WhatsApp, Germania e Italia contro Facebook per l’intrusione nella privacy

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Seppur con qualche settimana di ritardo, anche i garanti della privacy si muovono per garantire la protezione dei propri dati personali a tutti gli utenti: Germania soprattutto, ma anche Italia nelle ultime ore hanno avviato procedure di analisi e punizione nei confronti di Facebook reo, in seguito ai cambiamenti nella Privacy Policy di WhatsApp, di fare uso dei dati personali degli utenti per offrire una maggiore indicizzazione dei contenuti del social network.

Siete pronti per scoprire tutti i dettagli delle azioni legali in corso contro Facebook e WhatsApp?

Niente più condivisione dei dati per WhatsApp

Niente più condivisione di dati tra Facebook e WhatsApp: così ha deciso infatti il garante della privacy tedesco – The Hamburg Commissioner for Data Protection and Freedom of Information – comunicando attraverso una lettera ufficiale la decisione di impedire qualsiasi comunicazione che preveda la diffusione di dati personali tra le due applicazioni.

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Kaspersky ha le idee chiare riguardo la politica di Facebook sui dati degli utenti WhatsApp

Una sentenza forse non storica, ma certamente significativa in quanto la Germania è attualmente il primo tra gli stati europei a prendere ufficialmente posizione nei confronti dell’applicazione e ad agire in tal senso: non soltanto verrà richiesta l‘interruzione delle condivisioni di informazioni, ma anche la cancellazione dei dati finora trasmessi poichè violanti la legge tedesca sulla protezione dei dati personali e del loro trattamento.

Poca trasparenza nella comunicazione del cambiamento della Privacy Policy, cessione del numero di telefono che potrebbe essere utilizzato da aziende terze per contattare ciascuno dei 35 milioni di utenti WhatsApp residenti in Germania, mancati chiarimenti da parte di Facebook in seguito alle richieste di spiegazioni dell’ente tedesco: questo è bastato per provvedere a sospendere qualunque forma di collaborazione tra Facebook e WhatsApp, parola di Johannes Caspar.

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Anche l’Italia parteciperà alla difesa dei dati personali degli utenti

Ma non soltanto la Germania sembra costituire un territorio ostile a Mark Zuckerberg: anche in Italia il Garante della privacy, nella figura di Antonello Soro, ha aperto un’istruttoria per verificare il rispetto delle norme a tutela dei dati personali degli utenti. Secondo Soro infatti non soltanto il numero di cellulare dell’utente, ma persino i contatti nella di lui rubrica assumono il ruolo di merce di scambio attraverso un flusso di dati ed informazioni difficilmente gestibile e rintracciabile. Il Garante intende nel dettaglio conoscere:

“la tipologia di dati che WhatsApp intende mettere a disposizione di Facebook; le modalità per la acquisizione del consenso da parte degli utenti alla comunicazione dei dati; le misure per garantire l’esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa italiana sulla privacy, considerato che dall’avviso inviato sui singoli device la revoca del consenso e il diritto di opposizione sembrano poter essere esercitati in un arco di tempo limitato.”

Bisognerà attendere il risultato delle indagini per sapere se anche l’Italia si affiancherà alla Germania nella difesa dei dati personali dei propri cittadini, così come anche Francia ed Inghilterra stanno pensando di fare.

Mark Zuckerberg è davvero generoso, o sta solamente sfruttando il terremoto di Amatrice per un tornaconto d’immagine?

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