Telegram sfida Medium e lancia Telegraph: che cos’è e come funziona

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No, Telegram non si accontenta di semplici chiamate vocali per stupire l’utenza: se dunque si moltiplicano e smentiscono contemporaneamente le voci che vedono l’app di chat in procinto di introdurre le chiamate VoIP, si conferma invece l’aspirazione della piattaforma ad assumere un ruolo leader nel settore, lanciando il proprio sistema di condivisione sociale – i canali Telegram, appunto – nel firmamento dei grandi social network. Così è nato Telegraph, il gemello di Medium che aspira a prenderne il posto o quanto meno ad affiancarvisi, nonostante sia primariamente nato come struttura di supporto per canali Telegram orfani di un sito a cui appoggiarsi.

Siete pronti per scoprire cos’è Telegraph, e come funziona?

Telegram lancia Telegraph

Che cos’è Telegraph di Telegram

I canali Telegram sono probabilmente la vera feature originale di Telegram: nonostante infatti bot e stickers siano comunque le altre punte del tridente della piattaforma, non si trattano di funzionalità o strumenti esclusivi della piattaforma russa; al contrario, Telegram ha saputo infondere nuovo significato al sistema di boradcasting delle notizie, consentendo di fondere l’unilateralità della fonte con la confidenza della diretta.

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E proprio per dimostrare il proprio affetto verso i canali Telegram Pavel Durov ha lanciato Telegraph, una piattaforma per la pubblicazione e la condivisione di articoli tramite tecnologia AMP una tecnologia proprietaria (il cui supporto non dipende dalla piattaforma ospite stando alle parole di Pavel Durov), introdotta con la versione Telegram 3.14 ed in grado di visualizzare immanentemente un articolo o pagina web, svuotato dei suoi contenuti più inutili e superflui alla lettura.

Nonostante la tecnologia proprietaria non si traduca in una tecnologia Instant Articles supportata da Facebook – funzionalità simili, ma differenti –  Telegraph è molto più che un semplice blocco note: grazie alla possibilità di inserire link diretti da YouTube, Twitter o Vimeo, di aggiungere immagini o video e di redigere interi documenti, a cui affiancare un link personalizzato ed un nome utente – o, meglio, del canale Telegram a cui appartiene – Telegraph viene immediatamente affiancato a Medium, altra piattaforma della medesima tipologia.

Ma come funziona Telegraph?

Come funziona Telegraph? Una domanda assolutamente non banale, dato che Telegram, nel comunicato ufficiale del lancio del sito, non ha fornito alcun manuale d’istruzione.

In realtà, il procedimento di creazione di un articolo su Telegraph è piuttosto semplice: la struttura grafica si compone di un titolo, uno spazio dedicato al nome dell’autore e uno al contenuto del documento vero e proprio; la formattazione è molto più elaborata rispetto a quella presente nell’applicazione, ma non funziona allo stesso modo.

AGGIORNAMENTO: Telegraph adesso è disponibile anche su Android attraverso un client dedicato, decisamente più semplice da utilizzare.

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Per formattare un testo infatti vi occorrerà selezionarlo e tappare sulle icone relative all’azione che intendete intraprendere (inserire un link, grassettare un testo oppure persino trasformarlo in una quote).

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Per inserire un’immagine, invece, vi basterà allontanare il cursore dal testo – o andare a capo da mobile, qualora le icone non appaiano immediatamente – e selezionare la macchina fotografica per il caricamento di un contenuto multimediale, o i doppi simboli per l’inserimento di un link per un video da YouTube, Vimeo o Twitter. In entrambi i casi, è possibile inserire una didascalia a corredo.

Per terminare l’editing e procedere con la pubblicazione, tappate su “Publish“.

In Medium stat Telegraph

Telegraph cercherà di fare concorrenza a Medium? Forse, o forse no: certamente Telegraph, con il proseguire degli aggiornamenti, modificherà la propria struttura per renderla più creativa ed user-friendly (il processo di editing non è esattamente intuitivo) e non sarebbe assurdo immaginare una bacheca pubblica dei migliori articoli direttamente nella Home Page di Telegraph.

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Dopo loro, anche Telegraph?

Se finora infatti Telegram non ha mai fornito una directory unificata di canali e bot per via della necessità di espandere crawler in ognuno dei contenuti indicizzabili – abbiamo già visto gli effetti di un’operazione di questo tipo – con Telegraph la questione sarebbe totalmente differente, poichè ognuno dei documenti sarebbe ospitato sulla piattaforma, che altro non è che un sito.

Per ora il paragone più corretto è quello fatto con le Note di Facebook, sebbene su una scala più vasta.

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Ulteriori novità in arrivo!

Insomma, Telegraph è certamente una delle tante sorprese uscite dall’uovo dei creatori di Telegram che nessuno si sarebbe aspettato: altre ne arriveranno, questo è sicuro.

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