le idee pure a priori non vengono toccate dalle lamentele del popolino, ma permangono, statiche, e di conseguenza inutili. Google ha introdotto da poco la possibilità di nascondere le app già installate dalle classifiche, osservando così solamente i contenuti “teoricamente” nuovi e ancora da scoprire.

Ma così facendo ci si limita a spostare la polvere dal pavimento al tappeto. Basta Pokémon GO, Clash Royale e WhatsApp: se le persone smettono di scaricare app è anche colpa degli store, troppo caotici o troppo poco interessanti per stimolare l’utente.

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Fonte Tech Crunch
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