Come testare un power bank – Le piccole guide di AppElmo

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Capire come testare un power bank non è semplice, ma è sicuramente funzionale: il mondo delle batterie esterne è spesso gestito da una serie di aziende che adottano pratiche fumose di autopromozione – quando non proprio al confine con l’etica professionale, in special modo relativamente al sistema di gestione delle recensioni sugli e-shop – e dunque scoprire la capacità effettiva del proprio power bank può aiutare non soltanto a evitare di rimanere improvvisamente senza energia per il proprio device, ma anche a valutare l’affidabilità di un produttore.

Siete pronti per scoprire come testare un power bank?

Passo 1: Scegliete con cura la marca – Come testare un power bank

Prima di procedere alla fase di testing, occorrerà prima valutare quanto risulti affidabile una società produttrice di power bank: considerando poco attendibili le recensioni degli utenti presso grandi siti di vendita online quali Amazon ed eBay, sarà necessario eseguire una selezione a monte che tenda ad escludere le marche meno conosciute.

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I dispositivi RAVPower sono solitamente di ottima fattura e funzionali per capire come testare un power bank

RAVPower, Aukey, EasyAcc, Anker sono solamente alcuni dei nomi che potrete considerare affidabili poichè sinonimi esperienza e ricerca nel campo delle batteri esterne – anche se non sempre tale fiducia viene correttamente ripagata da prodotti altrettanto performanti. Ciò comunque non deve portare ad escludere aziende meno conosciute nè a limitare al marchio la propria selezione: la presenza di celle agli ioni di litio che garantiscano un’ampia autonomia, l’integrazione di tecnologie che consentano di mantenere sotto controllo l’erogazione dell’energia o di funzionalità proprietarie (come la Qualcomm Quick Charge 3.0) sono aspetti che possono mettere in luce la qualità di un prodotto.

Passo 2: Calcolarne la capacità teorica – Come testare un power bank

Per calcolare la capacità di un power bank si può operare per via teorica o per modalità pratica: la prima consente di valutare la capacità della batteria esterna prima di procedere all’acquisto, mentre la seconda richiede necessariamente il possesso fisico del prodotto – e non solo.

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Sfortunatamente, la capacità dichiarata non è mai pari a quella reale

Innanzitutto va specificato che le batterie esterne non raggiungono quasi mai la capacità dichiarata, ma solitamente possono erogare unenergia pari al 65-85% di quanto riportato per via della minore tensione reale (in Volt) contenuta rispetto a quella necessaria per avviare la fase di ricarica – solitamente 5V. Per tal motivo parte della carica viene spesa per raggiungere artificialmente il voltaggio necessario, abbassando la capacità reale; a ciò poi si sommano le condizioni ambientaliil freddo diminuisce le prestazioni delle batterie, anche di quelle contenute nei device – e la qualità delle celle del power bank (meglio se di litio o ai polimeri di litio).

Conoscendo la capacità in Watt-ora sarà possibile eseguirne il quoziente con il voltaggio di base (nella forma Wh/5V) per ottenere un’indicazione generale della capacità reale del power bank; nel caso in cui si tratti di un’informazione non ottenibile, basterà moltiplicare la carica ufficiale della batteria per 0,7, ossia la capacità reale media (nella forma [carica ufficiale]*0,7 = [carica reale]). Di conseguenza, per esempio, un power bank da 15.000mAh possiederà un’autonomia stimata tra i 10.500mAh e gli 11.250mAh, ma ricordate che si trattano di valori indicativi.

Passo 3: Misurare la capacità reale – Come testare un power bank

Per valutare la capacità di un power bank bisognerà possedere un amperometro, un dispositivo acquistabile presso qualunque store online – noi vi consigliamo QUESTO in vendita su Amazon – che permetterà di visualizzare la quantità di energia erogata dal vostro device.

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Un amperometro

Per testare la capacità di una batteria esterna dovrete collegare il power bank all’amperomentro e questi ad uno smartphone o accessorio che desiderate ricaricare. Attendete che la batteria sia completamente scarica, dopodichè collegate nuovamente l’amperometro – mantenendolo connesso alla batteria – alla presa di ricarica, e valutate che i dati forniti dal display luminoso siano i medesimi riportati nella confezione.

La seconda modalità di test è molto meno precisa, ma non implica l’uso di un amperometro: dividete la capacità del power bank (divisa per 0,7 secondo quanto riportato nel Passo 2) per la capacità della batteria del proprio smartphone e verificate che la batteria esterna ricarichi il device un numero di volte vicino al risultato ottenuto. In caso contrario, il prodotto è difettoso o non possiede la capacità prevista.

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