Quali rischi si corrono falsificando la posizione (e non solo) su Pokémon GO?

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Sin da quando il primo file APK di Pokémon GO ha visto la luce negli store alternativi a Google Play, gli utenti hanno subito cercato di capire quali potessero essere le applicazioni ed i moduli Xposed che consentissero loro di aggirare le stringenti regole del gioco: da una parte infatti Pokémon GO immerge l’utente all’interno di una realtà simulata in cui giocatori e Pokémon si vengono a trovare sullo stesso piano dimensionale, ma dall’altra si rende comunque necessario percorrere decine di chilometri per poter rifornirsi gratuitamente di oggetti e strumenti, catturare Pokémon, conquistare palestre.

Su Internet le guide per simulare la propria posizione si sprecano, ma quali sono i rischi che si corrono nell’utilizzare queste applicazioni, o altri metodi non ortodossi per facilitare la schiusa delle uova?

Siete pronti per scoprirlo?

Niantic mette in azione il Banhammer

Conosciuto nel mondo dell’Internet con il termine di “Banhammer“, il blocco da parte di un’azienda o società dei propri servizi è cosa comune di fronte a sospette azioni illecite per arginare le regole che tutti i giocatori sono tenuti a seguire. In questo caso, l’accusa principale che gli utenti di Pokémon GO sono tenuti ad affrontare – con conseguente ban di Niantic – è il cosiddetto “spoofing“, ossia la falsificazione dell’identità (in questo caso, della posizione) tramite applicazioni o moduli che consentono di dirottare il segnale GPS.

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Sicuri che falsificare la vostra posizione vi aiuterà a migliorare nel gioco?

Ebbene, Niantic starebbe appunto bannando gli utenti sospettati di spoofing: a riprova di ciò, in Rete stanno cominciando a moltiplicarsi le segnalazioni da parte di giocatori (sia statunitensi che italiani) che, dopo aver falsificato la propria posizione, si sono ritrovati impossibilitati dal condurre normalmente l’esperienza di gioco. Pokémon che scappano al primo tentativo di cattura, incapacità di accedere a Palestre e Pokéstop e strumenti inutilizzabili: un panorama da incubo per un giocatore tanto incallito da arrivare a barare per accrescere il proprio livello di forza in-game.

In realtà, come molti sottolineano, chi sfrutta questo tipo di trucchi per falsificare la posizione agisce per necessità: lo squilibrio nel posizionamento dei Pokéstop – vitali per continuare a rifornirsi degli equipaggiamenti necessari, come Pokéball e spray curativi – ha lasciato alcune aree del globo completamente deserte con un forte sbilanciamento tra centri abitati e centri storici e periferie e provincia, naturalmente a danno di queste ultime. Dato che il gioco non è stato ancora rilasciato in Europa ci si aspetta che le cose possano gradualmente cambiare in meglio, tanto che già si comincia a parlare di Pokéstop “sponsorizzati” che le aziende potrebbero inserire nel gioco per attirare un numero maggiore di clienti. Nel frattempo, però, conviene davvero barare?

Come evitare il ban di Niantic?

È possibile dunque riuscire ad evitare il ban di Niantic? Sì, se si agisce con ragionevolezza ed utilizzando il buon senso, anche se lo stesso blocco attuato dalla società svanisce dopo poche ore.

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Al ban non si scappa, al contrario dei Pokémon

Lo stesso Pokémon GO sembra infatti programmato per registrare gli spostamenti del giocatore durante i periodi di pausa dall’utilizzo dell’app: se l’ultima posizione memorizzata risulta essere troppo lontana dalla prima coordinata segnalata al momento dell’apertura successiva, il ban diventa effettivo. Sostanzialmente, l’app sa che non è possibile spostarsi da New York a Roma in soli cinque minuti; allo stesso modo, anche i “salti geografici” effettuati durante il gioco – spostamenti improvvisi di chilometri – causano l’immediata attivazione del blocco.

Per evitare dunque di insospettire l’app, basta individuare il Pokéstop più vicino alla propria posizione reale ed impostare in quelle vicinanze la posizione simulata; naturalmente la falsificazione deve avvenire sempre dopo aver chiuso Pokémon GO, altrimenti il sistema saprà individuare in pochi istanti la frode.

E per gli altri trucchi?

La falsificazione della posizione è solamente uno dei pochi sistemi adottati dagli utenti per evitare di dover percorrere i chilometri richiesti dall’applicazione: droni, bicilette, persino giradischi e forni a microonde sono stati utilizzati per confondere il sistema GPS di Pokémon GO che, a quanto pare, sembra prestarsi molto facilmente a trucchi di questo tipo.

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Sono davvero così tanti 2 chilometri da percorrere?

In questi casi non si rischia alcun ban di Niantic dato che i chilometri percorsi vengono registrati dal contatore delle uova ma non dall’avatar stesso.

Vuoi scoprire i trucchi che non vi causeranno il ban di Niantic? Leggi QUI i suggerimenti, i consigli e gli espedienti da sapere ed adottare con Pokémon GO!

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