Tutte le migliori novità del Google I/O 2016 in 10 video

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Il Google I/O è stato sicuramente l’evento più importante degli ultimi mesi, che ha visto Google svelare decine di novità entusiasmanti, da Allo a Duo passando per gli aggiornamenti per Android Wear 2.0 ed i nuovi strumenti per gli sviluppatori. Grandi features che in parte abbiamo messo in evidenza nel nostro canale Telegram ma che possono essere sfuggite alla maggioranza dell’utenza, troppo impegnata o distratta per poter seguire le dirette direttamente dal palco delle conferenze.

Abbiamo dunque riassunto i 10 annunci più entusiasmanti in altrettanti video, corredati naturalmente da una didascalia esplicativa, per raccapezzarsi davanti alle discussioni che i gli amici – ben più informati – staranno sicuramente già tenendo sul futuro di Hangouts o alla forma che avrà il prossimo visore VR di Google.

Siete pronti per riassumere tre giorni di Google I/O in 10 video?

#1 – Google Assistant

Google Assistant sarà la prossima madre virtuale di qualunque bambino, e l’assistente perfetta per ogni padre di famiglia: un’intelligenza artificiale sviluppata integrando anni di ricerche, elaborazioni e dati che hanno saputo dare vita, perlomeno così come abbiamo potuto notare dal video di presentazione. Google Assistant integra al suo interno il Google Knoweledge Graph, un’estesa raccolta di dati che ha contribuito enormemente ad espandere la capacità cognitiva di Google Assistant permettendogli di eseguire ricerche, riconoscere oggetti ed animali ed intuire i soggetti sottintesi delle domande poste, permettendogli in questo modo di proseguire una conversazione ben oltre il primo quesito. Google Assistant è il cuore non soltanto di Allo, l’app di chat di Google, ma anche di Google Home, la risposta della casa di Mountain View ad Amazon Echo.

#2 – Google Home

Mentre Amazon Echo aveva ricevuto ben poca attenzione in Italia, Google Home ha invece saputo ben sfruttare la cassa di risonanza del Google I/O 2016 per lanciare un messaggio alla platea internazionale in ascolto (ed in fibrillazione): Google Home è l’oggetto che avete sempre desiderato. E per molti questa è la verità: racchiuso all’interno delle stretti pareti di un accessorio, Google Assistant sfrutta il vantaggio della piena integrazione con il mondo Android per gestire contemporaneamente smartphone, televisori, domotica (quel poco finora prodotto da Nest) ed in futuro anche elettrodomestici. Facile da utilizzare, pratico e funzionale, Google Home permette di compiere ricerche in ogni momento e subito, semplicemente pronunciando il classico comando “OK Google“; bisognerà però che si guardi le spalle da Alexa, la diretta concorrente: un’intelligenza artificiale prodotta da Amazon ed integrata in Amazon Echo che, più che sorprendere per via delle capacità cognitive, ha saputo dimostrare un’apprezzabile flessibilità nei confronti di software di terze parti, venendo incontro a developers ed aziende.

#3 – Allo e Duo

Abbiamo già parlato lungamente di Allo, la nuova app di messaggistica di Google, e di conseguenza vi reindirizziamo al nostro Approfondimento dedicato qualora ne vogliate sapere molto di più a riguardo: in sintesi, si tratta della risposta di Google a Messenger. Completo, veloce, personalizzabile e pienamente integrato con Google Assistant, consentirà di chattare da soli o di sfruttare la potenza dell’AI per prenotare ristoranti, controllare i cinema e quant’altro senza mai lasciare la chat. Duo è invece la suite dedicata alle videochiamate ed alle videochat: come Allo, anche Duo sarà direttamente collegato al numero di telefono, consentirà di videochiamare in tempo reale i propri contatti, impostare anteprime video e gestire la rubrica.

#4 – Android Wear 2.0

Android Wear 2.0 rappresenta una piccola rivoluzione per la tecnologia, ma un massiccio aggiornamento che finalmente permetterà agli smartwatch di recidere il cordone ombelicale che li teneva irrimediabilmente legati allo smartphone, rendendoli di fatto un accessorio alquanto inutile se non fastidioso. Grazie ad Android Wear 2.0 gli smartwatch diventeranno completamente indipendenti e riceveranno features proprietarie come una tastiera QWERTYsmart replies e scrittura a mano per ottimizzare le tempistiche di risposta a messaggi e chat ma soprattutto la possibilità di utilizzare applicazioni dedicate e sviluppate per un utilizzo principalmente su smartwatch. Android Wear 2.0 dovrebbe giungere su tutti gli smartwatch e nelle mani dei developers indicativamente entro la fine del 2016.

#5 – Firebase

Questo Google I/O 2016 è stato caratterizzato da grandi novità per gli sviluppatori di applicazioni Android: Firebase Analytics è una nuova piattaforma per developers che consente di accedere a dati capillarmente diffusi riguardo l’utilizzo e l’intrattenimento suscitato dalla propria app nell’utenza, rivelando al contempo le eventuali criticità al sistema in tempo reale e fondendo in un’unica piattaforma gli strumenti precedentemente a disposizione.

#6 – Chromebook e Google Play

Come potrà mai un Chromebook c’entrare con le applicazioni per Android? Nonostante infatti siano stati sviluppati dalla stessa casa madre, Chrome OS non ha mai supportato (o sopportato) alcuna app per Android; tutto ciò naturalmente fino a poche settimane prima del Google I/O 2016 in quanto cominciarono a trasparire alcune indiscrezioni su un possibile arrivo di Google Play all’interno di Chrome OS, rumors che vennero poi confermati durante la conferenza. Grazie a questa fantastica implementazione Chrome OS avrà a disposizione tutte le app per Android integrative dell’esperienza utente; uno step fondamentale che consentirà alla prossima generazione di Chromebook di contare su un pubblico molto più vasto ed interessato a riguardo.

#7 – Android N Developer Preview 3

Android N si sta avvicinando agli stati finali della propria fase di beta-testing: il Google I/O è stato infatti caratterizzato dal rilascio di una Developer Preview 3 della nuova versione del sistema operativo di Google che, nonostante le aspettative, non ha particolarmente brillato per innovazione o introduzione di nuove features – oltre a quelle già testate ed annunciate. Una Developer Preview 3 di Android N parecchio deludente che non soltanto non presenta ulteriori funzionalità, ma che anzi ne riduce il numero già presente: dovremo dire addio anche per quest’anno alla Modalità Notturna?

#8 – Google Daydream VR

Google Daydream è stata un’ulteriore sorpresa per ogni spettatore: nonostante molti rumors facessero presagire la presentazione di un visore VR proprietario da parte della compagnia che più di altre aveva puntato sull’integrazione della realtà virtuale con gli smartphone (da Cardboard a Cardboard++), Google Daydream rappresenta un progetto che esula dalla semplice concorrenza ad Oculus Rift e HTC VIVE. Daydream VR è infatti il nome assegnato per una struttura hardware che al contempo si appoggia su una libreria software in grado di fornire gli elementi necessari per sviluppare il proprio gioco in realtà virtuale, sfruttando anche la connessione con YouTube e gli altri elementi del mondo Google.

#9 – Android Instant Apps

Anche per ciò che concerne Android Instant Apps, anche questa tecnologia era stata ipotizzata prima della presentazione ufficiale al Google I/O 2016: nei fatti, Android Instant Apps si dimostra molto più interessante nella realtà di quanto non fosse apparso nei rumors. Sostanzialmente un utente che non voglia scaricare un’applicazione per un utilizzo solamente momentaneo, o che desideri provare una versione demo della stessa app prima di eseguirne il download – o l’acquisto – potrà sfruttare questa tecnologia che provvederà a scaricare nel device solamente le strisce di codice necessarie per performare le azioni principali.

#10 – Xiaomi Android TV Box

Abbiamo tenuto, per la posizione finale, una delle sorprese più esterne al Google I/O 2016 ma comunque facenti parte del grande e complesso sistema di promozione che unisce Google e le case di produzione esterne: presentato direttamente dalle sapienti mani di Hugo Barra, vicepresidente di Xiaomi, la nuova Android TV Box rappresenta una new-entry nel mercato delle Android TV Box ed al contempo un boost di prestazioni e potenzialità. La nuova Android TV Box di Xiaomi consentirà di riprodurre contenuti in 4K, giocare ad alti livelli grazie ai 2GB di memoria RAM, agli 8GB di memoria interna ed un peso quasi ridicolo.

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