WhatsApp diventa gratuito: niente banner ma un solido business plan per il futuro

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Alle volte le maggiori sorprese sono quelle più attese ma mai realizzate: WhatsApp infatti diventa da oggi gratuito, ed a rendere ufficiale la posizione è stato proprio un comunicato dell’azienda che ha specificato che nel prossimo futuro non saranno adottati sistemi di promozione pubblicitaria interna per rendere comunque l’applicazione profittevole da un punto di vista manageriale.

Si tratta certamente di una novità non da poco, che forse potrebbe aprire nuovamente la partita in atto tra WhatsApp ed i suoi concorrenti – e che vede attualmente il colosso statunitense in grande svantaggio nei confronti, solo per fare un esempio, del suo omologo russo – e che renderà certamente qualche centinaio di milioni di utenti ben felici di non dover pagare un servizio tutto sommato soddisfacente, ma non sicuramente innovativo.

Siete pronti per scoprire perchè e come WhatsApp diventa gratuito?

Un business plan più solido per far fronte alla concorrenza

WhatsApp diventa gratuito, e forse si tratta solamente del primo passo per la ripresa di un gigante della messaggistica troppo a lungo addormentato sulle proprie posizioni di predominanza all’interno del mercato delle app di messaggistica.

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Non sembra che nè il sito, nè l’applicazione abbiano ancora ricevuto alcun aggiornamento

Se infatti applicazioni come WeChat, Line e altre alternative troppo filo-asiatiche non avevano mai preso troppo piede all’interno del settore occidentale della tecnologia mobile proprio per evidenti affiliazioni geografiche, nuovi sfidanti giunti dalle zone più orientali dell’Europa hanno messo seriamente in crisi il monopolio di WhatsApp conquistando gli utenti a colpi di innovazioni, solidità del servizio ma soprattutto gratuità. Una delle maggiori discriminanti a sfavore di WhatsApp, negli eterni dibattiti all’interno della community Android, era appunto la presenza di un balzello annuale che però non corrispondeva ad una maggiore qualità del servizio rispetto ad alternative del tutto gratuite – un po’come avviene con la nostra TV di Stato.

Bisogna però anche ammettere che difficilmente i 0,89€ di abbonamento annuale venivano infine richiesti, e spesso l’utente a sorpresa poteva ricevere graditi annunci di proroghe di servizio sino ad un anno; l’eliminazione definitiva non fa altro che sancire una presa di posizione che era già da qualche tempo già nell’aria, e che da ora – si spera – dovrebbe corrispondere ad una strategia più aggressiva. Gli sviluppatori hanno promesso che non saranno adottati servizi di promozione pubblicitaria interna (ossia banner e schermate pubblicitarie) nè altre forme di retribuzione commerciale (spamming da parte di aziende), ma molto più probabilmente verranno creati piani di affiliazione e partnership per l’utilizzo di WhatsApp da parte di aziende e grandi compagnie, per l’utilizzo di WhatsApp come piattaforma ufficiale di comunicazione tra gestore del servizio ed utente/cliente finale.

Una corsa ai ripari più che una svolta, dato che da tempo i maggiori attori – anche politici – hanno progressivamente sostituito WhatsApp con Telegram. Forse ora, con WhatsApp che diventa gratuito, ci ripenseranno.

È meglio Telegram o WhatsApp? Scoprilo QUI nel nostro Versus in tre episodi!

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