I 5 Saggi Consigli per proteggere la privacy da Facebook

Iscriviti per ricevere una notifica ogni volta che pubblichiamo un articolo che non puoi davvero perderti! Disturbiamo poco, informiamo molto.

Cercare di proteggere la propria privacy su Facebook può essere utile per evitare che amici o genitori possano scoprire fotografie di cui non desideriamo un’eccessiva sponsorizzazione, ma quanti si preoccupano con altrettanta solerzia del livello di sicurezza dei propri dati che Facebook stesso assegna ai suoi utenti? Naturalmente chi desidera proteggere la propria intimità non dovrebbe iscriversi a Facebook ab origine, ma conoscere i migliori trucchi per difendere la privacy su Facebook potrebbe aiutare l’utente medio a nascondere il più possibile la propria profilazione online, impedendo alla società di sfruttare feedback ed azioni compiute al suo interno per fini commerciali.

Facebook non fornirà le vostre informazioni personali a qualsiasi internauta ne faccia richiesta, ma non tutti forse potrebbero gradire l’attività di catalogazione online compiuta dal social network: siete pronti per scoprire tutti i migliori trucchi per proteggere la privacy su Facebook?

#1 – Reagite contro le Reactions

Lanciate diverso tempo fa ed immediatamente entrate a fare parte della netiquette degli avventori del social network di Menlo Park, le Reactions hanno superato l’iniziale diffidenza diventando una scelta quasi obbligata da adattare alla situazione di ciascun post.

trucchi-proteggere-la-privacy-da-facebook-1
Grrr

Le Reactions non sono state introdotte esclusivamente per aumentare la rosa di pulsanti assegnabili ad una notizia, un post o un’immagine, ma per consentire a Facebook di registrare e catalogare per ciascun utente le impressioni davanti alla fotografia di un incidente o il collegamento ad un sito di e-commerce ed adattarne di conseguenza le inserzioni. La stessa polizia belga ha recentemente consigliato i propri concittadini di non servirsi delle Reactions poichè finalizzate appunto ad una maggiore indicizzazione delle pubblicità. Angery reaction only.

#2 – Niente più inserzioni indicizzate

Se vi siete più volte domandati in quale modo Facebook sia in grado di mostrarvi nel news feed principale una pubblicità collegata direttamente al sito che avete appena visitato su Chrome, allora dovreste continuare a leggere i Saggi Consigli e trucchi per proteggere la privacy su Facebook.

trucchi-proteggere-la-privacy-da-facebook-3

Non è una novità che Facebook sfrutti i cookies ed i risultati di ricerca per mostrare pubblicità basate sugli interessi degli utenti, ma può risultare fastidioso – ed a tratti inquietante – che qualsiasi inserzione non soltanto sia determinata dalle proprie visite online, ma che il comportamento adottato nei loro confronti sia poi sfruttato da aziende esterne a Facebook stesso. Per evitare dunque di fornire alla società questa grande quantità di dati, vi suggeriamo di accedere alla vostra app e di proseguire su “Impostazioni account” > “Inserzioni” e da qui disattivare il consenso assegnato di default alle voci

– “Puoi vedere le inserzioni basate sugli interessi online su Facebook?

– “Le tue preferenze relative alle inserzioni di Facebook possono essere usate per mostrarti inserzioni su applicazioni e siti Web fuori dalle aziende di Facebook?“.

#3 – Scomparite senza lasciare traccia

Rimanendo sul tema, disattivare le opzioni precedenti non è l’unico modo per proteggere la privacy da Facebook: decine di compagnie pubblicitarie online vengono quotidianamente consultate dal social network per l’acquisizione di dati relativi ad un utente ed ai suoi comportamenti quando non naviga direttamente tra profili e pagine.

trucchi-proteggere-la-privacy-da-facebook-2
Metodo approvato per proteggere la privacy da Facebook

Questo è quanto riporta ProPublica, un’associazione che ha scoperto come Facebook sfrutti dati estremamente personali – quali razza, reddito, posizione geografica – per un’indicizzazione più precisa delle pubblicità del social network; le compagnie alle quali Facebook richiede i dati non sono naturalmente associazioni segrete o congregazioni di spie prezzolate, ma da agenzie dedicate alla realizzazione di pubblicità comportamentale. Tramite il portale gestito dalla European Digital Advertising Alliance è possibile disattivare il proprio consenso all’utilizzo di tali dati non soltanto per Facebook per Android, ma anche per qualsiasi altro dispositivo mobile o fisso collegato al profilo.

#4 – Limitate le autorizzazioni di cui dispone Facebook

Facebook sfrutta il microfono degli smartphone per spiare gli utenti? Si tratta di una teoria – da molti definita “cospirazionista” – che ha preso piede in certi ambienti (persino alcune autorità vaticane hanno avvisato i fedeli, affermando che il microfono potrebbe essere utilizzato per captare confessioni particolarmente sensibili) si coordina con ulteriori indagini eseguite intorno all’utilizzo spregiudicato dei sensori dello smartphone per fini commerciali, e che ben rientra tra in nostri trucchi per proteggere la privacy su Facebook.

trucchi-proteggere-la-privacy-da-facebook-4

A partire da Android Marshmallow, Google ha introdotto la possibilità per gli utenti di selezionare i permessi attribuibili a ciascuna app: accedete dunque ad “Impostazioni” > “App” > “Facebook” > “Autorizzazioni” e da qui spuntate le voci “Microfono“, “Posizione“, “SMS” e “Telefono“. Vi sembrano precauzioni esagerate? Allora forse non ricordate di quando Facebook tentò di ottenere con l’inganno l’accesso agli SMS di qualsiasi utente, oppure di quella volta in cui si scoprì che la posizione geografica veniva sfruttata per affinare la sezione degli “Amici suggeriti“.

#5 – Non condividete link privati su Messenger

No, Messenger non è probabilmente il luogo più indicato per dialogare con vostro fratello attualmente ricercato dall’Interpol, ma sapere che qualunque link pubblicato all’interno di una conversazione privata potrebbe potenzialmente essere scoperto ed utilizzato per risalire sino a voi, non si tratta di una buona notizia.

trucchi-proteggere-la-privacy-da-facebook-5
No, Messenger non è così sicuro come vorrebbe sembrare

Questo è quanto ha scoperto un ricercatore olandese il quale, sfruttando il sistema di crawler di Messenger, è riuscito a scoprire l’individuo – nel test, un suo amico – che aveva inviato un documento tramite il servizio; ma se si tratta di una preoccupante vulnerabilità (che Facebook comunque non individua come tale) bisogna poi aggiungere l’attuale operazione di scanning di qualsiasi link inviato ad un contatto su Messenger, fatto che ha spinto Zuckerberg in tribunale negli USA per violazioni della privacy. Se infatti i link vengono analizzati per evitare che possano collegare a siti di pedopornografia o di download di virus, allo stesso tempo sembra che i dati collezionati vengano sfruttati, ancora, per una maggiore indicizzazione delle pubblicità.

Passate a Telegram, è meglio.

Scopri QUI come connetterti a Facebook tramite ToR, è più sicuro!

Vorresti scrivere per AppElmo? Mettiti in gioco: stiamo cercando collaboratori! Scrivi a [email protected], e dai un’occhiata QUI per le modalità di contatto. Non essere timido!

Se non volete perdervi nè le prossime serie di Saggi Consigli nè gli altri articoli di AppElmo (e sappiamo che non volete), allora potete iscrivervi alla nostra newsletter inserendo il vostro indirizzo email nel form qui in basso (tranquilli, vi assicuriamo che non vi invieremo spazzatura o spam; in caso contrario, vi saremmo immensamente grati se ci segnalaste il problema).

Oppure potete seguirci sulla nostra pagina Facebook, sul nostro account Twitter, sulla nostra pagina Google Plus, sulla nostra rivista Flipboard e sul nostro canale Telegram oppure, in alternativa, potete sempre scaricare la nostra app da Google Play, cliccando QUI o sull’immagine nella sidebar! Grazie mille!

[wysija_form id=”3″]

Commenti

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. AcceptRead More

//