L’unione di Google tra pubblicità e cronologia di navigazione è un pericolo per la privacy

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Google, Facebook e molte altre compagnie dell’elettronica e del digitale sembrano prendere decisamente sottogamba le istanze del diritto alla privacy che gli utenti quotidianamente avanzano; al contrario, nuove politiche sul trattamento dei dati personali spingono alla fusione di informazioni, dati e abitudini con il fine di consentire alle aziende di creare profili a misura di ciascun utente.

È perfettamente il caso delle pubblicità DoubleClick, una compagnia rilevata da Google nel 2008 per 3 miliardi di dollari che provvede a mantenere traccia dei comportamenti online degli utenti all’interno dei siti nei quali vengono visualizzate le proprie pubblicità, e che ora avrà a disposizione anche l’enorme flusso di informazioni provenienti dai Google Account.

Siete pronti per scoprire tutti i dettagli?

Google fonde il database di DoubleClick con i Google Account

Si tratta di una scelta semplice, quasi banale, che però potrebbe compromettere il proprio diritto alla privacy: stiamo parlando della nuova misura di trattamento dei dati personali adottata da Google questa estate che, nei fatti, rappresenta una forma di invasione da parte della società all’interno dei diritti fondamentali dell’utente-cliente.

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Google è veramente sicuro come dice di essere?

A lanciare l’allarme è stato il sito ProPublica che per voce di Julia Angwin, per 3 anni giornalista presso il Wall street Journal e finalista al premio Pulitzer, che riporta come la fusione tra le pubblicità DoubleClick ed il suo sistema di tracciamento con la cronologia del proprio account Google rappresentino nel migliore dei casi un valicamento della linea di demarcazione che le società di advertising si erano poste nel 2000 con la creazione della Network Advertising Initiative, che aveva appunto lo scopo di porre dei confini etici al proprio operato in seguito, nemmeno a farlo apposta, ad uno scandalo che aveva coinvolto proprio DoubleClick ed un pericoloso sistema di tracciamento.

Con la fusione dei due database, DoubleClick è in grado di personalizzare gli annunci degli utenti sulla base non soltanto del proprio comportamento online, ma anche a seconda delle proprie preferenze eseguite e dimostrate durante la ricerca di parole chiave su Internet o persino del proprio nome. Prima di quest’estate le informazioni contenute dentro la raccolta DoubleClick erano completamente anonime, ma da qualche mese sono associate direttamente ad un nome che corrisponde all’identità digitale registrata nell’account Google.

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Anche il Google Assistant e Allo sono stati pesantemente criticati da Edward Snowden

L’opzione è annullata di default da parte di Google nei vecchi account creati prima del cambiamento della privacy policy, ma tutti i nuovi profili registrati in seguito a quest’estate dovranno navigare direttamente nella pagina relativa al proprio account Google e spuntare la voce “Includi la cronologia di navigazione di Chrome e le attività su siti e app che utilizzano servizi Google“.

Non si tratta comunque di una novità: Facebook tre anni fa ha aggiornato la propria politica della privacy tracciando i propri utenti attraverso i siti Internet che contengono collegamenti alla propria struttura, anche se l’utente non interagisce con le shortcut – ed essendo Facebook uno delle più famose ed utilizzate piattaforme sociali, si tratta di un gioco win-win. Senza contare la privacy policy di WhatsApp, cambiamento che ha sollevato grande indignazione – oltre all’attenzione dei garanti della privacy di vari stati.

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