Tutto quello che occorre sapere su Allo, la nuova app di chat di Google

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Molti hanno amato Telegram per le sue funzionalità innovative, come l’integrazione degli inline bot direttamente nelle chat, la loro capacità di interagire con gli utenti non soltanto in una conversazione privata ma persino in gruppi; allo stesso tempo, si può invidiare la capacità dei bot di Messenger – assolutamente meno attrattivi rispetto a quelli di Telegram, perlomeno dal punto di vista della privacy e della semplicità di programmazione – di interagire intelligentemente con l’utente, provvedendo persino a rilasciare informazioni su film, serie TV e prenotazioni al ristorante.

Google ha deciso di riprendere tutte queste features all’interno di Allo, la nuova app di chat che sostituirà definitivamente Hangouts e probabilmente spingerà Telegram ad integrare una lunga serie di implementazioni: siete pronti per scoprire tutte le informazioni necessarie su Allo?

Allo, l’app di chat intelligente

Allo è stata sicuramente una sorpresa: molti si aspettavano l’arrivo di Hangouts 2.0, una versione potenziata dell’app di chat di Google che invece, a quanto pare, verrà sostituita da Allo. Non è stato specificato quale sarà il destino di Hangouts: Google ha specificato che verrà dedicato ad un pubblico aziendale, ma recenti dichiarazioni lasciano pensare che probabilmente, nel caso in cui Allo dovesse riscuotere un grande successo di pubblico, allora Hangouts verrà assorbito al suo interno.

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Le tre particolarità di Allo

Allo è stato presentato da Google ponendo l’accento su tre particolari elementi: Expression, the Google Assistant, e Security, ossia la capacità data all’utente di esprimersi, di sfruttare il Google Assistant per le proprie conversazioni e di chattare senza preoccuparsi della sicurezza della propria chat. Vediamo nel dettaglio ciascuno di questi aspetti.

Allo: Expression

Allo è un’app di chat basata sul numero di telefono personale dell’utente: così facendo sarà possibile chattare direttamente con i propri numeri in rubrica che già possiedono un profilo Allo; in questo senso possiamo vedere come Google abbia abbandonato l’idea di rendere ogni profilo legato al proprio account Google, ed abbracciato ciò che WhatsApp e Telegram già fanno.

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Stickers e Whisper: yay!

Allo integrerà nelle proprie chat emoji, stickers – che saranno realizzati da famosi artisti, ma non abbiamo perfettamente capito se verrà lasciata all’utente la possibilità di creare i propri pacchetti di stickers così come già avviene su Telegram o saranno stabiliti dal team di sviluppo come invece è la prassi su Messenger – e persino Whisper-Shout.

Presentata con un’enfasi forse non necessaria, Whisper-Shout è una funzionalità di Allo che consente di ingrandire le dimensioni del testo di un messaggio inviato in chat per far comprendere all’interlocutore la portata della propria affermazione. Per esempio, un grido d’esultanza sarà ingrandito sino all’estremo – e possiamo notare come Whisper supporti anche le emoji. Per attivare Whisper basterà scorrere a fianco della schermata una barra verticale, controllando le dimensioni del messaggio tramite un cursore.

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Comodo e funzionale

Allo integra anche un editor interno, che consente di selezionare rapidamente le immagini e di inviarle direttamente in chat modificandole tramite un editor interno che abbiamo già visto su Google Keep.

Allo: The Google Assistant

Il cuore pulsante di Allo è naturalmente l’integrazione con il Google Assistant, una versione made in Mountain View dell’assistente virtuale M di Facebook e che sorveglierà costantemente le conversazioni degli utenti, rimanendo silenziosamente in attesa che un interlocutore lo richiami per accedere alle sue funzionalità.

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Scommettiamo che il ristorante “Cucina Venti” abbia ottenuto la migliore pubblicità possibile

Allo permette di ricercare film, prenotare tavoli ad un ristorante (il simpatico siparietto sul Google I/O 2016 ha incluso un ristorante italiano) e persino giocare, tutte funzionalità che abbiamo già visto su Telegram: la vera differenza non risiede nella modalità di richiamo del Google Assistant (scrivendo @google in chat si attiverà il bot), bensì nella capacità interattiva dell’intelligenza artificiale.

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Non solo animali, ma anche oggetti

Stando a quanto viene riportato dai presentatori, Allo (anzi, Google) è capace di apprendere quanto l’utente solitamente scrive, risponde e reagisce, integrando all’interno del proprio database una serie di risposte automatiche sulla base delle domande poste. Queste risposte automatiche sono state chiamate Smart Replies e consentono di reagire non soltanto a richieste da parte dell’utente in conversazione (nell’esempio veniva riportata la conversazione: “Sei libero stasera?“, l’app permette di rispondere “Sì, naturalmente” oppure “No, sono impegnato“), ma persino ad immagini.

Allo integra infatti la tecnologia di analisi delle immagini di Google Photos, Goggles e praticamente l’intero universo Google (il Google Knoweledge Graph), consentendogli di analizzare l’immagine nel dettaglio: non solo animali, ma anche oggetti come un piatto di pasta.

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Pochi tap, e la prenotazione viene effettuata

Riprendendo questo esempio, la presentazione ha mostrato come Allo, tramite il Google Assistant, consenta di passare agevolmente da un argomento all’altro: dal piatto di pasta i due utenti in chat possono passare alla prenotazione di un posto al ristorante italiano più vicino grazie alla geolocalizzazione adottata da Google Assistant – che individua i migliori ristoranti nelle vicinanze.

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Il Real ha vinto!

Allo inoltre può diventare un compagno di conversazione: l’utente può infatti lanciare una chat con @google discutendo della propria squadra di calcio preferita – nei fatti, l’utente non ha nemmeno bisogno di specificarla in quanto Google Assistant conosce già i suoi interessi essendo connesso con Google Now ed i risultati delle partite a cui l’utente è stato più interessato – o iniziare un gioco. Nell’esempio il gioco in questione era Emoji Movies, ma la relatrice ha promesso che nel corso del tempo, anche in collaborazione con gli sviluppatori, verranno presentati giochi molto più complessi.

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@google come gli inline bot

Infine notiamo come @google funzioni esattamente come un inline bot: scrivendo la formula “@google funny cat pics“, l’assistente virtuale provvederà con la ricerca di immagini di gatti; una ricerca rapida su Google direttamente in chat.

Allo: Security

Google si è concentrata particolarmente sull’argomento “sicurezza“, probabilmente conscia dell’importanza che la privacy sta assumendo all’interno dell’universo Android e più generalmente della tecnologia.

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Le chat di Allo saranno estremamente sicure

Allo non è da meno: Allo sarà un’app estremamente sicura, integrando una crittografia end-to-end delle conversazioni segrete (di conseguenza, non saranno rintracciabili nè accessibili esternamente) e notifiche private.

In particolare, le chat segrete saranno integrate in una Modalità Incognito molto simile alle omonime schede presenti su Chrome, si auto-distruggeranno non appena l’utente vi uscirà; è comunque possibile allegare immagini, video e persino messaggi vocali.

Allo: la schermata di chat

Nonostante non siano stati lasciati trasparire particolari screenshot riguardo la schermata di chat di Allo, possiamo presumere, da quanto è giunto in possesso di siti e blog d’informazione tecnologica, che Allo adotterà una grafica pulita e minimale.

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L’animazione di Allo relativa ai messaggi vocali

A tal proposito, ci pare che l’interfaccia sia molto più vicina ad un Telegram nella sua versione web che ad un WhatsApp (no, non basta che le animazioni per la cancellazione dei messaggi vocali siano simili per farne un emulo dell’app di chat di Mark Zuckerberg).

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Gli stickers saranno vari e disponibili gratuitamente, (nonostante di default saranno presenti solamente 3 set di stickers, sarà comunque possibile installare e rimuovere i pacchetti preferiti direttamente da una schermata rassomigliante alla voce “Stickers” di Telegram).

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Com’è possibile notare dalle immagini, tappando su ogni set l’utente potrà visualizzarne la composizione, l’autore ed una breve descrizione. Fortunatamente o meno, sono stati resi disponibili gli stickers di Julio The Bull, un affascinante quanto imbarazzante toro: potete cliccare QUI per installarli su Telegram.

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Passando alle funzionalità in sè della chat, Allo permetterà di cancellare i messaggi inviati agli utenti  – qualora questi non siano stati ancora visualizzati dall’utente nè ricevuti dal server di destinazione; in caso contrario, saranno semplicemente rimossi dalla schermata di conversazione (speriamo in una maniera più efficace rispetto a WhatsApp).

Allo sarà disponibile dalla prossima estate, di conseguenza abbiamo da aspettare veramente poche settimane; nel frattempo, dai un’occhiata QUI a tutte le migliori alternative a Chrome!

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