qeuBot è il primo inline bot per WhatsApp

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I chatbot arrivano su WhatsApp: è di oggi la notizia che sia per la prima volta sbarcato sull’applicazione di messaggistica di Facebook un bot capace, proprio come gli inline bot di Telegram, di inviare all’interno di una conversazione un testo prelevato da Internet. La casualità non c’entra: lo sviluppatore, totalmente estraneo a WhatsApp, ha dato vita a qeuBot, un’app che si ispira direttamente alle features di Telegram e che tenta di portare agli utenti che attualmente non ne fanno uso la comodità di poter lanciare direttamente nella schermata di conversazione immagini, gif, e persino l’oroscopo della giornata.

Siete pronti per scoprire tutto quello che occorre sapere su qeuBot?

Su WhatsApp arrivano i bot inline (o quasi)

L’assenza di bot all’interno di WhatsApp ha sempre rappresentato un tallone d’Achille per l’app di chat, impegnata più che altro nell’aggiornamento delle proprie funzionalità – solamente negli ultimi mesi implementate dopo un periodo relativamente lungo di stagnazione – e che ha da sempre dimostrato una politica alquanto negatoria nei confronti di qualunque iniziativa che prevedesse l’introduzione non controllata di bot – l’esperienza di WhatsBot in primis.

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Lo sviluppatore di qeuBot, memore dunque dei possibili pericoli e della probabile stroncatura che WhatsApp avrebbe operato sulla propria creatura se avesse tentato di inserirla all’interno della struttura dell’app di chat, ha dunque preferito operare dall’esterno introducendo su Google Play un’applicazione capace di operare alla pari di un chatbot, e più precisamente di un bot inline di Telegram.

La scheda di qeuBot è chiara, in quanto vi si trova scritto “qeuBot is a personal chatbot similar to the Telegram inline bots“, e che dunque tenta di ricalcarne le funzionalità utilizzando il medesimo sistema di chiamata in-chat: utilizzando la formula “tag-di-ricerca @wikipedia” si potranno pubblicare informazioni direttamente da Wikipedia, con “tag-di-ricerca @pic” si invieranno immagini prelevate da Bing, e via discorrendo. qeuBot include anche meteo, oroscopo, GIF superando così le funzionalità messe a disposizione dai primi bot ufficiali Telegram della prima ora.

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Ciò che probabilmente rappresenterà un freno alla diffusione di qeuBot – che, nonostante tutto, rappresenta un’idea intelligente di superare il blocco di WhatsApp poichè non vengono sfruttati nè account nè numeri di telefono ad essa collegati – è la necessità di pagare oltre 2€ per sbloccare le funzionalità supplementari al comando @Wikipedia e le opzioni associate, come la possibilità di visionare il contenuto da inviare (nella versione gratuita non appena viene inserita la tag di ricerca il bot auto-posta quanto trovato). Le difficoltà date poi dall’implementazione forzata di un sistema di ricerca fondamentalmente estraneo allo strumento non saranno poi indifferenti (le stesse pagine Wikipedia non contengono link di riferimento, ma solo un copia-incolla dei loro contenuti).

Nel frattempo è stato presentato un nuovo modulo Xposed capace di introdurre nuove funzionalità per WhatsApp, tra cui i wallpaper personalizzati per ciascun contatto, la possibilità di chiamare tramite VoIP un numero direttamente dal dialer dello smartphone e molto altro ancora.

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qeuBot su Google Play
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