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Le 5 features che ci piacerebbe rivedere negli smartphone Android

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La strada del progresso è lastricata di smartphone distrutti: così come per la scienza, anche per la tecnologia il raggiungimento di nuove vette richiede continui sacrifici, tra feature abbandonate per mancanza di applicazioni pratiche – o per il sopraggiungere di standard o alternative maggiormente performanti – e accorgimenti tecnici che inspiegabilmente l’industria di settore ha deciso di abbandonare senza fornire spiegazioni convincenti. In questa classifica abbiamo quindi raccolto le 5 features che ci piacerebbe rivedere negli smartphone Android, sia a livello hardware che software.

Siete pronti per scoprire quali sono le nostre proposte? Non mancate di farci sapere la vostra opinione nei commenti!

#1 – Impermeabilità

Tra le tante features che ci piacerebbe rivedere in uno smartphone, l’impermeabilità certamente si posiziona in cima alla lista: non soltanto perchè si tratta di una funzionalità – o più che altro di una scelta di produzione – che esiste ben prima di Android, ma che risolverebbe uno dei più annosi problemi di qualsiasi possessore di smartphone e tablet.

Uno dei primi device a vantare un pieno livello di impermeabilità fu il Casio Canu 502S che, nel 2005, tentò di sfondare il mercato con un design che oggi potrebbe essere definito quantomeno bizzarro, 256MB di RAM e la capacità di resistere a schizzi e spruzzi, nonchè ad abbondanti immersioni all’interno della maggior parte dei liquidi non corrosivi. Ad oggi solamente poche case di produzione si sono lanciate nello sviluppo di smartphone completamente resistenti all’acqua – Motorola, Enduro ma soprattutto Sony i cui Top di Gamma vantano da sempre la compatibilità agli standard IP68 o superiore – e, nonostante la proliferazione di cover e pellicole per la protezione del corpo esterno del telefono, apprezzeremmo notare un’altrettanto alta produzione di certificati d’impermeabilità.

#2 – Batteria removibile

La possibilità di rimuovere la batteria estraendola dalla cover posteriore è stato un lusso del quale in pochi hanno potuto godere, specialmente coloro che si sono avvicinati al mondo degli smartphone solamente negli ultimi anni: le maggiori case di produzione hanno infatti progressivamente eliminato la possibilità di sostituire manualmente la batteria del device, causando numerose problematiche all’utenza ma aumentando senza dubbio i profitti annuali.

Le batterie, una volta cambiate, aumentavano l’aspettativa di vita di uno smartphone

Attualmente nessuna spiegazione ha saputo fornire valide motivazioni a sostegno della tesi per cui un device non debba possedere un vano posteriore per l’alloggio della batteria che non sia liberamente accessibile all’utente: la più ovvia e sensata, ma anche la più malevola, accusa l’avidità dei produttori che così facendo costringono gli utenti a sostituire l’intero smartphone – e non più un suo componente – una volta che l’autonomia sia scemata nell’arco di pochi anni – in altre parole, obsolescenza programmata. Naturalmente esistono anche argomentazioni più profonde: una batteria, perchè sia removibile, deve possedere una posizione precisa e strategicamente corretta perchè l’utente possa estrarla una volta rimossa la cover esterna, impedendo così di sfruttare tutto lo spazio a disposizione per ridurre lo spessore del device. Ecco dunque l’amletico dubbio: meglio possedere uno smartphone più robusto, o meno durevole?

#3 – Speaker frontali

Quanto l’HTC One venne presentato al pubblico, sia la stampa di settore sia l’utenza che ebbe l’occasione di acquistare e testare con mano uno dei più grandi successi della casa taiwanese di tutti i tempi non potè che apprezzare la bontà degli speaker frontali, sia per la qualità dell’audio – che comunque sappiamo come aumentare grazie ai nostri Saggi Consigli – sia per la posizione, strategicamente vincente.

L’HTC One

Le cover ufficiali HTC permettevano di inclinare lo smartphone di 45 gradi, per trasformare un semplice telefono in una postazione multimediale – e da ciò si evince che la casa di produzione puntasse molto sull’aspetto ludico – ma ad oggi nessuno, o quasi, sembra aver colto l’estrema comodità che gli speaker frontali procurano: nonostante effettivamente contribuiscano all’aumento delle dimensioni del device, specialmente in lunghezza (un aspetto su cui la critica si soffermò troppo, forse anche a sproposito) permettono di mantenere lo smartphone saldo tra le mani senza che per questo gli altoparlanti vengano soffocati. Ma forse le cose potrebbero cambiare, con l’arrivo del Pixel Phone 2 e dei doppi speaker frontali.

#4 – Tastiera fisica

La tastiera fisica è un accessorio retaggio del passato, che però ultimamente sembra essere tornato di moda – complice anche un leggero revanscismo nostalgico che sta attraversando qualsiasi campo dello scibile, tecnologico e non: con l’arrivo della nuova linea di smartphone BlackBerry la domanda di tastiere fisiche è lievitata rispetto alle aspettative dei produttori, che ritenevano ormai consolidato il dominio del touchscreen, tanto che venne prodotto un chiaccherato gadget per permettere agli utilizzatori degli smartphone Galaxy S6 di aggiungere una tastiera QWERTY laddove non era stata assolutamente progettata.

La tastiera fisica è tornata… Ma fino a quando?

Nonostante uno schermo responsivo agli imput della mano sia superiore alla tastiera fisica sotto molti aspetti, i professionisti preferiscono interagire con una keyboard di metallo piuttosto che lottare con tastiere virtuali affamate di RAM e spesso poco reattive: possiamo veramente biasimarli?

#5 – Un design fantasioso, una volta tanto

Prima che lo standard degli schermi ampi e brillanti assorbisse completamente la fantasia di designer e creativi, le compagnie di sviluppo di smartphone competevano non soltanto sul piano delle performance, ma anche e soprattutto su quello del design e dell’aspetto esteriore.

Nokia N-Gage, certamente tra gli smartphone più inusuali

Con ciò non intendiamo rivolgere uno sguardo nostalgico falso e deformante della realtà dei fatti di allora: molti concept, tradotti poi in realtà da produttori poco avveduti, erano semplicemente brutti e sgraziati; ciononostante la creatività era necessaria per trovare la quadratura del cerchio, l’equazione che permettesse di comprimere prestazioni ed ergonomia in un corpo macchina elegante e comodo. Il primo a trovarlo, inaspettatamente, fu proprio Steve Jobs.

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Scopri QUI cosa fare con uno smartphone caduto in acqua e che non è impermeabile!

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