Telegram potrebbe ricevere la crittografia peer-to-peer di tutte le chat

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L’introduzione, da parte di WhatsApp, della crittografia end-to-end ha certamente sollevato un polverone ben visibile da parte della concorrenza: i giornali hanno diffusamente parlato di questa novità che però, come abbiamo già riportato, non mette a tacere le critiche nei confronti della scarsa sicurezza dimostrata in passato da WhatsApp riguardo la salute dei dati dei propri utenti.

Per fare fronte alla rinnovata energia del board di WhatsApp, Telegram sembrerebbe al lavoro su un aggiornamento più corposo dei precedenti: stando ad indiscrezioni di alcuni canali, insieme a tweet del profilo ufficiale di Pavel Durov, Telegram potrebbe introdurre in un futuro non lontano – ma nemmeno così vicino – la crittografia peer-to-peer, una versione potenziata della crittografia end-to-end.

Ma siamo certi che si tratti della soluzione migliore?

Telegram e la crittografia peer-to-peer

La sicurezza dei dati e la mancata intrusività dei governi sono da sempre le necessità principali per Telegram la cui storia e quella del proprio fondatore – che noi abbiamo raccontato in questi Approfondimentisono state segnate da una certa insofferenza nei confronti di regimi e multinazionali affamate di metadati.

Telegram crittografia peer-to-peer 3
Il tweet di Pavel Durov

Nonostante però queste premesse, Telegram ha continuato a mantenere una struttura alquanto suscettibile ad attacchi informatici e spionaggio dei metadati, perlomeno per quanto riguarda le chat normali. Mentre le chat segrete sono protette da un protocollo proprietario – che non tutti reputano sicuro, ma di cui avremo occasione di parlare in seguito – che blinda completamente i contenuti e i dati degli utenti, le altre tipologie di conversazione, comprese le chat di gruppo, mantengono una struttura server-side che rende la piattaforma molto meno sicura (oltre che dipendente dalla stabilità dei server, cosa che ha causato in passato alcune ore di black-out delle connessioni per via di attacchi hacker mirati).

Stando a quanto riportato dai canali Telegram Geeks e Telegram Features, di cui gentilmente recuperiamo alcune immagini qui pubblicate, Durov avrebbe risposto alle domande di alcuni utenti su Twitter – che lamentavano la mancanza di novità significative nelle ultime versioni della beta di Telegram – annunciando la prossima introduzione della crittografia peer-to-peer in ogni conversazione.

Che cos’è la crittografia peer-to-peer?

La domanda che sorge spontanea è dunque la seguente: che cos’è la crittografia peer-to-peer? Influirà sulla struttura di Telegram?

La crittografia peer-to-peer è una delle forme più avanzate di crittografia dei dati: introdotta per la prima volta da Napster e successivamente assunta a standard di sicurezza da BitTorrent ed altre compagnie, basa la propria struttura sull’utilizzo dei singoli device come server locali i quali provvedono a distribuire i messaggi ai destinatari nelle proprie vicinanze.

Telegram crittografia peer-to-peer 2
Un esempio di come potrebbe funzionare la nuova crittografia su Telegram

In questo modo ogni telefono e PC assume la conformazione di un nodo di trasmissione che invia i messaggi ma che non può leggerli in alcun modo, dato che la chiave crittografica è in possesso solamente del destinatario e del mittente. La creazione di una rete peer-to-peer porterebbe all’eliminazione del server in quanto filtro e centrale di controllo delle conversazioni, ma questo cancellerà anche la disponibilità universale dei messaggi?

Finora infatti Telegram era stato preferito a WhatsApp per via della reperibilità delle conversazioni in ogni device grazie alla sua struttura server-side: l’introduzione della crittografia peer-to-peer non necessariamente però potrebbe portare alla fine di questa realtà, dato che non esiste un solo modello P2P ma molti e variegati (anche se, non essendo noi esperti in tal senso, ci rifaremo a modelli reperiti su fonti affidabili).

Telegram crittografia peer-to-peer 5
Rete P2P strutturata

Se infatti una connessione P2P disorganizzata porta all’istituzione di ogni dispositivo come server senza alcun coordinamento centrale, una rete P2P strutturata permette, tramite un modello piramidale che si basa sulla tabella di hash distribuita, di condividere anche file ed informazioni senza necessariamente averle archiviate nella memoria interna del device. In ogni caso sono presenti anche esempi di reti P2P ibride, come quella utilizzata da Spotify per la protezione dei propri contenuti.

Nonostante comunque le nostre supposizioni, non ci rimane altro che aspettare i prossimi aggiornamenti di Telegram che saranno senz’altro più esplicativi.

Future implementazioni nei bot?

Infine, alcune righe di codice dell’ultimo file APK di Telegram lascerebbero suggerire la possibile introduzione della possibilità di condividere la propria posizione con i bot, oltre che il proprio numero di telefono – ma in tutte le forme di comunicazione permesse dalla piattaforma.

Telegram crittografia peer-to-peer 1

Ciò naturalmente non significa che vedremo presto queste feature su Telegram: da mesi sono nascosti nel codice dell’app i comandi per attivare i commenti ai canali, ma nonostante le anticipazioni dello stesso canale Telegram Features che noi riprendemmo qualche mese fa, non si è ancora avuta notizia di una loro implementazione.

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