Le 7 nuove features e novità che ci piacerebbe vedere su Telegram 4.0

Vedremo mai l'arrivo di Telegram 4.0? Forse no, ma nel frattempo...

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Telegram è un’app molto popolare e di gran lunga preferibile alla concorrenza per certi aspetti: negli ultimi tempi la fama innovatrice che circondava l’app, il team di sviluppo e soprattutto il suo fondatore, Pavel Durov, si è andata affievolendosi a discapito di una crescente ripresa di WhatsApp e Facebook Messenger.

Anche il sostenitore più accanito dell’app di chat russa avrà infatti notato un progressivo attenuarsi delle dichiarazioni, spesso roboanti, di nuovi aggiornamenti e gli stessi rumors sono diventati più magri e sparuti. Tutti attendevano l’imminente arrivo della versione Telegram 4.0 quando invece, dopo Telegram 3.9, è comparso Telegram 3.10 a rovinare la festa; una serie di aggiornamenti minori, piccoli aggiustamenti grafici che affinano l’esperienza utente quotidiana ma che non soddisfano la costante fame di novità, hanno poco a poco spento l’entusiasmo.

Ciononostante, nel nostro inguaribile ottimismo che siamo più che sicuri che Telegram non oserà deludere, abbiamo stilato una lista delle funzionalità che ci piacerebbe che l’applicazione introducesse nel prossimo aggiornamento a Telegram 4.0: ben 7 features, tra accorgimenti minori e massicci potenziamenti della piattaforma, che renderebbero il futuro update veramente memorabile.

E voi cosa vi aspettate da Telegram 4.0? Fatecelo sapere nei commenti!

#1 – Piattaforma estesa per i gestori di bot e canali

I bot ed i canali sono gli elementi più rappresentativi di Telegram: se è vero infatti che GIF e stickers non sono un’invenzione originale e vengono attualmente supportati anche da altre piattaforme, Telegram fu la prima app di chat a scommettere – correttamente – che i programmi automatici sarebbero stati il futuro della messaggistica. Inoltre i canali rappresentano un sistema di broadcasting unico, molto più diretti di una pagina Facebook ma molto meno invasivi di un messaggio privato.

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Potrebbe essere auspicabile un’app “Gestore dei canali”?

Ciò che ora non è presente – ma che speriamo venga aggiunto con Telegram 4.0 – è appunto una piattaforma di supporto che aiuti i creatori di contenuti per Telegram ad avere informazioni più dettagliate sui propri follower e sul livello di interazione dei contenuti; l’esempio più lampante è l’app Gestore delle Pagine su Facebook e la sua controparte Web. Statistiche, rapporti di crescita, numero di visualizzazioni per messaggio, analisi del coinvolgimento per tipologie di contenuti proposti – persino Google+ dispone di funzionalità simili.

Per ragioni di comodità e per evitare di appesantire l’applicazione con funzionalità che non tutti gli utenti troverebbero interessanti o funzionali sarebbe più logico realizzare un’app secondaria, che però consenta anche di ricevere messaggi privati dai propri seguaci senza dover universalmente condividere il proprio username o acquistare un numero di cellulare per crearne uno dedicato. Le risorse di Telegram sono limitate ai possedimenti personali di Durov e sappiamo bene che quanto attualmente ci viene messo a disposizione è del tutto gratuito: per questo motivo saremmo più che contenti di pagare un abbonamento mensile che aggiungesse funzionalità in più a questa nuova piattaforma estesa – pur mantenendo le funzionalità di base accessibili a tutti.

#2 – Directory unificata

Telegram è una piattaforma ferma allo stadio adolescenziale: si tratta di un passaggio che attraversano tutte le app o i siti potenzialmente di successo che ancora però non presentano nè regole chiare nè un’architettura specifica.

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TelegramItalia è un esempio di directory di terze parti

Ciò che infatti attualmente ha risparmiato a Telegram pesanti critiche sulla gestione di numerosi aspetti della piattaforma – tra cui a nostro parere la modalità di formattazione del testo, su cui torneremo più avanti – è l’inventiva degli sviluppatori di bot e la capacità di arrangiarsi tanto identificata negli italiani ma che in realtà contraddistingue l’intera community digitale.

All’inserimento di bottoni inline e di link nel testo provvede @ControllerBot, mentre @TopCanaliPlus e @TopSupergruppi forniscono le classifiche dei canali e gruppi più frequentati e per i bot basta accedere a @storebot. Soluzioni di seconda mano che ci piacerebbe però che ad amministrarle e gestirle fosse il team in persona: la creazione di una directory unificata sarebbe già un primo passo per una globalizzazione dei servizi.

Per scoprire nuovi canali, bot o persino gruppi è necessario affidarsi al passaparola o a siti che comunque non sono rappresentativi dell’intera comunità Telegram: una directory unificata sarebbe l’ideale per evitare discontinuità nei servizi e garantire a tutti la medesima visibilità. Sarebbe sufficiente persino che la barra di ricerca non si limitasse a filtrare gli username ma anche il nome specifico, o persino le tag che ogni amministratore sarebbe invitato ad affiancare al proprio bot o canale.

#3 – Messaggi importanti

I Messaggi Importanti sono l’unica funzionalità veramente originale che WhatsApp può vantare nei confronti di Telegram: nonostante si tratti certamente di un’implementazione minore, è una comodità in più che permette di ottimizzare le tempistiche di ricerca.

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Quando presentammo i Messaggi Importanti tra le features di WhatsApp nel Versus Telegram vs WhatsApp, ci venne replicato che sull’app di chat russa è comunque possibile chattare con il proprio profilo personale: in questo modo è sufficiente inoltrare al proprio profilo i messaggi ritenuti importanti per sopperire alla mancanza dell’app.

Ancora una volta, si tratta di una soluzione di ripiego: in Telegram 4.0 preferiremmo che venisse introdotta una nuova voce tra le opzioni che ci permetta di impostare come “Speciali” determinati messaggi e file audio, in modo da poterli recuperare successivamente.

#4 – Formattazione integrata

Attualmente Telegram non integra di default la formattazione del testo: di contro, è stato realizzato il bot @bold che consente di evidenziare in grassetto o corsivo le singole parole o di aggiungere collegamenti ipertestuali.

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Se ciò rientra perfettamente nel modus operandi di Telegram – che ha fatto dei bot la propria punta di diamante – al contempo non è altro che una severa scomodità per l’utente. Creare un messaggio formattato attraverso @bold lascerà comunque in sovraimpressione la dicitura del bot inline (molto poco elegante, specialmente all’interno dei canali), mentre utilizzando un bot di terze parti (come appunto @markdownrobot) si esclude qualsiasi modifica ulteriore all’invio del messaggio, pena la perdita di formattazione.

Google+ integra la formattazione, allo stesso WhatsApp: perchè non renderla dunque automatica anche su Telegram 4.0?

#5 – Modifiche visibili 

Le ultime release di Telegram hanno introdotto la possibilità di modificare i messaggi privati anche in seguito all’invio: non sono stati scatenati complotti internazionali nè la società occidentale è caduta nel caos come molti avevano predetto, ma si è trattata comunque di un’implementazione non indifferente.

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Le modifiche potranno essere più visibili?

Sia nei gruppi sia nelle chat private, la piattaforma utilizza una dicitura alla base della casella di testo che conferma l’avvenuta modifica nonchè la data e l’orario, ma non il contenuto precedentemente scritto. Allo stesso modo di quanto avviene su Facebook relativamente ai commenti, l’inserimento di una casella ulteriore funzionale alla visualizzazione del testo originale o appena modificato eviterebbe incomprensioni o situazioni spiacevoli, proprio in un periodo in cui anche i messaggi WhatsApp – e non solo – sono ammessi come prove dal sistema giudiziario italiano.

#6 – @vote e @like

Si è tanto vociferato dell’introduzione dei bot @vote e @like in un prossimo futuro anche nei canali: già testabili all’interno di gruppi e chat private, rappresenterebbero la soluzione ideale per supplire alla mancata introduzione dei commenti.

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Ancora non è possibile farne uso

Vi rimandiamo all’articolo dedicato per una spiegazione adeguata ma vi basti sapere che, attraverso questi due inline bot, è possibile indire sondaggi o associare reactions ai propri post (utilizzando le emoji che si desiderano per un massimo di 6 contemporaneamente) sfruttando le potenzialità delle tastiere inline. Graficamente ottimi e funzionali, sarebbero una sorpresa assai apprezzata su Telegram 4.0.

#7 – Una nuova grafica?

Lo stato attuale del layout di Telegram non dà spazio a lamentele: pulito, funzionale, forse troppo tendente all’azzurro ma nulla di estremamente preoccupante o fastidioso.

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Ciononostante non ci dispiacerebbe che l’aspetto grafico venisse parzialmente modificato introducendo più Material Design, sull’esempio di quanto già fatto su Telegram Web: seppur realizzato con API non ufficiali – difatti è possibile ottenere un’anteprima della grafica con il client alternativo Challegram – un nuovo design avrebbe forse un impatto più significativo sui casual user, spingendoli alla permanenza sulla piattaforma.

E gli altri?

I  più critici avranno già notato l’assenza di features importanti come i commenti ai canali, gli stati ai profili privati, le tab suddivise per tipologia di contatto e le chiamate VoIP.

Per quanto riguarda le prime tre funzionalità, è bene mettersi il cuore in pace: Telegram e Pavel Durov hanno già deciso che non le implementeranno mai, almeno stando a quanto accaduto negli ultimi mesi. Le Bio su Telegram, dopo alcune fugaci apparizioni, hanno conosciuto il loro periodo di auge per poi venire irrimediabilmente stroncate dal team di sviluppo; i commenti ai canali, apparsi brevemente in alcuni contatti di musica pirata russi, sono scomparsi silenziosamente così come erano arrivati – e l’eliminazione dei commenti sembra essere un trend in crescita, specialmente poi su una piattaforma in cui le armi contro spammers e flooders sono assai limitate. Telegram ha inoltre negato la possibile introduzione delle tab in un prossimo futuro.

Per quanto riguarda le chiamate VoIP, sono in dirittura di arrivo – sì, ma quando?

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