Fire Emblem Heroes, The Samurai Saga, Oceanhorn 2: 7 nuovi giochi per Android da provare (o in arrivo) – #GiovediGames

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Siete amanti della qualità? Allora non rimarrete delusi dalle uscite videoludiche della precedente settimana: non soltanto infatti Oceanhorn potrà godere di un secondo capitolo dopo nemmeno un mese dal rilascio della prima versione – grazie soprattutto al riscontro positivo ricevuto – ma gli amanti dell’Oriente potranno lanciarsi nella difesa di villaggi e poveri contadini nei panni di valorosi samurai all’interno di ben due giochi, anche se l’approccio ed il gameplay sono completamente differenti. E poi naturalmente Fire Emblem, il nuovo titolo di Nintendo per Android, e molto altro ancora!

Siete pronti per scoprire tutte le uscite videoludiche degli scorsi sette giorni?

#1 – Artifex Mundi porta Bladebound su Android

Fan degli hack-and-slash, a raccolta: Artifex Mundi, casa di sviluppo nota per la realizzazioni di celebri avventure grafiche e punta-e-clicca per mobile ha realizzato un divertente e avvincente RPG hack-and-slash chiamato Bladebound.

Nessun nemico potrà resistervi!

Se siete dei giocatori meticolosi ed amate l’aspetto collezionistico di un gioco, allora apprezzerete anche Bladebound: il gioco presenta infatti migliaia di oggetti, armi ed equipaggiamenti da raccogliere e di cui fare tesoro, ognuno dei quali naturalmente capace di aumentare e modificare le proprie statistiche, abilità e livelli di forza e debolezza. Sul protagonista, come in ogni hack-and-slash che si rispetti, c’è ben poco da riferire: ultimo dei Guardiani di Bladebound, dovrà portare dopo mille anni dalla caduta del proprio Ordine l’agognata vendetta degli antenati sul capo del Traditore, che consegnò i Guardiani all’oblio. Se tre livelli di difficoltà per saggiare le vostre abilità e dozzine di tipologie differenti di nemici da affrontare non sono abbastanza per voi, allora sarà la grafica tridimensionale e gli scontri serrati a convincervi al download.

Bladebound

#2 – The Samurai Wars vi riporterà indietro nel tempo, in ogni senso

The Samurai Wars non è un gioco qualunque: non soltanto viene ambientato nel Giappone feudale dove gli utenti dovranno prendere il controllo di uno shogun (un signore della guerra) e dominare l’intero Paese, ma il design stesso rimanda ai vecchi giochi di strategia per Macintosh, in cui l’aspetto grafico era decisamente secondario tra le priorità degli sviluppatori.

Riuscirete a distinguere il Bene dal Male? Ma soprattutto, quali siano i campi nemici e quali siano invece alleati?

Ciò naturalmente non significa che The Samurai Wars sia un titolo trascurato: non soltanto il gioco dispone di 200 eroi impersonati da altrettanti samurai i cui volti sono stati modellati da guerrieri giapponesi realmente esistiti, ma le meccaniche che costituiscono il gameplay sono più complesse di quanto ci si potrebbe aspettare. La guerra non sarà l’unico mezzo per imporre il proprio comando sulla regione, così come il controllo del Giappone non sarà l’unico obbiettivo: oltre 200 tesori si nascondono tra le valli e le colline controllate dai clan nemici, e solamente grazie al commercio, alla diplomazia ed all’uso naturalmente della propria potenza militare sarete in grado di collezionarli tutti e diventare finalmente il daiymo che meritate di essere.

The Samurai Wars

#3 – Oceanhorn 2 potrebbe arrivare su Android entro il 2017

Il primo capitolo di Oceanhorn aveva impiegato quasi tre anni per raggiungere Android: questa volta Oceanhorn 2, forte del supporto registrato su Android ed anche dell’arrivo di un motore grafico (non più proprietario) ricavato da Unreal Engine 4, il porting non dovrebbe essere così complesso come in passato da realizzare e non è detto che non debba arrivare entro la fine del 2017 anche su smartphone e tablet.

Dettagli decisamente più curati!

Oceanhorn 2: Knights of the lost realm è completamente differente dal gioco originale, nonostante naturalmente condivida lo stesso arco narrativo: una grafica migliorata e potenziata nella resa dei dettagli e delle textures, la visuale spostata alla terza persona e nuovi elementi RPG che rendono questo seguito unico nel suo genere. La trama a quanto pare sarà un fondamentale nell’esperienza utente finale, poichè riprenderà numerosi aspetti non chiariti del primo episodio (che vi consigliamo di recuperare) legandoli al nuovo mondo di Arcadia in cui i Cavalieri, di cui il protagonista fa parte, possono sfruttare le abilità della Caster weapon – una pistola capace di emettere dardi e cristalli speciali – per risolvere enigmi e sconfiggere nemici normalmente al di sopra delle loro possibilità. La casa di sviluppo, Cornfox & Bros, afferma di avvicinarsi sempre più alla data di rilascio ufficiale, dunque non ci occorre che incrociare le dita.

#4 – Fire Emblem Heroes arriva su Android

Nintendo è stata di promessa: la casa di sviluppo giapponese aveva promesso che febbraio sarebbe stato il mese che avrebbe conosciuto il rilascio del capitolo mobile per Android dedicato alla saga di Fire Emblem, e così è stato.

Fire Emblem Heroes non è un gioco convenzionale: nonostante sia sponsorizzato da Nintendo ma prodotto materialmente da Intelligent System, il titolo presenta non una trama autonoma bensì una commistione di personaggi e situazioni ricavati dai titoli precedenti. L’espediente è presto trovato: il mondo di Askr è stato invaso dall’Impero Embeliano, guidato da una ragazzina sadica ed estremamente annoiata che, grazie alla potenza del proprio esercito e della capacità della propria gente di sfruttare i portali di connessione tra i mondi – anticamente gli Embeliani erano incaricati di chiudere i portali che gli Askriani aprivano – ha soggiogato i principali eroi dei capitoli precedenti di Fire Emblem. Vi troverete dunque costretti a combattere contro Chrom ed i suoi amici, a scalare i piani della classica Torre per aumentare di livello e guadagnare nuove sfere con le quali evocare nuovi Eroi; pur non possedendo gli stessi intermezzi cinematografici di altri capitoli per Nintendo DS, Fire Emblem Heroes è comunque un ottimo strategico.

Fire Emblem Heroes

#5 – Strange Telephone, quando una chiamata salva la vita

Strange Telephone non è un’avventura punta-e-clicca classica, così come non sono comuni nessuno dei giochi presentati all’interno di questa rubrica: un titolo completamente in giapponese – perlomeno questo è quanto si presumerebbe dalla scheda di Google Play – che per fortuna presenta un’adeguata traduzione in inglese ed una trama interessante.

Siete pronti per fare una telefonata?

Jill è infatti una bambina che, improvvisamente, si risveglia all’interno di un’altra dimensione insieme a Graham, una cornetta parlante capace di fluttuare e di connettere la ragazzina ad altri mondi semplicemente componendo numeri di telefono: un’idea bizzarra e tanto particolare da risultare vincente, insieme alla possibilità di condividere numeri con altri giocatori componendone la sequenza nel ricevitore e facendo le proprie telefonate più volte in un limitato arco di tempo. Strange Telephone non soltanto possiede una grafica in pixel art magnificamente realizzata, ma anche una piacevole colonna sonora e finali multipli che troverete piacevole scoprire.

Strange Telephone

Menzioni onorevoli

TANKOUT (gratis): uno shooter in 8-bit in cui, all’interno di una stanza rettangolare, un gruppo di giocatori dovrà cercare di distruggersi a vicenda totalizzando il più alto punteggio possibile.

Bushido Saga: non permettete agli assassini di uccidere il vostro signore. Nei panni di un samurai – la cui storia è ispirata alla leggenda dei 47 ronin – dovrete proteggere il vostro padrone ed al contempo accrescere la fama del vostro casato.

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