WhatsBot è il primo (ed ultimo) assistente personale di WhatsApp

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Nonostante i bot siano principalmente – ed esclusivamente, alla luce dei fatti – una prerogativa di Telegram, alcuni sviluppatori hanno deciso di dotare WhatsApp del suo primo, vero assistente personale capace di interagire con gli utenti, suggerire loro i posti migliori per ritrovarsi assieme tramite l’utilizzo della posizione e persino di rimbrottarli e pubblicare orsetti di peluche ASCII in chat; praticamente si tratta di un’intelligenza artificiale simile a M, presente invece su Messenger e di proprietà di Facebook.

Sembrerebbe che WhatsApp potrebbe quindi arrivare a competere con Telegram ad armi pari non certo per via dell’intraprendenza del board, ma grazie alla fantasia dei suoi utenti. PEccato che WhatsApp abbia bloccato WhatsBot poche ore dopo il rilascio.

WhatsBot, il primo ed ultimo assistente virtuale di WhatsApp

Nonostante su WhatsApp siano presenti da tempo numerosi bot, come WhatsApp Robot e WhatsHash – ed addirittura un omonimo WhatsBot – quello reso operativo nelle scorse ore è completamente differente: WhatsBot infatti esula il concetto primigenio di bot, accostandosi, per features e capacità di iterazione, al ruolo di assistente virtuale.

WhatsBot WhatsApp 2
Alcuni screenshot di WhatsBot – ahinoi – su iOS

WhatsBot infatti è stato creato come strumento e punto d’appoggio per i gruppi di amici: il bot infatti possiede un proprio numero di telefono (+ 44 748 134 2229), il che gli permette di essere aggiunto alle conversazioni di gruppo; gli utenti, semplicemente utilizzando la condivisione della posizione propria di WhatsApp, possono ricevere da parte di WhatsBot numerosi suggerimenti riguardo i migliori luoghi d’aggregazione intorno alla regione registrata dall’app, come bar, ristoranti e gelaterie. WhatsBot può anche esordire in chat con simpatiche frasi come “Scusami, ma dovrò dirlo ai tuoi genitori“.

WhatsBot è una creazione di tre sviluppatori: Pierre Becerril, Nil Sanz e Camille Zittoun, due dei quali già reduci dall’esperienza di Seeusoon, hanno deciso, dopo diverse ed animose discussioni, di dare vita ad un assistente virtuale per WhatsApp: “Passiamo così tanto tempo su WhatsApp che abbiamo pensato sarebbe stato bello avere a disposizione più features“, così come hanno dichiarato nell’intervista rilasciata sul sito d’informazione tecnologica americano TechCrunch.

WhatsBot WhatsApp 1
Becerill & Sanz / Crediti a TechCrunch.com

Ed il ragionamento è effettivamente ineccepibile: così come abbiamo più volte avuto modo di ripetere, WhatsApp pecca principalmente nel campo delle funzionalità, dove invece gli avversari (e, in particolar modo, un certo tipo di concorrenza) eccelle: un assistente virtuale sarebbe finalmente la spinta propulsiva giusta, grazie alla quale utenza e gestori potrebbero lavorare in sincronia – i primi con la creazione dei contenuti, i secondi con l’integrazione delle features nell’architettura dell’app – per un’applicazione migliore, più attraente ed in grado di fermare l’emorragia di clienti.

Peccato che WhatsApp, poche ore dopo l’attivazione, abbia bloccato WhatsBot. I creatori non si sono scoraggiati ed hanno affermato che continueranno a lavorare per aggiungere ancora più funzionalità, ma ancora una volta WhatsApp si è tirata la zappa sui piedi.

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