Niantic starebbe davvero bannando i giocatori di Pokémon GO al di fuori delle regioni supportate?

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Alle volte le bufale arrivano anche su Android: non appena infatti Pokémon Go è stato rilasciato in tre differenti regioni geografiche (Stati Uniti, Nuova Zelanda ed Australia) subito hanno cominciato ad apparire in Rete e nei gruppi a tema – su Facebook principalmente, ma anche su Telegram – notizie riguardo ad un fantomatico ban che Niantic, la casa di sviluppo del gioco in partnership con Nintendo, destinerebbe a tutti coloro che si fossero impossessati del file APK prima del rilascio nel Google Play della propria regione geografica.

Si tratta di una punizione alquanto brutale ma forse verosimile, in base a quanto già successo nei mesi passati. Fortunatamente, si trattano solo di voci che amplificano un fatto accaduto nell’aprile del 2016, quando un avvenimento del genere era realmente successo.

Siete pronti per scoprire perchè Niantic non vi bannerà per aver giocato a Pokémon GO?

Niantic non è malvagia (non del tutto)

La storia secondo la quale Niantic dovrebbe o avrebbe già bannato – ossia escluso permanentemente dal servizio – gli utenti che avessero già scaricato ed incominciato ad utilizzare Pokémon GO ha sollevato le paure di molti: non si tratta di coda di paglia ma, più propriamente, di verosimile terrore. Effettivamente Pokémon GO non è ancora stato rilasciato in alcuno store italiano, la data ufficiale di uscita – almeno, in Italia – è il 15 luglio 2016 e nessuno può escludere a priori tale possibilità.

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Charizard su Pkémon GO

Ma si tratta di una bufala causata dalla disinformazione e dalla confusione di due eventi distinti: qualche settimana fa era infatti circolato un file APK di Pokémon GO, trafugato da alcuni beta-tester che non erano rimasti all’interno delle clausole del contratto che li legava a Niantic (una delle tante che imponeva agli utilizzatori del gioco – ancora in fase beta – di non diffondere il file di installazione al pubblico, di non lasciare trasparire rumors dettagliati, e via discorrendo).

La società aveva reagito molto brutalmente nei confronti di tutti coloro che si fossero registrati a Pokémon GO senza essere inclusi nel programma: un ban definitivo che aveva comunque messo fuori uso solamente l’account Google con il quale i malcapitati si erano collegati, ma non li escludeva naturalmente da Google Play.

Perchè non dovrebbe succedere oggi? Principalmente, il gioco non è più in closed-beta ma è disponibile al download in ben tre Stati; oltre a ciò, il gioco è tradotto anche in italiano, il che lascia supporre che sia la versione definitiva che sbarcherà sul Play Store del nostro Belpaese tra qualche giorno. Giocate pure in tranquillità, il brivido e il timore di ricevere un ban permanente aumenterà solo il piacere del gioco.

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