Perchè Telegram non introdurrà le chiamate VoIP

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Il mancato arrivo di un update dai contenuti sensibilmente visibili e la curiosità manifesta sui possibili contenuti dell’aggiornamento che verrà rilasciato con grande probabilità nel mese di agosto hanno scatenato le speculazioni degli utenti Telegram. Commenti, nuovi bot, nuova grafica, persino le chiamate VoIP, che su Telegram non sono mai state presenti e mai lo saranno per una serie di ragioni squistamente commerciali, ma anche geopolitiche. Se dunque vi annoverate tra coloro che bramano la possibilità di poter utilizzare le chiamate VoIP su Telegram, questo articolo vi darà un grande dispiacere.

Naturalmente non stiamo escludendo che Telegram possa lanciare una funzionalità VoIP nei prossimi mesi o anche anni, ma rappresenterebbe un grave errore.

Siete pronti per scoprire perchè Telegram non introdurrà le chiamate VoIP?

Politica e geopolitica

Così come i nostri lettori più accorti e fedeli avranno avuto occasione di scoprire tramite la nostra serie di approfondimenti sulla libertà di espressione tecnologica nel mondo, le chiamate VoIP rappresentano il comune denominatore dell’azione repressiva dei governi mediorientali ed africani, ma non solo, sui servizi di comunicazione.

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Tempi duri per Skype

Se infatti apparentemente Skype, WhatsApp e Viber possono subire un blocco delle trasmissioni a causa della scarsa, se non assente libertà di espressione nei suddetti Stati – pensiamo all’Etiopia o all’Uganda, dove i social network sono vietati poichè permetterebbero, ed allo stesso tempo obbligherebbero, una maggiore trasparenza negli affari politici ed istituzionali – in altre situazioni la motivazione di fondo è molto più concreta.

Il blocco dei siti web è differente dal’interruzione dei servizi VoIP in una determinata area geografica: mentre nel primo caso le ragioni possono essere molteplici (religiose, ideologico-politiche, di sicurezza…) nel secondo sono quasi unicamente di natura economica; nel 2015 l’Egitto, nel maggio 2016 l’Arabia Saudita, e così l’Oman, il Qatar, la Cina per un totale del 40% della popolazione mondiale, attualmente impossibilitata dall’uso dei servizi VoIP (secondo Voxox).

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AllIran la libertà di comunicazione non piace più di tanto

Come è possibile notare da QUESTA infografica, la maggior parte dei Paesi in cui il blocco è stato conseguito con successo sono situati nella zona medio-orientale, con punte in Asia e in America Latina; si trattano di economie in fase espansiva o ancora in via di sviluppo ma prive di un retroterra economico-culturale improntato sul libero mercato e la concorrenza capitalistica. Legati ancora ad un pensiero economico tipico dei primi decenni del Novecento, nei Paesi arabi e del Nord-Africa le compagnie telefoniche sono ancora interamente di proprietà statale, e la presenza di concorrenti stranieri che offrono un servizio migliore ad un prezzo decisamente più conveniente rappresenta una perdita notevole per le casse dello Stato.

L’ARNT (la compagnia telefonica marocchina), così come quella saudita hanno provveduto a bloccare i servizi VoIP non soltanto per salvaguardare i propri interessi, ma perchè consapevoli della necessità da parte dei propri cittadini di un servizio di comunicazione per contattare i propri cari, spesso migrati all’estero in cerca di migliori possibilità lavorative. Sostanzialmente, l’instaurazione di un monopolio attuato eliminando qualsiasi forma di concorrenza.

Perchè Telegram non dovrebbe introdurre le chiamate VoIP?

Per le ragioni sopra esposte, ma non solo: attualmente la più ampia base d’utenza di Telegram si trova appunto nelle principali regioni mediorientali quali Arabia Saudita ed Iran, oltre che in Italia. Telegram si è rivelato un utile strumento per il giornalismo free-lance, ed i canali Telegram delle vie comunicative formidabili per permettere la diffusione di contenuti vietati dalla propaganda di regime, in quanto non indicizzati.

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Non siamo certi che Telegram abbia intenzione di perdere una delle più grandi basi d’utenza

L’introduzione delle chiamate VoIP non darebbe altro che un’opportunità d’oro a coloro che stanno già mettendo in atto misure repressive nei confronti di Telegram per chiudere definitivamente il servizio, bloccandolo senza possibilità di appello. Senza considerare la concorrenza spietata di altri servizi come WhatsApp, Viber o Skype, i quali difficilmente vedranno in Telegram un potenziale pericolo per il loro mercato, ed a ragione.

Meglio che Telegram si concentri sui bot e sui canali, il vero motore della piattaforma, magari concedendo qualche strumento in più ad utenti e sviluppatori.

Non crucciarti, Telegram ha tante possibilità! Scopri QUI tutte i migliori bot per pubblicare contenuti su un canale!

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