Facebook usa la posizione degli utenti per suggerire nuovi amici, ma è un pericolo per la privacy

Iscriviti per ricevere una notifica ogni volta che pubblichiamo un articolo che non puoi davvero perderti! Disturbiamo poco, informiamo molto.

Ogni grande azienda possiede la propria nemesi: Microsoft ha la Apple, la quale è stata per un certo periodo anche la concorrente principale di Google e persino di Samsung, mentre Rovio deve fare annualmente i conti con Supercell. Sarà bizzarro, ma la nemesi principale di Facebook è proprio la privacy: non passa settimana che la società di Mark Zuckerberg finisca nell’occhio del ciclone per pratiche di adverstising invasive o utilizzi poco ortodossi dei dati degli utenti.

Questa volta a sollevare la questione è il sito americano Fusion che pone sotto la lente d’ingrandimento la funzionalità “Persone che potresti conoscere”, a suffragio della quale l’app sfrutterebbe la posizione dell’utente attraverso modalità totalmente invasive della privacy.

Siete pronti per scoprire come e perchè Facebook violerebbe la privacy degli utenti?

La modalità “Persone che potresti conoscere” invade la privacy degli utenti

La modalità “Persone che potresti conoscere” è da molto tempo parte integrante dell’applicazione e del social network stesso e tenta di aiutare gli utenti a trovare nuove persone con cui fare amicizia in base a tag, commenti ed amicizie in comune.

Facebook-posizione-privacy-4
Una popolare immagine del conduttore Jimmy Fallon

Ultimamente sono però cresciute le segnalazioni di una possibile integrazione da parte dell’app della geolocalizzazione degli smartphone in funzione di una maggiore accuratezza della modalità  “Persone che potresti conoscere“: più di un utente avrebbe riportato di aver ricevuto richieste di amicizia o di aver trovato tra le amicizie suggerite persone che frequentavano lo stesso bar, ristorante o luogo di lavoro ma con le quali non aveva mai avuto un contatto virtuale sulla piattaforma.

Stando a quanto riportato da un portavoce di Facebook,

“People You May Know are people on Facebook that you might know. We show you people based on mutual friends, work and education information, networks you’re part of, contacts you’ve imported and many other factors.”

Tra quest fattori troviamo infatti la geolocalizzazione; naturalmente la posizione in sè non sarebbe determinante per garantire l’entrata di un utente, e lo stesso portavoce ha poi specificato che due utenti dovrebbero avere in comune almeno una rete di connessione per apparire collegati agli occhi dell’algoritmo.

Sfortunatamente si tratta di una possibilità remota: con l’arrivo delle reti Wi-Fi praticamente all’interno di qualsiasi attività commerciale, una semplice frequentazione abituale di un luogo di ritrovo pubblico sarebbe sufficiente a persone anche sgradite (basti pensare a protestanti adiacenti la propria area di lavoro, stalker o semplici inopportuni) venire a contatto con un utente e scoprirne le informazioni di base – a seconda del livello di privacy impostato per il proprio profilo.

Woodrow Hartzog, professore di legge alla Samford University, ha specificato che si tratterebbe di “una grave violazione della privacy“: nel momento in cui Facebook realizzasse che le “Persone che potresti conoscere” sono le “Persone che frequentano gli stessi luoghi di lavoro, ritrovo, studio potrebbe sfruttare tali informazioni per scopi commerciali. Già da qualche tempo la piattaforma ha cominciato a fare uso di pubblicità geolocalizzate, e la scoperta dei propri itinerari preferiti costituirebbero dei metadata imperdibili per il team di Zuckerberg.

Come evitare la ricezione della geolocalizzazione

È sufficiente aver condiviso la propria posizione sulla propria timeline almeno una volta per aver concesso a Facebook di usufruire della geolocalizzazione del proprio account: una scelta discutibile, ma dalla quale si può tornare indietro.

Facebook-posizione-privacy-3

Accedendo alla quarta scheda dell’applicazione e successivamente tappando su “Impostazioni account” > “Posizione” si potrà verificare se Facebook abbia o meno l’accesso ai propri dati relativi alla posizione; se possedete smartphone con Android Marshmallow o superiori, potrete poi disattivare l’accesso alla posizione direttamente dalle “Impostazioni“.

Non solo: sapevi che Facebook ha tentato di estorcere l’accesso agli SMS degli utenti con una pratica truffaldina?

Vorresti scrivere per AppElmo? Mettiti in gioco: stiamo cercando collaboratori! Scrivi a [email protected], e dai un’occhiata QUI per le modalità di contatto. Non essere timido!

Se non volete perdervi nè le prossime News nè gli altri articoli di AppElmo (e sappiamo che non volete), allora potete iscrivervi alla nostra newsletter inserendo il vostro indirizzo email nel form qui in basso (tranquilli, vi assicuriamo che non vi invieremo spazzatura o spam; in caso contrario, vi saremmo immensamente grati se ci segnalaste il problema).

Oppure potete seguirci sulla nostra pagina Facebook, sul nostro account Twitter, sulla nostra pagina Google Plus, sulla nostra rivista Flipboard e sul nostro canale Telegram oppure, in alternativa, potete sempre scaricare la nostra app da Google Play, cliccando QUI o sull’immagine nella sidebar! Grazie mille!

[wysija_form id=”3″]

Commenti

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. AcceptRead More

//